Calcio D, il Giulianova non si pone limiti
Paolo D'Ercole: “In campo non scendono soltanto i soldi, ma soprattutto gli uomini”
- Walter Cori
di Stefano Vecellio
TERAMO - Nell’orizzonte del Giulianova, dopo una stagione turbolenta, si prevede del cielo sereno.
Per il ds Paolo D’Ercole, il settimo posto dell’anno scorso è solo la base da cui ripartire per scalare la montagna della Serie D e fare il salto di qualità, tra strategie di mercato, filosofie di continuità e rinnovato entusiasmo per una piazza che vive di mare, sabbia e calcio.
- Direttore, quella appena passata è stata una stagione a due facce: prima la salita, poi una gran cavalcata fino a sfiorare la postseason. Oggi che sensazione hai per il prossimo anno?
“Per me volere è potere. Il Giulianova deve volersi prendere un ruolo da protagonista, poi sarà il campo a parlare. Quest’anno stiamo lavorando con grande logica e oculatezza: la società punta alla continuità nel tempo e non a voli pindarici. L’anno scorso c’è stata un po’ di confusione che ha portato agli addii di Cappellacci e Triboletti, ma con l’arrivo di mister Pergolizzi abbiamo finalmente trovato la quadra. Sono molto grato alla società per aver rinnovato la fiducia a me e al mister: è stato il premio per un percorso importante. Forse alla fine potevamo anche spingere un po’ di più per cercare di guadagnarci i playoff, però non avevamo più forze. Resta comunque aver raggiunto la salvezza in largo anticipo, obiettivo primario per una neopromossa. Il Giulianova ha un blasone importante, ma da solo non basta per vincere i campionati: servono organizzazione e continuità, elementi che ci sono un po’ mancati all’inizio della scorsa stagione”.
- Il presidente Mucciconi ha fissato l'asticella ai playoff. Il budget inferiore alle corazzate è un ostacolo o una motivazione in più?
“Il presidente è il primo tifoso ed è naturale che pretenda il massimo. Il mio obiettivo è arrivare sempre più in alto possibile, senza darmi mai un limite. Voglio che anche i ragazzi non si mettano un freno: in campo non scendono i soldi, ma gli uomini. Per questo sto cercando gente che ha fame e che non abbia la pancia piena. Nella squadra c’è qualità, se si saprà creare un gruppo solido, si farà la differenza. Nel calcio esistono tante variabili, ma bisogna saper aspettare: i risultati arrivano con il tempo, la fiducia e il lavoro, non rincorrendo chimere. La società sta crescendo, sono entrate tante figure nuove che amano Giulianova e vogliono far crescere il club. Sono felice di poter dare una mano finché me ne sarà data occasione, poi si sa, nel calcio dipendiamo dai risultati, anche se personalmente è una logica che non condivido: per me un buon lavoro non deve essere giudicato solo da un palo o da un pallone dentro o fuori, ma serve una valutazione a 360°”.
- Sul mercato la rosa è stata completamente rivoluzionata. C’è un reparto nel quale manca ancora qualche tassello?
“L'anno scorso la qualità non è mai mancata, è stata semplicemente un'annata particolare. In attacco vantiamo un giocatore del calibro di Martiniello, che in queste categorie fa la differenza. È carico e ha voglia di farsi "perdonare": lo ha dimostrato con i fatti venendo incontro alla società e spero che troveremo presto l'accordo definitivo per la sua permanenza. Per il resto, stiamo ritoccando il reparto offensivo e la squadra è stata ampiamente rinnovata. Con questo colgo l’occasione per ringraziare di cuore tutti i ragazzi che hanno fatto parte del percorso precedente e che si sono adattati ad una situazione non facile. L’anno scorso Pergolizzi è arrivato in corsa e ha trovato una squadra non costruita sulle sue idee, ma i ragazzi sono stati bravi a mettersi a disposizione, indipendentemente dal minutaggio. Nel calcio dilettantistico si tende spesso al gusto spasmodico del cambiamento, pensando che l'erba del vicino sia sempre più verde. Noi invece quest'anno stiamo costruendo una rosa che sposi esattamente i principi tattici del mister”.
- Salvo colpi di scena, quest’anno ritroverai ancora il tuo passato contro: da Teramo a Giulianova è stato uno "switch" delicato. Come ti ha accolto l’ambiente giallorosso?
“Mi ha accolto benissimo fin dal primo giorno, rispettando l'uomo, la persona e il professionista. Sono grato ai nostri tifosi, che sono stati fantastici sia nel sostegno della squadra sia nei miei confronti. Ho avvertito la stessa stima anche dai supporters biancorossi quando sono tornato a Teramo da avversario: significa che ho lavorato bene non solo sul piano sportivo, ma anche su quello umano. Non so se è stata bravura, fortuna o entrambe le cose, ma sono orgoglioso di aver fatto parte di questi progetti. Il Teramo è stata una creatura plasmata con il presidente Rastelli e con il DG De Baptistis e si è rialzata dalle ceneri. Sono felice di aver dato il mio contributo per gettare basi importanti per una società che anche quest’anno è una delle candidate alla vittoria finale. Ma adesso il mio presente e futuro si chiamano Giulianova: oltre al Teramo, ci sono tante altre piazze ambiziose e se noi faremo le cose per bene, saranno gli altri a doversi preoccupare di noi”.