Basket B, Franco Gramenzi: “A Roseto sono a casa”
Il “Generale” fissa la rotta: “Non ci poniamo limiti ma è un progetto di 2-3 anni"
- Walter Cori
di Stefano Vecellio
TERAMO - I gradi sulle spalle non si vedono, ma quando alza la voce a bordo campo si sente eccome.
Franco Gramenzi torna sulla panchina della Liofilchem Roseto vestendo i panni, mai dismessi, del "Generale", un soprannome affibbiatogli dall'ambiente per via del rigore tattico, del carattere burbero e di quella disciplina di ferro che lo contraddistingue. Sotto la “divisa” batte però un'anima attenta e spiccata alla sensibilità, da sempre legata a doppio filo al valore umano ed alla crescita dei suoi ragazzi.
Dopo la trionfale cavalcata in Serie A2 del 2025 e un solo anno di "esilio", il tecnico teramano riabbraccia la sua piazza per guidare la ricostruzione biancazzurra all'indomani della retrocessione. È bastato infatti un solo anno di lontananza per riaccendere la passione e richiamarlo alla guida del nuovo corso rosetano, puntando con decisione su un progetto verde, fondato sui giovani e sulla programmazione.
- Coach, come sta procedendo il ritiro precampionato e che sensazioni le sta trasmettendo il gruppo?
“Sta andando bene. È una squadra giovane con tantissimi aspetti da migliorare, ma l'entusiasmo è altissimo ed è questa la spinta principale con cui lavoriamo ogni giorno”.
- Il calendario dei test amichevoli vi vedrà affrontare formazioni di Serie B oltre a club di Serie A2. Quanto saranno indicativi questi incontri?
“Le sfide contro le dirette concorrenti di categoria, come la Luiss Roma o Fabriano, ci offriranno riferimenti sul campo importanti. I test con le squadre di Serie A2, invece, sono poco indicativi a causa del divario notevole tra le due categorie. Li disputiamo principalmente per ragioni di vicinanza e praticità, considerandoli come puro allenamento”.
- A fine settembre si parte subito in campionato con la trasferta di San Severo. Che cosa si aspetta?
“San Severo è storicamente uno dei campi più caldi e insidiosi dell'intero torneo. Nelle mie precedenti due stagioni qui, persino nell'anno in cui abbiamo vinto il campionato, abbiamo sempre perso su quel parquet. Hanno mantenuto la stessa struttura e la stessa guida tecnica dello scorso anno. È vero che hanno perso elementi di peso come Mopio e Gherardini, saliti in A2, ma li hanno rimpiazzati con giovani molto interessanti. In casa sanno esprimere una forza enorme”.
- Passando al roster: ritiene che la squadra sia completa o manca ancora qualche tassello?
“A pieno organico la squadra va bene. Al momento stiamo aspettando l'arrivo di Aukstikalnis, mentre per il recupero di Durante ci vorrà tempo: non credo rientrerà prima di novembre o dicembre. Sono soddisfatto del gruppo a disposizione e lavoriamo per far crescere questi ragazzi. L'innesto di Durante sarà fondamentale: è un playmaker di ruolo delicato che lavora con me da anni e, nonostante sia giovane, porterà quell'esperienza in più da cui trarremo grande beneficio”.
- Riavvolgendo il nastro: cosa l'ha spinta a sposare nuovamente la causa di Roseto?
“A Latina avevo firmato un contratto annuale legato al completamento del palazzetto, previsto per marzo. Non essendosi sbloccata la situazione, ho scelto di andare via. Avevo un paio di opzioni, ma parlando con la società di Roseto ho esposto la mia idea per il post-retrocessione e c'è stata subito sintonia. Ho preferito tornare in un posto dove sono stato benissimo e dove c'è un rapporto splendido con i tifosi. E poi, fondamentalmente, sono tornato a casa mia, tra i miei amici. Con l'età si capisce quanto faccia bene respirare l'aria di casa”.
- Dopo una stagione complessa, quale ruolo vuole recitare Roseto in Serie B?
“Non ci poniamo un obiettivo immediato. La priorità è ricostruire un gruppo con tanti giovani, consolidarlo nell'arco di due o tre anni e poi, da lì, provare a realizzare qualcosa di importante”.
- Un progetto a lungo termine, quindi.
“Sì. Contrattualmente ci siamo dati due anni per valutare il percorso, ma non fissiamo limiti. Se la visione condivisa con la società si dimostrerà sempre più stimolante nel tempo, continueremo a percorrerla insieme”.
- Qual è la principale insidia di questa Serie B?
“Il livello del campionato è sempre molto alto. Per noi, l'insidia maggiore è l'età media molto bassa: le difficoltà fisiologiche si amplificano con un gruppo giovane. Per questo motivo sarà decisivo l'apporto dei tifosi e del pubblico di Roseto: il loro sostegno farà la differenza per questi ragazzi”.
- Che impronta di gioco dovranno aspettarsi i tifosi?
“L'idea di base è quella già espressa nelle precedenti annate in Serie B. Rispetto al passato, quando avevamo un roster costruito per vincere subito, oggi lavoriamo con un gruppo verde. Ma questo non esclude che, in due o tre anni, un gruppo così giovane non possa raggiungere i medesimi traguardi”.