Blasioli: "Retromarcia della Regione sull’urbanistica dopo i rilievi del Ministero"

"Annunciata la soppressione della norma incriminata sui mutamenti di destinazione d’uso"

- Walter Cori

Blasioli: "Retromarcia della Regione sull’urbanistica dopo i rilievi del Ministero"

PESCARA - Dopo la bocciatura del Ministero, la Regione annuncia, con una lettera, l’impegno a sopprimere la norma derogatoria e molto invasiva delle competenze comunali, in materia di cambi di destinazione d’uso. L’impegno arriva giusto prima del Consiglio dei Ministri convocato per domani e che, con tutta probabilità, avrebbe impugnato l’intera legge.

Si tratta della misura inserita alla chetichella e contro ogni regola di trasparenza e informazione, con un subemendamento “volante” e scritto a mano nel corso del Consiglio Regionale del 16 giugno 2026, durante la discussione del progetto di legge, poi divenuto legge n. 13/2026, su cui il Partito Democratico aveva anche fatto ricorso al Collegio Regionale per le Garanzie Statutarie.

Al ricorso, avevo personalmente fatto precedere una lettera al Presidente del Consiglio Regionale, per segnalare il mancato rispetto del Regolamento Consiliare. In due successive lettere, del 7 e 9 luglio, avevo inoltre scritto al Ministero delle Infrastrutture e a quello degli Affari Regionali, per chiedere una attenta verifica di questa norma. Ed è stato proprio il Ministero delle Infrastrutture a “consigliare” alla Regione, lo stralcio della norma.

In una lunga lettera di controdeduzioni, è lo stesso Servizio Legislativo del Consiglio Regionale a dare ragione al Ministero e ammettere come “nella sua attuale formulazione, la disposizione “si esponga al rischio di tradire la propria ratio”, e come sia stata utilizzata da parte di chi ha scritto la  norma “una discutibile tecnica redazionale – anche in ragione dell’introduzione tramite presentazione sub emendamento nel corso dei lavori d’Aula”.

Insomma, per il Consiglio Regionale la disposizione è scritta male, poiché invece di riproporre la norma già contenuta nel comma 1-bis dell’articolo 23-ter del DPR 380/2001 che ammette sempre il mutamento di destinazione d’uso sia all’interno della stessa categoria funzionale (per esempio da studio professionale a residenziale), che tra categorie complementari, solo per un singolo edificio, “presta il fianco a interpretazioni non coerenti”.

Questo perché la norma impugnata utilizza in maniera impropria il termine “variante urbanistica” riferibile non solo agli immobili, ma anche ai terreni su cui sono edificati e perché appunto va oltre le competenze regionali costituzionalmente riconosciute dall’articolo 117, svilendo il ruolo e le funzioni dei Comuni e dando un sostanziale via libera a cambi di destinazione d’uso piuttosto impattanti (da hotel a residenza, giusto per citarne uno).

A questo punto occorrerà solo attendere il primo Consiglio Regionale utile, per approvare la norma che sopprime la norma “incriminata”, andando anche a risolvere il problema della richiesta, sollevata dal Collegio delle Garanzie Statutarie di  ripubblicazione della legge, che a questo punto potrà essere ripubblicata direttamente senza la norma oggetto di cancellazione.

Esprimiamo soddisfazione per la imminente risoluzione della vicenda, rimanendo vigili sulle prossime azioni in Consiglio Regionale, e soprattutto per lo scampato pericolo dell’effetto di questa norma sull’urbanistica comunale, specialmente sul territorio di Pescara - Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli -