Calcio a 5 Non Vedenti, l'Italia è in semifinale agli Europei di Strasburgo
Il team manager azzurro Luca Di Pasquale: “Un gruppo speciale con un bel pezzo d’Abruzzo”
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - Impresa doveva essere e impresa è stata. La Nazionale Italiana di Calcio a 5 Non Vedenti ha staccato uno storico pass per la semifinale dei Campionati Europei B1 di Strasburgo, in Francia, con un turno d’anticipo sul tabellino di marcia. Un cammino netto e maturo, inaugurato dal solido 2-0 all'esordio contro la Romania e sigillato dalla prestigiosa vittoria per 2-1 di ieri contro la temibile Spagna, con la decisiva doppietta firmata da Paul Iyobo. La sfida odierna contro la Turchia, che chiuderà il gruppo B, servirà soltanto a stabilire il primato nel girone, ma il traguardo fondamentale è già al sicuro, con un peso specifico enorme: un piazzamento tra le prime tre squadre dell'Europeo garantisce infatti il pass diretto per i prossimi Campionati Mondiali. Una cavalcata travolgente che parla italiano, ma che batte con un forte cuore abruzzese: dalla composizione dello staff fino alla scelta di Roccaraso per il ritiro preparatorio, il legame con il territorio si è rivelato una chiave vincente. A raccontare le emozioni, i segreti dello spogliatoio e gli obiettivi di questo cammino storico è stato il Team Manager della spedizione azzurra, Luca Di Pasquale.
- Luca, la vittoria contro la Spagna vi ha regalato una storica semifinale con una giornata d'anticipo. Che partita è stata e che atmosfera si respira nel gruppo?
“La Spagna è una squadra giovane, di altissima qualità tecnica e con alle spalle un campionato nazionale tra i più competitivi d'Europa. Sapevamo che ieri ci giocavamo il tutto per tutto: la consapevolezza di quello che potevamo raggiungere ci ha dato una carica straordinaria. Oggi affrontiamo la Turchia per capire se passeremo da primi o da secondi, ma l'obiettivo principale è già in cassaforte. Faccio parte di questo gruppo da novembre 2023, sono tra gli ultimi arrivati, ed è stato davvero commovente centrare questo traguardo. Sentire l'inno di Mameli sul campo, vestire la maglia azzurra a un Europeo, regalano brividi unici. Nel gruppo si è creata un'alchimia speciale: si scherza insieme, ma al fischio d'inizio c'è una concentrazione che ci trasforma. Il livello di questo torneo è molto alto: basti pensare che una corazzata come l'Inghilterra, protagonista agli ultimi Mondiali, rischia l'eliminazione. Aver staccato il pass prima di loro dimostra quanto di grande stiamo facendo e quanto sta crescendo il nostro movimento”.
- In questa Nazionale c’è anche una forte e orgogliosa impronta abruzzese.
“Assolutamente sì. L'Abruzzo è una colonna portante di questa spedizione. Oltre alla scelta di Roccaraso per il nostro ritiro pre-europeo, nello staff ci sono professionisti straordinari della nostra regione: la nutrizionista Giulia Cipriani, presidente della Sport Ability Roccaraso con cui ha appena conquistato la doppietta Campionato e Coppa, il preparatore atletico Maurizio Di Silvestro, il Vicepresidente federale Sandro Di Girolamo e il sottoscritto nel ruolo di Team Manager. Assieme al tricolore, portiamo in alto con orgoglio i colori della nostra terra”.
- In semifinale il livello si alza. Quali avversari vi aspettano all'orizzonte?
“Nell'altro girone la situazione è ancora aperta. La Germania appare al momento la rivale più probabile per noi. Se dovessimo incrociarli in semifinale, ce la giocheremo assolutamente alla pari. La Francia padrona di casa è forse l'unica squadra con un passo superiore: una corazzata fortissima, favorita per la vittoria finale, spinta da un pubblico calorosissimo. A Strasburgo questa disciplina ha un seguito incredibile, lo stadio è sempre pieno. È un calore che purtroppo in Italia a volte è mancato quando abbiamo ospitato la manifestazione ed è un elemento che a loro dà una grande spinta. Ma noi non ci tiriamo indietro”.
- Questa Italia ha le carte in regola per sognare la finalissima?
“Le credenziali ci sono tutte, ma soprattutto vedo una carica emotiva pazzesca nei ragazzi. Subito dopo il successo sulla Spagna, nello spogliatoio è partito un coro spontaneo: “Francia stiamo arrivando!”. È l'emblema della nostra fame. Per molti dei nostri atleti più esperti questo Europeo potrebbe rappresentare l'atto conclusivo della carriera. C'è il desiderio di fare qualcosa di grande. Se la nostra compattezza rimarrà questa, possiamo battere qualsiasi pronostico”.
- Al di là dei risultati sul campo, qual è il messaggio più importante che volete lanciare al Paese?
“Il nostro movimento sta crescendo molto grazie al lavoro straordinario del Presidente della Federazione Silverio Alviti e del Vicepresidente Sandro Di Girolamo. Tuttavia, mi rammarica constatare come in Italia si parli ancora troppo poco di queste realtà. Quelle dei nostri ragazzi sono storie di rinascita e di resilienza pura: lo sport rappresenta per loro l'opportunità reale di vivere una vita piena, integrata e competitiva. Non bastano le parole di circostanza, servono fatti concreti, attenzione mediatica e progetti reali di sensibilizzazione, anche in Abruzzo. Dobbiamo far capire che lo sport paralimpico è sport di altissimo livello, capace di trasmettere valori ed emozioni uniche a tutta la collettività”.