Calcio D: i dubbi della Sant tra stadio e panchina

Di Antonio: "Stadio? Stiamo valutando più ipotesi”

- La Redazione

Calcio D: i dubbi della Sant tra stadio e panchina

di Stefano Vecellio

TERAMO - Due promozioni consecutive in due anni e un cammino playoff entusiasmante, eppure in casa Santegidiese non c’è tempo per fermarsi a festeggiare. La società vibratiana si trova davanti a un bivio cruciale per il proprio futuro: la dolorosa separazione dal tecnico Cappellacci, una rosa da ricostruire e, soprattutto, l'urgente questione legata alle strutture di gioco, fondamentale per l’iscrizione alla prossima Serie D da compilare entro il 10 luglio. Il tempo stringe: la palla passa ora alla dirigenza giallorossa, con il direttore sportivo Giuseppe Di Antonio che ha provato a fare il punto della situazione tra conferme e incertezze.

  • Direttore, partiamo dalla separazione da mister Cappellacci. Cosa è mancato per proseguire insieme e quanto ha influito sulla vostra programmazione?

“Molto semplicemente, non si è trovato l’accordo tra le parti per una questione puramente economica. Noi pensavamo che Cappellacci sarebbe rimasto e che ci avrebbe dato una mano importante dal punto di vista tecnico, ma ora dobbiamo resettare e ricostruire. Siamo indubbiamente in ritardo sulla tabella di marcia: i playoff sono stati un’emozione bellissima, ma ci hanno tolto tempo ed energie preziose per preparare la prossima stagione. Muoversi in anticipo era impossibile. Se avessi la bacchetta magica risolveremmo tutto all'istante, ma non ce l'abbiamo, il tempo stringe e dobbiamo organizzarci in fretta per ripartire”.

  • Per il post-Cappellacci state sfogliando la margherita: avete sciolto le riserve?

“Dopo una riunione consultiva la nostra scelta è ricaduta su Andrea Censori, anche se non è stato ancora messo nero su bianco. Per molti è una scelta coraggiosa, perché si affaccia alla guida di una prima squadra per la prima volta e deve ancora trovare e valutare un suo staff. Ma ci scommetto io sopra in prima persona: è un professionista preparato, competente e sono sicuro che farà molto bene”.

  • Veniamo al secondo grande problema: la questione campo.

“Stiamo valutando diverse situazioni. Al momento ci manca sia il campo per gli allenamenti sia quello per le partite casalinghe. Il "Fadini" di Giulianova può essere un’opzione concreta, così come la pista Ascoli Piceno, ma stiamo vagliando attentamente tutte le opportunità disponibili. Siamo in ritardo su tanti fronti, ma speriamo di riuscire a sistemare le cose nel più breve tempo possibile”.

  • Questa situazione influisce anche sul mercato?

“Per il mercato è ancora presto, per il momento abbiamo dovuto dare priorità ad altre emergenze. È vero che D’Egidio, Ferraioli e Scognamiglio sono già andati via, ma la mia speranza è che tutti i nostri migliori giocatori possano restare, a partire da Dal Cason. Dalla prossima settimana ci concentreremo molto di più sulle trattative in entrata”.

  • In mezzo a tanti rebus, c'è però una certezza: il vostro settore giovanile.

“Assolutamente sì, questa è una gratificazione enorme per tutta la società e per il lavoro svolto. Anche quest’anno siamo finiti sul podio per il premio valorizzazione giovani. È un riconoscimento che ci inorgoglisce: due promozioni in due anni e due premi per i giovani dimostrano che dobbiamo essere fieri del percorso fatto finora. Giovedì faremo un raduno al Comunale di Sant’Egidio con i ragazzi classe 2008-09. È un’iniziativa partita da me, che abbiamo proposto anche l'anno scorso, e vedere tanti ragazzi iscritti persino da fuori regione è un grandissimo traguardo. Ripeteremo questo open day il 10 luglio con i ragazzi del 2009-10. Nonostante le incertezze del momento, nella nostra società c’è una passione che è il vero motore di tutto e ci guida in ogni scelta”.