Biblioteca Delfico: riflessioni sulla gestione del personale
E' una ricostruzione "interna" della vicenda ma quali sono stati i criteri di gestione del personale?
- Walter Cori
TERAMO - Quella che segue è la ricostruzione della vicenda relativa alla gestione del personale impiegato presso la Biblioteca Regionale Melchiorre Dèlfico di Teramo.
La vicenda riguarda sei lavoratori inizialmente coinvolti, a partire dall’8 agosto 2025, nel progetto di ampliamento dei servizi e degli orari della Biblioteca Regionale Melchiorre Dèlfico, attraverso un rapporto di lavoro con Manpower S.r.l. e, successivamente, con la Cooperativa Le Macchine Celibi.
Il punto sul quale si chiede pubblicamente un chiarimento riguarda soprattutto la distribuzione delle ore di lavoro.
Dopo una prima fase nella quale le 72 ore settimanali sono distribuite tra tutte e sei le unità, nel giugno 2026 il monte orario si riduce a 36 ore settimanali. Quattro lavoratori ricevono un monte orario garantito di 9 ore settimanali ciascuno, mentre due vengono inquadrati con un “Contratto individuale di lavoro a tempo parziale determinato (stagionale)”, con zero ore settimanali garantite.
Secondo quanto comunicato, tale contratto viene utilizzato con modalità di chiamata in caso di eventuali sostituzioni di uno dei quattro colleghi.
A metà agosto 2026, precisamente dal 16 agosto, il monte orario torna nuovamente a 72 ore settimanali. Tuttavia, le ore vengono assegnate interamente alle stesse quattro persone, con 18 ore ciascuna, mentre gli altri due lavoratori rimangono con il medesimo contratto e con zero ore settimanali garantite.
La questione che si pone è quindi molto semplice:
Chi ha stabilito la distribuzione del monte ore? E, soprattutto, quale criterio è stato utilizzato per determinare tale distribuzione?
A fine agosto non è stata ancora fornita una risposta ufficiale e documentata - (Lettera firmata di una nota sull'intera vicenda ricostruita in 10 punti, che intendiamo rendere più facilmente leggibile) -
E' ovvio, però, che almeno una domanda sorga spontanea:
- Perché, una volta riportato il monte orario complessivo a 72 ore settimanali, queste ore vengono assegnate a quattro lavoratori anziché essere nuovamente distribuite tra tutte e sei le persone coinvolte nel progetto?
Alla luce di quanto sopra, si ritiene legittimo chiedere:
- Chi determina la distribuzione delle 72 ore settimanali?
- Quale soggetto individua le quattro unità alle quali assegnare un monte ore garantito, lasciando le altre due con un contratto a chiamata e zero ore settimanali garantite (con buste paga negative!)?
- Quali criteri oggettivi vengono utilizzati per effettuare tale scelta?
- Vengono considerati titoli di studio, qualifiche professionali, esperienza maturata, mansioni precedentemente svolte o altri parametri?
- Esiste un atto, una determina, una comunicazione o altro documento nel quale tali criteri sono formalizzati?
- Per quale ragione, nella nuova distribuzione delle 72 ore, tre unità con precedente mansione di assistente bibliotecario risultano confermate con 18 ore settimanali ciascuna, mentre soltanto una delle tre unità precedentemente impiegate come addetto all’accoglienza risulta confermata con un monte ore garantito?
- Per quale ragione, dopo aver nuovamente ridistribuito 72 ore, i due lavoratori rimasti con un contratto a chiamata hanno zero ore settimanali garantite, nonostante abbiano già svolto il servizio per diversi mesi durante il precedente progetto?