Calcio, Campitelli accende Roseto degli Abruzzi che ora sogna

Il sindaco rilancia l'idea di un progetto calcistico unico per la città

- La Redazione

Calcio, Campitelli accende Roseto degli Abruzzi che ora sogna

di Stefano Vecellio

TERAMO - Il mondo del calcio abruzzese si prepara ad accogliere nuovamente uno dei suoi protagonisti più carismatici. Luciano Campitelli, imprenditore di lungo corso e figura storica del panorama sportivo regionale, è pronto a rimettersi in gioco ripartendo dal campionato di Promozione, sposando la causa dell'Universal Roseto. Un'operazione di notevole spessore che ha riacceso istantaneamente l'entusiasmo della piazza sportiva locale e che promette di ridefinire radicalmente gli orizzonti calcistici della città costiera.

L'eco di questo imminente ingresso non ha lasciato indifferente l'amministrazione comunale, in un territorio che tradizionalmente vive di pallacanestro ma che cova, sotto la cenere, una viscerale e storica passione per il calcio. A benedire la nuova avventura societaria è sceso in campo direttamente il sindaco di Roseto degli Abruzzi, Mario Nugnes, sottolineando la portata dell'evento: “Come primo cittadino accolgo con grande favore e piacere la possibilità di un ingresso di Luciano Campitelli all'interno del mondo del calcio rosetano con l'Universal Roseto - esordisce il primo cittadino, riconoscendo pubblicamente il peso specifico della nuova figura in procinto di insediarsi in società –. Parliamo di un imprenditore che vanta una storia importante nel mondo dello sport, fatta di grandi successi, e che oggi, a quanto pare, sceglie di avvicinarsi alla nostra città”.

I contatti sono già ben avviati e sono stati confermati direttamente al vertice istituzionale cittadino. “Ho appreso questa notizia dalla stampa e, informalmente, anche dallo stesso Campitelli in merito al suo avvicinamento”, ha precisato Nugnes nel suo intervento. Tuttavia, l'approdo di un dirigente dotato del curriculum e delle disponibilità di Campitelli all'Universal non viene interpretato dall'amministrazione locale come un mero colpo di mercato per il singolo club, bensì come una potenziale e irripetibile scintilla per l'intero ecosistema sportivo del territorio. Da anni, infatti, l'ente comunale lavora, spesso lontano dai riflettori, per superare gli storici dualismi cittadini. Il sindaco non ne fa mistero, sollevando il velo sui temi trattati nei primissimi colloqui con il neo investitore: “Ci tengo a sottolineare che Campitelli è stato prontamente informato del fatto che, nel corso degli anni, la nostra amministrazione ha provato più volte a far sedere attorno allo stesso tavolo le due principali società calcistiche del territorio con l'obiettivo strategico di creare una compagine unica”.

Roseto, d'altronde, vanta anche la presenza di un'altra compagine storica, la Rosetana Calcio, che respira attualmente l'aria del campionato di Eccellenza. L'idea di unire le forze e le risorse sotto un'unica, solida bandiera per sognare palcoscenici superiori, come l'ambita Serie D vagheggiata nei sogni dell'imprenditore, rappresenta il vero traguardo strategico di Palazzo di Città. “Se da un lato, quindi, sono estremamente felice del suo ingresso e del valore che può portare all'Universal Roseto – prosegue Nugnes, delineando compiutamente l'architettura del suo pensiero politico e sportivo – dall'altro auspico con forza che tale innesto possa favorire il rilancio di quel percorso, puntando a un unico grande progetto calcistico da concretizzare da qui a qualche anno”. Un'apertura chiara e diretta verso una futura e auspicabile fusione, che richiede però sensibilità, diplomazia e un profondo rispetto dei tempi tecnici di maturazione: “Il tutto, tengo a precisarlo, nel pieno rispetto della Rosetana Calcio, una realtà che quest'anno ha raggiunto l'Eccellenza e che ha ampliato la sua base societaria”.

L'arrivo di Campitelli potrebbe dunque fungere da insostituibile catalizzatore per una rivoluzione che vada ben oltre i confini del singolo rettangolo di gioco cittadino. L'orizzonte tracciato dal sindaco è quello di un movimento sportivo maturo, coeso e capace di mettere da parte campanilismi circoscritti per puntare con decisione ai vertici del calcio dilettantistico nazionale. La chiosa di Nugnes rappresenta, in tal senso, una vera e propria dichiarazione d'intenti istituzionale e una sicura bussola per gli anni a venire: “Resto sempre convinto che la crescita del nostro movimento sportivo passa necessariamente dall'unione delle forze e da una visione condivisa per il futuro”.