Caccia selvaggia, il WWF chiede l'intervento dei deputati abruzzesi

L'appello di non votare il DDL è rivolto a Gabriella Di Girolamo, Michele Fina, Guido Quintino Liris ed Etelwardo Sigismondi

- La Redazione

Caccia selvaggia, il WWF chiede l'intervento dei deputati abruzzesi

L'AQUILA - Nella serata di venerdì 19 giugno, la Delegata WWF Italia per l’Abruzzo, Filomena Ricci, e il Presidente del WWF Abruzzo, Francesco Cerasoli, hanno inviato un appello alla Senatrice Di Girolamo e ai Senatori Fina, Liris e Sigismondi, eletti nel 2022 nell’ambito della circoscrizione Abruzzo, per chiedere loro, a nome di tutte le socie e di tutti i soci e del WWF presenti in Abruzzo, di votare contro il DDL 1552, a prima firma del senatore Malan (FdI), in esame in questi giorni al Senato.

Nell’appello, Ricci e Cerasoli sottolineano che il DDL 1552 propone di riformare la legge n. 157/1992 (“Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio”) in una direzione che il WWF ritiene inaccettabile. Il DDL 1552 ribalta, infatti, la concezione stessa del prelievo venatorio: da attività che va rigidamente regolamentata per ridurre i suoi inevitabili impatti sugli ecosistemi naturali, a principale forma di “regolazione” della biodiversità.

Come riportato nella lettera, e come denunciato più volte nelle scorse settimane dal WWF, il testo del DDL e i suoi successivi emendamenti contengono novità particolarmente critiche rispetto alla normativa vigente. Solo per citarne alcune: incremento delle specie cacciabili e del numero di giornate di caccia; ampliamento delle zone di caccia, comprendendo anche il demanio forestale; eliminazione dei limiti al numero di richiami vivi utilizzabili; possibilità per le regioni di derogare ai pareri di ISPRA e Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale; cacciatori stranieri che potranno sparare in Italia senza un’adeguata formazione. A tutto ciò si aggiunge il fatto che alcuni degli ultimi emendamenti presentati dai senatori di maggioranza sono particolarmente preoccupanti: sembrerebbe infatti aprirsi la strada alla trasformazione delle aziende faunistico-venatorie, finora operanti senza scopo di lucro, in imprese di profitto, riconoscendo come imprenditore agricolo chi le gestisce, con possibilità di ottenere finanziamenti pubblici. Da patrimonio collettivo ed indisponibile dello Stato, la fauna diventa quindi l’ennesima risorsa naturale da sacrificare agli interessi di interessi lobbistici.

Nella lettera viene ricordato che contro il DDL 1552 si sono espressi anche i Presidenti di ben dieci società scientifiche nazionali (Fondazione per la Flora Italiana; Società Entomologica Italiana; Società Italiana di Etologia; Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente; Società Italiana di Nematologia; Società Italiana Biologia Marina; Società Italiana di Biogeografia; Centro Italiano Studi Ornitologici; Società Italiana di Antropologia ed Etnologia; Societas Herpetologica Italica), i quali contestano gli effetti nefasti della riforma sulla biodiversità e anche la progressiva marginalizzazione dei saperi scientifici in ambito biologico-naturalistico dai processi decisionali che riguardano gli ecosistemi italiani.

Ad oggi, all’appello ha risposto la senatrice Di Girolamo, confermando la sua opposizione al provvedimento.

Il WWF Abruzzo chiede che tutti i rappresentanti parlamentari della “regione verde d’Europa” si adoperino per fermare l’attuale proposta di riforma della legge 157/1992, riportando la tutela della Natura al centro dell’agenda pubblica italiana.