Calcio D, la Santegidiese rilancia un territorio intero

Il sindaco Amatucci: “Momento d’oro per la Vibrata: l’euforia calcistica ha unito tutti”

- La Redazione

Calcio D, la Santegidiese rilancia un territorio intero

di Stefano Vecellio

TERAMO - Sant'Egidio alla Vibrata è un fiume in piena di entusiasmo. Con la straordinaria vittoria per 3-0 contro il Grassina sul prato del "Fadini" di Giulianova, la Santegidiese ha ufficialmente riconquistato il paradiso della Serie D, mettendo fine a un'attesa durata ben 14 anni. Ma dietro questo trionfo calcistico non c'è solo un pallone che rotola in rete: c'è una comunità intera che corre verso il futuro, guidata da una visione amministrativa del primo cittadino Annunzio Amatucci che vede nello sport il motore trainante della crescita sociale, economica e culturale di un paese intero, capitalizzando un vero e proprio "periodo d'oro".

  • Sindaco, domenica è arrivata una promozione storica che ha infiammato tutta la Vibrata. Che atmosfera si respira a Sant'Egidio? 

“È stata una festa semplicemente spettacolare. Vedere un intero paese riversarsi in strada, unito e orgoglioso, è stata un’emozione indescrivibile: per un sindaco, una partecipazione così genuina è sempre qualcosa di profondamente positivo. L’euforia è esplosa in ogni angolo della nostra comunità. Nella storia del nostro club c'è un'annata mitica, l'88, rimasta scolpita nella memoria di tutti, ma oggi siamo nel 2026 e questa volta è stato diverso. Domenica allo stadio ho visto una scena meravigliosa: famiglie intere, tantissimi bambini, un calore umano e intergenerazionale che nell'88 non si era vissuto. È la vittoria dell'identità di un intero popolo”.

  • Per questa volata playoff avete dovuto giocare lontano dal vostro campo, eppure il sostegno delle realtà vicine è stato impeccabile. Si può parlare di un esempio di "fraternità" sportiva?

“Assolutamente sì. Abbiamo toccato con mano una vicinanza e una solidarietà sportiva ed istituzionale che raramente ho visto negli ultimi anni. Giulianova ci ha sempre accolto a braccia aperte: per noi disputare questi playoff al "Fadini" è stato esattamente come giocare in casa. Ma gli esempi sono tanti: il nostro settore giovanile è stato ospite dell’Ascoli nella finale dei playoff di Serie C contro il Brescia. C'è un clima di profonda sinergia”

  • Ora però si apre la complessa sfida della logistica. Con la Serie D in tasca e i lavori necessari all'impianto cittadino, come vi organizzerete per la prossima stagione?

“La Santegidiese si sta già muovendo con grande tempestività per individuare il campo ideale dove giocare le partite ufficiali fino a dicembre, in attesa della riqualificazione del nostro Comunale. Abbiamo ricevuto riscontri positivi da tutte le società che abbiamo contattato in queste settimane. Nei prossimi giorni ufficializzeremo sia la sede della preparazione estiva sia dove giocheremo l'inizio del campionato. Questo temporaneo trasferimento è il prezzo da pagare per un progetto importante: siamo infatti finalisti del bando nazionale “Sport e Periferie”. Abbiamo in programma la riqualificazione totale della nostra Cittadella dello Sport, che prevede un manto erboso di ultima generazione e tribune completamente rinnovate, pensate anche per accogliere al meglio il settore ospiti”.

  • Nella sua visione politica, lo sport non è un semplice passatempo ma un vero pilastro programmatico. Sant'Egidio sta diventando un punto di riferimento per molte discipline?

“Lo sport è il nostro grande elemento trainante. Tutta la Val Vibrata sta tagliando traguardi importanti, ma Sant'Egidio in particolare sta vivendo un momento magico. Veniamo da un periodo d'oro in cui abbiamo collezionato trionfi ovunque: non solo il calcio con la splendida cavalcata della "Sant", ma eccelliamo anche nel ballo, nelle gare studentesche, nel ciclismo, nella lotta libera, nella kick-boxing e nelle arti marziali. Abbiamo strutture d'eccellenza capaci di ospitare tornei di tennis, gare di nuoto e persino campionati di kart. C'è un'offerta poliedrica che intercetta i desideri di chiunque”.

  • Questo dinamismo sportivo che tipo di impatto ha sul tessuto economico e sociale del paese?

“L'impatto è formidabile e viaggia su più binari. Da un lato c'è la crescita dei nostri ragazzi: oggi vantiamo un tasso di occupazione giovanile tra i più alti dell’intera provincia. Le aziende continuano a investire sul nostro territorio e i nostri istituti scolastici stanno diventando sempre più attrattivi e competitivi. Dall'altro lato, c'è un ritorno turistico pazzesco. Grazie agli eventi sportivi, tantissime strutture ricettive del nostro entroterra tornano a vivere pienamente anche d’estate, proprio in un periodo dell’anno in cui storicamente i flussi si concentrano solo sulla costa. Lo sport riempie i nostri hotel, i nostri ristoranti e valorizza l'economia locale”.

  • Un paese vivo che guarda avanti. Qual è il segreto per mantenere questo passo e quali sono i prossimi obiettivi?

“Il segreto è la diversificazione e lo spirito di comunità. Accanto allo sport, stiamo correndo fortissimo anche sul fronte culturale, proponendo cineforum di livello e rassegne teatrali di grande richiamo. Sant’Egidio è un paese più vivo che mai. Abbiamo tantissimi progetti per ampliare e ammodernare le nostre strutture in ogni singolo settore. Ma la vera chiave del successo è una sola: se non si combatte di squadra, non si raggiungono i risultati. È questa la filosofia che portiamo avanti ogni giorno. Questo è un nuovo inizio e in futuro speriamo di poter scrivere ancora tanti altri anni memorabili nel nostro almanacco”.