Calcio D/F, Bracalenti prova a ricaricare il Teramo
Il presidente del Club Biancorosso compatta la piazza: “Basta polemiche, ora silenzio e lavorare”
2026-03-04T12:32:00+01:00 - La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - Un risveglio brusco, di quelli che lasciano l’amaro in bocca e la testa pesante. La sconfitta per 3-1 in casa della Sammaurese, penultima in classifica e tutt'altro che irresistibile, almeno sulla carta, ha interrotto l’imbattibilità esterna del Teramo, lasciando la truppa di Pomante a inseguire Ancona e Ostiamare con 3 lunghezze di distanza.
A tastare il polso di una piazza travolta da sorpresa e sgomento ci ha pensato Giuseppe Bracalenti, presidente del Club Biancorosso. Il suo è un mix di pragmatismo e passione, il ritratto di chi sa che in Serie D, spesso, il confine tra il trionfo e il baratro è sottile come un filo d'erba. "Si respira aria di incredulità più che di delusione. Inutile girarci intorno: la prestazione di domenica è stata un blackout collettivo. È mancato il Teramo in tutte le sue componenti, non ci sono scusanti" esordisce Bracalenti, senza mezzi termini. C’è chi, come il ds Micciola, ha parlato di “campo trappola”, o chi ha mugugnato delle troppe assenze (vedi i vari Borgarello, Pietrantonio o Alessandretti), ma il presidente non cerca alibi: “Il campo è stato quello di sempre, dove quasi tutti hanno fatto punti tranne noi. È stata una battuta d’arresto sanguinosa, ma ci sono tutte le possibilità per riprendersi".
L'atmosfera nel Club è pesante, ma non rassegnata: “Nessuno si aspettava di perdere punti con la Sammaurese, era una partita facile sulla carta". L’umore è ai minimi storici, ma il mandato per i tifosi è chiaro: "Le polemiche stanno a zero, servono solo a peggiorare una situazione già difficile. Noi dobbiamo essere i primi a ricompattare la piazza".
Con la vetta che si allontana, la matematica non lascia spazio a interpretazioni creative: l'imperativo è vincere, anche se il calendario post-sosta non è amico del Teramo, che troverà davanti a sé scontri diretti che sanno quasi di ultima spiaggia. Domenica 15 i biancorossi ospiteranno al Bonolis l’Ostiamare, poi ci saranno due derby consecutivi con L’Aquila e Notaresco, per arrivare il 2 aprile al big match del Conero contro l’Ancona: “Adesso non si può sbagliare, ma a mio avviso non si può neanche più pareggiare, bisogna solo vincere. Non sarà facile, però questa squadra ha dimostrato di poterlo fare. Purtroppo più si avvicina la fine del campionato e più non si possono commettere errori. Noi il nostro lo abbiamo già commesso domenica, ora come Club dobbiamo richiamare tutti i tifosi alla compattezza per sostenere i ragazzi in questo rush finale”.
Nonostante lo scivolone, la stima nei confronti della rosa resta intatta. Per Bracalenti, quella biancorossa rimane infatti "la squadra più forte del campionato", un gruppo che ha già dimostrato il proprio valore e che deve solo ritrovare la bussola. "Vincerà chi sbaglierà di meno - riflette il presidente - gli altri forse possono permettersi qualche errore, noi no. Giocheremo la prossima gara contro l’Ostiamare con lo stesso spirito che ci ha accompagnato fino a domenica a San Mauro".
Se la squadra deve ritrovare la via del gol, il Club Biancorosso non ha mai smesso di segnare punti nel campo della solidarietà e dell'identità. Bracalenti ha confermato la chiusura dell'operazione per lo storico logo del Diavolo Stilizzato. "Rappresenta la tifoseria e abbiamo già l'accordo con la società per il comodato d'uso gratuito - racconta con orgoglio - sarà il filo conduttore tra la squadra in campo e i tifosi sugli spalti". Ma il cuore del Club batte forte anche per la città: “Lavoriamo molto sul sociale. Stiamo proseguendo il progetto per la riqualificazione degli spazi per il reparto di neuropsichiatria infantile della Asl di Teramo, sostenuto anche da una recente cena di beneficenza. Inoltre stiamo portando avanti anche il progetto del Museo del Teramo e come sempre quello per le trasferte, con l'obiettivo di portare quanta più gente possibile a sostegno della squadra, nonostante le difficoltà logistiche”.
Insomma, mentre la squadra è chiamata al silenzio e al lavoro, il Club Biancorosso continua a tessere la tela di una comunità che non vuole smettere di sognare. La risalita verso la vetta ricomincia da qui: meno parole, più "Diavolo" in corpo.