Basket C, Giorgio Di Bonaventura riparte da Alba Adriatica
Il “figliol prodigo” torna in Abruzzo: “Progetto ambizioso, ci divertiremo”
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - Laureato, masterizzato, tronista e cestista. Il curriculum di Giorgio Di Bonaventura è tutto tranne che ordinario. Eppure, dopo aver girato l'Italia e il mondo palla al balzo, per il dinamico "figliol prodigo" della pallacanestro nostrana è arrivato il momento di riassaporare l'aria di casa. Il classe '97 fa infatti il suo ritorno in Abruzzo, pronto a mettere esperienza, versatilità e carisma al servizio dell'Alba Basket nel campionato di Serie C maschile. Cresciuto nelle giovanili del Teramo Basket, il suo percorso ha preso quota con lo Scudetto Under 20 conquistato a Moncalieri nel 2017. Da lì in poi, una carriera ad alti livelli calpestando i parquet della Serie A2 con piazze blasonate come Roseto Sharks, Latina e Cento, prima di trascinare la Luiss Roma a una storica promozione nella seconda serie nazionale. Di recente, il suo bagaglio si è ulteriormente arricchito all'estero con l'esperienza nel circuito d'élite 3x3 a Tokyo, con i Tokyo Dime, e nella Serie B2 spagnola con il Cornellà Basket. Fuori dal campo, Di Bonaventura è la dimostrazione vivente di come sport di alto livello e formazione universitaria possano viaggiare a braccetto: dottore in Scienze della Comunicazione, ha collezionato due Master alla Luiss Business School in Corporate Event e Tourism Management, vestito la maglia della Nazionale azzurra 3x3 e trovato il tempo per farsi conoscere dal grande pubblico anche in TV a Uomini e Donne. A cinque anni dall'ultima apparizione regionale con la Teramo A Spicchi, torna dove tutto è iniziato con la maturità di chi ha esplorato il mondo e la voglia di lasciare subito il segno.
- Giorgio, bentornato in Abruzzo. A distanza di cinque anni dall'esperienza con la Teramo a Spicchi, cosa si prova a rientrare a casa dopo aver girato il mondo tra Giappone e Spagna?
“Per descrivere le mie sensazioni mi viene in mente una citazione di Antonello Venditti: “Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano”. A parte gli scherzi, uscire dalla mia comfort zone in questi anni è stato fondamentale: mi ha permesso di crescere e raggiungere una stabilità professionale che oggi mi consente di investire su me stesso, sia nel lavoro sia nello sport. Rientro sicuramente con uno spirito più sereno, ma con lo stesso mindset di sempre: la pallacanestro resta per me un punto di riferimento imprescindibile”.
- Sei stato proprio tu a fare il primo passo per sposare la causa dell'Alba Basket. Che cosa ti ha convinto di questo progetto?
“Sì, è vero, sono stato io il primo a fare il primo passo verso questo progetto. Ho trovato da subito una grandissima sintonia e un forte interesse da parte di coach Stirpe e del presidente Ionni. È stato bellissimo percepire immediatamente questa fiducia reciproca. Dopo tanti anni era giunto il momento di riabbracciare l'Abruzzo e iniziare un nuovo percorso sportivo insieme: vedremo dove riusciremo ad arrivare”.
- Arrivi da tappe internazionali e da parquet importanti di Serie A2. Che tipo di campionato ti aspetti di trovare e come ti stai approcciando a questa nuova categoria?
“Devo essere sincero, non conosco ancora alla perfezione tutto il panorama attuale del torneo, per cui toccherà anche a me prendere le misure sul campo passo dopo passo. Però, guardando anche i recenti colpi di mercato della società e il valore della rosa che si sta componendo, sono convinto che sarà un campionato di ottimo livello e davvero stimolante”.
- Coach Stirpe ha parlato della volontà di creare il giusto mix tra giovani da far crescere e giocatori esperti. Quali sono i vostri reali obiettivi stagionali?
“La visione espressa dal coach è la più corretta ed equilibrata. Detto questo, quando si scende sul parquet l'obiettivo di tutti è sempre quello di vincere. Noi punteremo sicuramente a fare il massimo possibile. Non mi va di sbilanciarmi indicando una posizione fissa in classifica finale, ma una cosa posso prometterla con certezza: ci divertiremo parecchio”.
- Tra le tante tappe della tua carriera ci sono metropoli straordinarie come Tokyo, Barcellona o Milano. Ma alla fine, quanto è stato forte il richiamo delle proprie radici?
“L'Abruzzo è e sarà sempre casa mia. E posso dirlo con cognizione di causa: dopo aver vissuto e girato grandi metropoli in Italia e all'estero, ogni volta che torno mi rendo conto ancora di più di quanto questa terra sia straordinariamente bella”.