Biblioteca Tommasi, Pezzopane: “Basta annunci disattesi, serve un tavolo di verità”
“Il centro storico non può vivere solo di consumi” aggiunge la consigliera comunale
- La Redazione
L'AQUILA - “È urgente che Regione, Provincia, Comune e tutti gli enti coinvolti si siedano finalmente attorno ad un tavolo e dicano con chiarezza ai cittadini quali siano le reali tempistiche per il ritorno della Biblioteca regionale ‘Salvatore Tommasi’ nel centro storico dell’Aquila. Dopo anni di annunci, rinvii e promesse disattese, non è più tollerabile procedere nel silenzio e nella confusione”.
Lo dichiara la consigliera comunale Stefania Pezzopane (Pd), tornando sulla vicenda della storica biblioteca aquilana dopo le notizie emerse sulla gara andata deserta per individuare uno spazio nel centro storico destinato ad accogliere almeno una sede temporanea della Tommasi.
“Nel 2020 – ricorda Pezzopane – l’allora assessore regionale Guido Liris annunciava pubblicamente il completamento del passaggio di proprietà dalla Provincia alla Regione e parlava di un iter accelerato per il ritorno della biblioteca nel cuore della città. Si disse che il progetto fosse ormai avviato e che la Tommasi sarebbe tornata ad essere uno dei grandi presìdi culturali dell’Aquila e dell’Abruzzo. Peraltro, il progetto di riportare la Biblioteca Tommasi nel cuore dell’Aquila non nasce oggi. Già quando ero presidente della Provincia erano stati destinati alla biblioteca gli spazi dell’ex liceo classico, dopo il trasferimento della scuola a Palazzo Quinzi. Il terremoto ha drammaticamente interrotto quel percorso. Bene che oggi sia stato ripreso, ma quello che doveva essere un progetto strategico per la rinascita culturale della città si è trasformato in un logorante trascinarsi burocratico che la città non può più accettare. Oggi siamo nel 2025 e si continua invece a parlare di ulteriori rinvii. Prima si parlava del 2022, poi del 2026. Nessuno però spiega davvero cosa sia accaduto in questi anni, perché i tempi si siano allungati così tanto e se vi siano stati errori di progettazione o criticità amministrative. La restituzione della Tommasi al centro storico deve essere considerata una priorità vera, non un obiettivo continuamente rinviato”.
“È necessario fare chiarezza – aggiunge – e per questo sollecito nuovamente la convocazione della commissione competente che ho richiesto da tempo. Serve un confronto pubblico e trasparente tra tutti gli enti interessati. Non bastano dichiarazioni rassicuranti: la città ha diritto di conoscere lo stato reale delle procedure, dei lavori e delle responsabilità”.
“Stupisce inoltre che non si riesca a trovare in centro storico neppure uno spazio temporaneo per una sala lettura e consultazione. È un fatto grave. La Biblioteca Tommasi non è soltanto un deposito di libri: è un presidio culturale, universitario e civile. Anche una soluzione intermedia, con sale lettura, servizi di consultazione e prenotazione dei volumi custoditi altrove, sarebbe fondamentale per riportare studenti, ricercatori e cittadini nel cuore della città”.
“La verità – prosegue Pezzopane – è che sul centro storico serve una visione. Da anni si parla della realizzazione di un grande polo culturale che coinvolga il Convitto, la Provincia, la Camera di Commercio e gli altri spazi pubblici dell’area di Piazza Palazzo. Quel progetto va rilanciato con forza e con tempi certi. L’Aquila non può permettersi di perdere ancora tempo proprio mentre si avvicina il 2026”.
“Non si può applaudire all’apertura di attività commerciali o di grandi marchi sostenendo che così i giovani tornano in centro – conclude Pezzopane –. I giovani, gli studenti e i cittadini devono tornare in centro anche per studiare, leggere, incontrarsi, vivere la cultura. Il centro storico non può diventare soltanto un luogo di consumo. Fa impressione constatare che per aprire attività private si proceda con rapidità, mentre per restituire alla città un grande servizio pubblico culturale si accumulano anni di ritardi. La Tommasi deve tornare ad essere un orgoglio dell’Aquila e dell’Abruzzo”.