“Buon Camino peregrino” :  a Roma, L’Aquila, Pineto, Pescara, Chieti, le prime presentazioni del nuovo libro di Leo Nodari

Chi torna dal Cammino di Santiago col cuore gonfio di emozioni e la testa traboccante di ricordi

2026-03-02T20:23:00+01:00 - La Redazione

“Buon Camino peregrino” :  a Roma, L’Aquila, Pineto, Pescara, Chieti, le prime presentazioni del nuovo libro di Leo Nodari

ROMA - Chi torna dal Cammino di Santiago col cuore gonfio di emozioni e la testa traboccante di ricordi, sente la necessità di fissare ogni tassello di questa esperienza prima che il tempo ne sbiadisca la memoria. Ogni narrazione va così ad aggiungersi agli innumerevoli racconti già scritti, sia da prestigiosi autori che da comuni pellegrini.
E’ nato così “Buen camino peregrino” il nuovo libro del giornalista Leonardo Nodari che racconta il suo cammino in una  storia che è simile a quella di tanti altri pellegrini che affrontano “il cammino” ma nello stesso tempo unica, diversa da tutte, perché parla della esperienza di un portatore di handicap fisico che affronta la prova del cammino con una coxoartrosi bilaterale alle anche, e dunque racconta il camino con il suo particolare modo di vedere, di percepire, di raccontare anche le difficoltà che vanno oltre i chilometri da percorrere.

Le prime presentazioni del libro si svolgeranno:

LUNEDI 2 marzo ore 18 nello “Spazio lettura” via Panisperna Roma 

MARTEDI 3 marzo, ore 11 nella sala polifunzionale della città di Pineto

MERCOLEDI  4 marzo, ore 11 nella sala consigliare del Comune di Pescara

GIOVEDI 5 marzo, ore 17 nella sala provinciale del Comune di Chieti, ore 21,00 nella sala del Palazzo dei Nobili de l’Aquila 

Il costo del libro è di 25 euro. “0 euro durante le presentazioni. L’intero incasso sarà devoluto interamente in beneficenza per il progetto della associazione Solidarietà Abruzzo per l’acquisto di una sedia a rotelle  elettrica.  

Questo racconto è anche una guida. Dà alcune informazioni sulle tappe e tanti suggerimenti pratici. Descrive brevemente paesaggi, luoghi e monumenti, dando anche degli accenni di tipo storico e culturale. Non è dunque solo un racconto introspettivo ma racconta come un portatore di handicap ha affrontato difficoltà, fatiche e dolori fisici, superandoli con la determinazione a non mollare: forza generata dalla testa, più che dai muscoli. Non è nemmeno un racconto di spiritualità, nell’accezione di ricerca e incontro col divino. Ma il camminare, a volte in solitaria, ha portato inevitabilmente l’autore a momenti di meditazione e di ascolto interiore: mentre osservava quello che scorreva davanti agli occhi, concentrando il mio pensiero anche su persone e situazioni che in quei momenti erano lontane che diventano parte integrante del racconto. Personaggi eterogeni, spinti a camminare dalle più disparate motivazioni; di ogni età, nazionalità ed estrazione sociale; professanti religioni diverse o anche nessuna. Tutte però accomunate dallo spirito di solidarietà e di amicizia: un’alchimia che crea speciali legami tra i pellegrini sulla via per Santiago de Compostela.