Calcio D: Santegidiese, quando la favola diventa realtà
Cappellacci come 20 anni fa: è ancora lui il protagonista in panchina della promozione vibratiana
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - Ci sono sceneggiature che nemmeno la penna del più audace romanziere avrebbe il coraggio di tracciare. Ma il calcio, si sa, risponde a leggi proprie, spesso regolate dal magnetismo del destino. Vent’anni fa, un giovane e visionario Roberto Cappellacci prendeva per mano la Santegidiese e la traghettava nel paradiso della Quarta Serie. Oggi, a due decenni esatti di distanza, lo stesso demiurgo ha chiuso il cerchio, completando un’autentica epopea sportiva.
Il teatro dell'apoteosi è stato ancora una volta il "Rubens Fadini" di Giulianova, impianto che ormai assume i contorni di un fortino talismanico per i vibratiani: dopo aver tenuto a battesimo la memorabile qualificazione contro la Spal, il catino giuliese ha consacrato infatti il trionfo giallorosso nella finalissima di ritorno dei playoff nazionali contro un encomiabile Grassina. I toscani si presentano con il piglio giusto, conducendo un ottimo avvio di gara, ma l'impatto con i duemila cuori del pubblico giallorosso è un fattore che, minuto dopo minuto, logora le certezze ospiti.
La sliding door del match si materializza al 53’: Corsi rimedia un cartellino rosso che lascia il Grassina in inferiorità numerica ed emacia le resistenze rossoverdi. Da quel momento, la Santegidiese sale in cattedra e comincia a far ballare il tango ai rivali: Lucas Idoyaga rompe gli indugi e l’equilibrio, firmando l'1-0 che rimette in linea di galleggiamento il computo totale dopo il 2-1 dei toscani nell’andata e trascina l'infuocato verdetto ai tempi supplementari. Nell’over time emerge la sagoma dell’uomo copertina Guido Dal Cason, che dopo il rigore della speranza al “Pazzagli” di Bagno a Ripoli, si avventa come un rapace d’area sulla respinta corta dell'estremo difensore toscano e sigla il gol del 2-0, perla numero 30 di una stagione monumentale. Una rete che scaccia i fantasmi e mette in discesa la gloria, fino ai titoli di coda firmati ancora da uno scatenato Idoyaga, che capitalizza la sua personalissima doppietta con il timbro del definitivo 3-0, che fa esplodere la festa con qualche minuto d'anticipo rispetto al triplice fischio.
Per la Sant si tratta del compimento di un biennio prodigioso, una vertigine verticale che in soli 24 mesi ha visto il club compiere il doppio salto dalla Promozione alla Serie D, categoria che mancava da ben 15 anni. Un trionfo che è stato il giusto premio per un collettivo che ha avuto il merito di crederci sempre, navigando a vista nelle tempeste di un’annata complessa e logorante. Le legittime ambizioni estive si erano scontrate con la dura realtà di un campionato d'Eccellenza equilibratissimo, caratterizzato dal duello rusticano con il Lanciano, che alla fine ha premiato i frentani con la promozione diretta. Ma nel momento di massimo appannamento, la società ha avuto il coraggio della rivoluzione, esonerando il tecnico Buonocore e il ds Lubrano, due figure che al di là della conclusione della loro storia, hanno posto il loro mattoncino su questa costruzione vincente.
L'avvento di Cappellacci non è stato immediato nei risultati, richiedendo qualche settimana di fisiologico assestamento, però una volta agganciata la postseason, il tecnico tortoretano ha dato vita a una marcia perfetta e impeccabile, disegnando una squadra camaleontica e imbrigliando gli avversari con mosse scacchistiche efficaci: l'intuizione di Coulibaly nel ruolo di jolly di centrocampo e lo spostamento di Massetti come esterno offensivo hanno letteralmente spaccato in due i playoff. Coincidenze, destino, chiamatelo come volete, ma era scritto così.
Cappellacci celebra la seconda promozione consecutiva in Eccellenza, dopo quella ottenuta l'anno scorso sulla panchina del Giulianova, la Santegidiese si gode la sua meritatissima festa, mettendo il lieto fine a una sceneggiatura perfetta. Oltre a premiare i vibratiani, il verdetto del campo ribadisce anche la straordinaria competitività del calcio regionale: sulla scia del successo ottenuto dal Castelnuovo nella passata stagione, per il secondo anno consecutivo è una compagine abruzzese a imporsi d'autorità nei playoff nazionali. Ora gli occhi sono tutti rivolti al futuro. Con il salto in Serie D della compagine giallorossa, il prossimo Girone F si preannuncia a fortissima trazione locale. Saranno infatti ben sei le “sorelle” pronte a darsi battaglia in un raggruppamento che parlerà quasi esclusivamente abruzzese: Teramo, Giulianova, L'Aquila, Notaresco, Lanciano e la ritrovata Santegidiese. Cala il sipario sulla stagione, la notte è giallorossa: la favola è finalmente diventata realtà.