Calcio D, a Teramo tifo organizzato a metà...
Pierluigi Spagnolo de La Gazzetta dello Sport ricorda che nel calcio capita ma...
- Walter Cori
TERAMO - Probabilmente la scelta o l'impossibilità di scrivere sulla situazione del tifo organizzato in città, non avendo elementi che lo consentano, è alla base del "fare finta di nulla", ma noi proprio non ci riusciamo...
La spaccatura nella Curva teramana ha portato allo scioglimento, come noto, del Gruppo 15 Luglio 1913, proprio nel momento in cui il "Bonolis" aveva inziato a riprendersi quel po' di colore che mancava da anni (il calore non è mai mancato).
Ne abbiamo parlato con Pierluigi Spagnolo, scrittore e redattore de La Gazzetta dello Sport, che ha frequentato le Curve degli stadi d'Italia per oltre 20 anni e che ho avuto il piacere di conoscere in città, circa cinque anni fa.
Esposta la situazione teramana, senza entrare in dettagli che non conosciamo, risponde: "Di rapporti tesi tra gruppi ultras è piena la storia del tifo. Penso alle tensioni a Bergamo tra Brigate Nerazzurre e Wild Kaos, negli anni Ottanta, o ai problemi che ebbero gli Eagles’ Supporters della Lazio quando, nel 1987, nacquero gli Irriducibili (che presero il sopravvento, fino allo scioglimento degli ES). Come uscirne? Può essere che trovino una soluzione, che nasca una nuova sigla comune che tenga tutti dentro. Oppure che, gli sconfitti, accettino il ruolo di secondo piano ma restino in curva".
Non se la prenda nessuno se riportiamo un pensiero pulito di un "avente titolo": il nostro fine tende a non dilapidare, in una stagione così tanto importante, il valore aggiunto che può dare soltanto la forza di una Curva forte e coesa, non soltanto potenzialmente.