Biblioteca Tommasi, Maccarone sulla riapertura: "Battaglia vinta dal basso"

"Ora rilanciare il presidio culturale e riaprire il dibattito sul futuro della biblioteca" aggiunge il capogruppo di L'Aquila Protagonista

- La Redazione

Biblioteca Tommasi, Maccarone sulla riapertura: "Battaglia vinta dal basso"

L'AQUILA - È una battaglia vinta quella che ha portato alla riapertura odierna della Biblioteca regionale “Salvatore Tommasi”, frutto della determinazione e dell’impegno di studenti e cittadini che, nelle scorse settimane, hanno fatto sentire dal basso e con forza la propria voce.

"Un risultato importante, costruito anche grazie a una mobilitazione ampia e partecipata e al lavoro portato avanti dalla Regione Abruzzo nell’ambito delle proprie competenze per arrivare alla riapertura: in poco più di dieci giorni, infatti, oltre 700 persone avevano firmato una petizione su Change.org, promossa dallo studente universitario Stefano Giardini, per chiedere interventi rapidi e la riapertura della struttura. Alla raccolta firme si sono affiancati anche numerosi rappresentanti del mondo studentesco e universitario, che hanno sostenuto e rilanciato l’iniziativa, contribuendo a mantenere alta l’attenzione pubblica sul tema", commenta il capogruppo di L'Aquila Protagonista in consiglio comunale Alessandro Maccarone.

"Questo risultato segna finalmente il ripristino dell’accesso a servizi culturali fondamentali per la città. Allo stesso tempo, diviene ora indispensabile riaprire un dibattito ampio e partecipato sul futuro della Biblioteca, per costruire insieme una prospettiva condivisa".

"La Biblioteca si trova oggi in una sede provvisoria nel nucleo industriale di Bazzano, una condizione che rende ancora più evidente la necessità di investimenti strutturali e di una visione chiara per il suo futuro. La riapertura rappresenta quindi un primo passo, ma adesso è necessario rilanciare questo presidio culturale e aprire un dibattito serio e partecipato in città sul futuro della Biblioteca a tutti i livelli istituzionali: sulla sua collocazione definitiva, sul ruolo che deve svolgere all’interno della comunità e sulle risorse da destinare per garantirne piena funzionalità e accessibilità".

"Questa vicenda dimostra come la partecipazione attiva degli studenti e dei cittadini possa incidere concretamente nelle scelte pubbliche. Ora è il momento di proseguire su questa strada, trasformando una mobilitazione in un percorso condiviso per il rilancio di un presidio culturale fondamentale per il territorio", conclude.