Calcio amarcord: quella Primavera di 35 anni fa...

La “reunion” del '91 tra amicizia, memoria e... commozione: è la forza del calcio

- Walter Cori

Calcio amarcord: quella Primavera di 35 anni fa...

di Stefano Vecelio

TERAMO - In un’epoca dominata da connessioni virtuali, amicizie da un "click" e un calcio sempre più patinato e privo di empatia, c'è una dimensione romantica in cui il pallone sa ancora farsi custode dei sentimenti più autentici.

A distanza di ben 35 anni, i ragazzi che disputarono il primo, storico Campionato Primavera nella centenaria storia del Teramo Calcio, si sono ritrovati attorno aD un tavolo per una cena amarcord. Un evento carico di commozione che ha travalicato la semplice rievocazione sportiva per trasformarsi nella celebrazione di un legame indistruttibile, nato sul prato verde e rimasto intatto nel tempo.

Molti di loro sono arrivati da lontano, spinti dal desiderio profondo di riabbracciarsi e dal piacere viscerale di esserci. Tra aneddoti esilaranti, ricordi incisi nella memoria e risate a crepapelle, il tempo è parso fermarsi.

Erano gli anni Novanta: un calcio fatto di spogliatoi veri, polvere, fango e sudore, ben lontano dalla solitudine dorata e dai filtri dei social network moderni. Quella che si è celebrata non è stata una semplice cena tra ex compagni di squadra, ma il ritrovo di una vera fratellanza. Un’amicizia pura, nata per strada e cementata nei momenti difficili, che cozza con i ritmi di oggi, dove la tecnologia moltiplica i contatti ma spesso inaridisce i rapporti umani.

Sul campo, quella squadra guidata da mister Antonio Valbruni fu protagonista di un’impresa clamorosa, giocando con orgoglio contro corazzate che avrebbero poi sfornato giocatori da Serie A. Il vertice emotivo della serata si è toccato durante la videochiamata al "portierone" De Julis, assente per motivi di salute che purtroppo gli hanno precluso la tanto attesa rimpatriata. Con gli occhi lucidi e il cuore in mano, i compagni hanno voluto omaggiarlo con una medaglia d'argento a simbolo del suo percorso verso il professionismo. È il ritratto definitivo di un calcio genuino che oggi non c'è più, ma che vive ancora negli sguardi di chi, 35 anni fa, ha imparato che certi legami non finiscono mai. A testimonianza della profondità di questi valori e dell'emozione vissuta durante la serata, ecco le parole pubblicate da mister Antonio Valbruni. Un pensiero sincero e toccante, che racchiude l'essenza di quel gruppo e la forza di un'amicizia destinata a durare per sempre:

Che bello ritrovarsi in un ristorante della zona, dopo ben 35 anni, i calciatori del Teramo e il suo allenatore che disputarono il primo Campionato Primavera del Teramo nella sua storia centenaria. È stato un evento emozionante in una cena amarcord per festeggiare la storica e salda amicizia. Si sono raccontate storie divertenti del periodo, episodi belli da ricordare. Molti sono venuti da lontano e ci siamo ritrovati nel piacere di esserci, anche dopo tanto tempo. All'incontro c'erano quasi tutti con i quali un tempo si condividevano il risultato sportivo e la vera amicizia. Nel mondo del calcio esistono legami fortissimi che vanno oltre il campo di gioco. L'incontro ha confermato amicizie vere, fratelli di vita. I ragazzi hanno un rapporto che prosegue e che va oltre l'essere stati compagni di squadra. Si sono ricordati giorni indimenticabili. Il loro legame è rimasto forte, sincero e autentico. Erano amici veri, di quelli che si sostengono anche nei momenti difficili. Quei ragazzi erano sotto età ma affrontarono squadre professionistiche come la Roma, la Fiorentina, la Lazio, con diversi atleti che finirono in Serie A. Dopo un girone di assestamento con soli 3 punti conquistati, il girone di ritorno fu stratosferico con ben 21 punti. Come non ricordare l'incontro con la Roma di Muzzi, Maini, Giannini, Beretta. I ragazzi, a Trigoria, sfoderarono una grinta super ed una prestazione impeccabile contro la Roma, uscendo dal campo a testa alta. Partita stupenda contro la Lazio, quando eravamo in vantaggio sino a tre minuti dalla fine. Certi legami non finiscono mai. Commovente è stato la chiamata-video al portierone De Julis, che la sfortuna nella vita ha voluto penalizzarlo e che non era presente per motivi di famiglia. Un ricordo continuo dei ragazzi con gli occhi lucidi: di cuore lo hanno omaggiato con una medaglia d'argento nel ricordo del suo percorso verso il professionismo. Alcuni legami, per il percorso della vita, li tiene lontani ma l'amicizia non finisce mai: è per sempre.Grazie di tutto ragazzi, vi voglio un mondo di bene e sono contento che ho avuto la fortuna di allenarvi: ragazzi stupendi che fate parte della mia vita e del mio cuore, grazie di tutto”.