BdM, sulla cessione da salvaguardare il patrimonio umano

Il Sindaco D'Alberto: "Non si tratta di un salvataggio ma di un investimento"

- Walter Cori

BdM, sulla cessione da salvaguardare il patrimonio umano

TERAMO - “Le trattative in corso per la cessione di Bdm a Credem sollevano fisiologiche preoccupazioni, anche alla luce di quanto già vissuto e pagato negli anni dal nostro territorio in termini bancari. In queste settimane, mi sono confrontato in più occasioni con i sindacati di categoria e con i lavoratori e non posso, ancora una volta, che fare mie le loro istanze, che coincidono con quelle del nostro territorio. In questi anni ho sempre mantenuto un’importante e costante interlocuzione con i vertici dell’istituto di credito, volta non solo a garantire la presenza della banca sul territorio teramano ed abruzzese ma soprattutto a favorirne uno sviluppo che accompagnasse la crescita delle nostre realtà. Proseguirò su questa strada, convocando un tavolo con i nuovi vertici non appena la situazione sarà definita. Serve, però, un’assunzione di responsabilità di tutti i livelli istituzionali e non solo a parole. Il Comune di Teramo c’è, come c’è sempre stato. Auspichiamo adesso un’azione comune a tutela del patrimonio umano e professionale di una banca che, fino ad oggi, attraversando difficoltà e cambiamenti, ha sempre contribuito, grazie al proprio patrimonio umane e professionale, a sostenere il tessuto socio-economico ed imprenditoriale".

Alla luce dell’incontro dei giorni scorsi nella sede della CGIL  e delle interlocuzioni delle ultime settimane con sindacati e dipendenti, il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto interviene sul futuro di ex Banca Tercas (successivamente Popolare di Bari e oggi BdM), alla luce delle trattativa tra Mediocredito e Credem per l'imminente cessione della banca.

E lo fa tornando ad invitare tutte le istituzioni locali a un’azione di territorio volta ad un’interlocuzione con il gruppo interessato all’acquisto e annunciando la volontà, appena sarà definita la situazione, di convocare un apposito tavolo con i nuovi vertici.

In particolare, nel condividere la posizione espressa su questa linea dal consigliere regionale Giovanni Cavallari e nel prendere atto dell'interessamento del Presidente della Regione Marco Marsilio,  il primo cittadino evidenzia la necessità di mettere in campo fin da subito azioni concrete per evitare un eventuale depotenziamento della presenza della banca sul territorio.

“Come Sindaco ho sempre seguito da vicino le vicende che hanno interessato quella che ancora oggi resta la banca del territorio – prosegue il primo cittadino – e  proprio grazie all’interlocuzione con i vertici  dell’istituto di credito, dopo una prima fase di ristrutturazione e riorganizzazione, insieme ai sindacati ottenemmo l’avvio di una fase di rilancio e investimenti nell’ottica della creazione di una grande banca strutturata per il Centro Sud. Oggi, questa fase, non deve essere concepita come il salvataggio di una realtà bancaria in sofferenza ma come un investimento per valorizzarne le potenzialità. Dobbiamo esserne tutti consapevoli ed esserne all'altezza, in considerazione dell’importanza strategica dell’Abruzzo che, con la forza e la capillarità dei presidi ex Tercas e la quota pescarese dell’ex Caripe, sviluppatisi in un’area territoriale extraregionale, non può che rivendicare un ruolo di primo piano e di traino, anche in relazione al tessuto imprenditoriale esistente e alle ingenti risorse che questo territorio è stato in grado di intercettare in questi anni”.

Questo, alla luce della storia della banca e di un territorio composto prevalentemente da piccole e medie imprese, dove la presenza delle filiali, il rapporto con l’utenza e soprattutto la conoscenza del tessuto economico-imprenditoriale sono fondamentali. 

“Il valore di ex Banca Tercas, poi Popolare di Bari e oggi BdM – conclude il primo cittadino – risiede proprio nel suo aver saputo affiancare il territorio e il suo tessuto economico verso uno sviluppo equilibrato, basato sulla valorizzazione del profondo radicamento a cui corrisponde una fidelizzazione confermata nonostante tutte le note vicissitudini. Chi acquisterà la banca dovrà dunque necessariamente abbandonare qualsiasi logica di chiusure dei presidi sul territorio, confermando al contrario la propria presenza anche attraverso forme e strumenti innovativi che consentano all’istituto bancario di mantenere integra la propria capillarità territoriale. Oggi è il tempo che tutte le rappresentanze istituzionali, dai Comuni alle Provincia, dalla Regione ai parlamentari abruzzesi in Parlamento, facciano fronte comune mostrando unità di intenti e prospettive, perché si tratta di un momento centrale non solo per il futuro economico di Teramo ma dell’intero Abruzzo”.