Calcio D/F, Diakite è un problema ma la squadra c'è

E' il pensiero del presidente del Club Biancorosso, che aggiunge: "La società sa cosa fare"

- Walter Cori

Calcio D/F, Diakite è un problema ma la squadra c'è

di Stefano Vecellio

TERAMO - Serie D, Teramo tra sogni di vetta e il caso Diakite, Giuseppe  Bracalenti: "È un problema, ma la squadra c'è".

Il presidente del Club Biancorosso fa il punto sull’undici di Pomante, tra i guai fisici dell'attaccante ivoriano, l'eliminazione in Coppa Italia e la marcia nel girone F.

L’eliminazione in Coppa Italia per mano del Sassari Latte Dolce lascia più che un amaro in bocca ai tifosi del Teramo Calcio. Oltre al risultato sportivo, infatti, l’ambiente biancorosso si interroga soprattutto sulle condizioni di Adama Diakite, acquisto copertina del mercato estivo del ds Micciola, che invece è diventato un vero e proprio caso a causa di infortuni e continue ricadute, l'ultima proprio alla vigilia della sfida contro i sardi. Qualche scampolo di partita, un solo gol a referto in 9 giornate: troppo poco per una piazza che aspetta con trepidazione il bomber ivoriano. A cercare di risolvere il rebus dell’ex Torres ci ha provato Giuseppe Bracalenti, presidente del Club Biancorosso, che ha fatto il punto sul momento della squadra, tra mercato, il duello con L'Aquila e l'attesissimo derby contro il Lanciano.

  • Presidente Bracalenti, partiamo dall'amarezza di ieri: che strascichi lascia questo ko nel clima biancorosso?

"Perdere non fa piacere a nessuno, ovviamente, perché noi tifosi vorremmo sempre vincere contro chiunque. Dico però che in un contesto del genere, dove conta poco o nulla, se non per una graduatoria ripescaggi che abbiamo visto essere una farsa, la Coppa Italia in Serie D può essere considerata un torneo fine a se stesso. La nostra gloria deve essere quella di vincere il campionato perciò, nel dispiacere di aver perso una partita, credo che sia comunque utile a questo punto avere l'unico impegno concentrato sulla stagione regolare, con la testa dritta all'obiettivo". 

  • Oltre alla sconfitta, ieri ancora una volta è mancato Adama Diakite: ormai un oggetto misterioso per il Teramo.

"Più che un oggetto misterioso, Diakite sta diventando un problema. Questo è un giocatore che avrebbe dovuto rappresentare la punta di diamante del nostro attacco. Purtroppo continua ad avere problemi fisici: fatto sta che ci ritroviamo con un giocatore in meno nelle nostre rotazioni, per giunta un elemento sul quale contavamo enormemente. Adesso lo staff medico farà tutte le verifiche del caso, ma resta una situazione complicata”. 

  • Nonostante l’assenza dell’ivoriano, il Teramo vanta comunque un attacco super grazie alle prove di Pierfederici, Tourè, Njambè e Pavone. Manca tuttavia il classico “numero 9”?

"Se guardiamo i numeri e i risultati, la risposta è no. Siamo la squadra più prolifica del campionato, segno che gli altri stanno facendo un lavoro egregio. Ma una squadra che punta a vincere ha bisogno di tutte le frecce possibili nel proprio arco. Diakite è un valore aggiunto che finora non ha fatto sentire la sua mancanza grazie alla forza del collettivo, ma a consuntivo, sul lungo periodo di una stagione, la sua assenza peserà. È stato preso per essere il finalizzatore di un impianto di gioco preciso: oggi i numeri non ce lo fanno rimpiangere, ma ci rammarica non poter sfruttare il potenziale extra che potrebbe darci". 

  • La piazza inizia a interrogarsi: i tifosi sono ancora disposti ad aspettarlo o è il momento di intervenire sul mercato per trovare un sostituto?

"Il calciatore è sotto contratto con un biennale, quindi credo che la società farà di tutto per recuperarlo. Non spetta comunque al tifoso stabilire se aspettare o sostituire immediatamente un elemento della rosa: queste sono valutazioni tecniche che competono all’allenatore, al direttore sportivo e alla presidenza. Capisco il dispiacere della piazza, che si manifesta anche sui social, ma le decisioni dipendono esclusivamente dalle valutazioni mediche sui tempi di recupero. Tutti vorrebbero un giocatore così importante in campo, ma la scelta non è in capo alla tifoseria". 

  • In vetta c'è il testa a testa con L'Aquila. Si aspettava un'antagonista così agguerrita in questo girone F?

"L'Aquila non è una sorpresa. Già l'anno scorso partiva tra le favorite, pur rendendo meno del dovuto per varie vicissitudini. Quest'anno si sta esprimendo al massimo e occupa la posizione che merita. Noi siamo lì a un punto, mentre di altre reali pretendenti non ne vedo al nostro livello, fatta eccezione forse per il Foligno che però dobbiamo ancora affrontare sul campo. Credo che il campionato lo deciderà chi sbaglierà meno, perché i valori tecnici sono simili, ma penso che il Teramo abbia qualcosa in più in termini di ampiezza della rosa e facilità di andare in rete". 

  • Ma anche facilità di subire lì dietro. 

"Una propensione offensiva così elevata porta inevitabilmente a essere più esposti. I numeri parlano chiaro, è ovvio che dietro la squadra deve essere registrata meglio. Nelle ultime uscite si sono visti netti miglioramenti, anche grazie all'innesto di Menna, che per la Serie D è un lusso assoluto. Confido pienamente nelle scelte di Pomante e della società: la squadra ha una trazione anteriore e in certi frangenti di sicuro soffrirà, ma ho visto un assestamento e una concentrazione difensiva diversi rispetto alle prime giornate. Non sono affatto preoccupato". 

  • All'orizzonte c'è l'esplosivo derby contro il Lanciano. Che clima si respira in città?

"È una partita importantissima, che torna dopo tanti anni ed è tra le più sentite. La piazza è ormai abituata ai derby, ma sappiamo che ogni squadra, quando affronta il Teramo, dà qualcosa in più, sia per il nostro blasone sia perché giocare allo stadio Bonolis stimola enormemente gli avversari. Sarà una gara difficile, ma i valori in campo pendono a nostro favore. Siamo fiduciosi, vogliamo vincere non solo per il prestigio del derby, ma anche per alimentare la nostra marcia verso il traguardo finale".