Baltour e Biodigestore hanno un filo conduttore

L'Associazione Ambiente & Sicurezza Città di Teramo spiega il perché in una lunga nota

- Walter Cori

Baltour e Biodigestore hanno un filo conduttore

TERAMO - La sentenza dell’Arbitrato Baltour ha condannato il Comune a pagare l’astronomica cifra di sette milioni di euro, ulteriore debito che peserà sulle spalle dei cittadini teramani. Tale vicenda non è soltanto un contenzioso conclusosi con una condanna a carico del Comune, ma rappresenta il fallimento di una precisa scelta politico-amministrativa.
Per anni l’Amministrazione Comunale ha sostenuto una determinata impostazione giuridica, respingendo le richieste della società. Oggi quella posizione è stata clamorosamente smentita dal Collegio Arbitrale, e il risultato finale è un esborso milionario che, in un modo o nell’altro, ricadrà pesantemente sulla collettività teramana.
Questo epilogo non può essere considerato una fatalità, ma è il prezzo di decisioni amministrative che si sono rivelate clamorosamente sbagliate.
Ed è proprio per questo che chiediamo all’Amministrazione di fermarsi a riflettere prima di ripetere lo stesso schema sull’impianto di biodigestione dei rifiuti urbani di Carapollo, un’opera da oltre trenta milioni di euro, la cui copertura finanziaria è oggi dubbia disponibilità, essendo il PNRR abbondantemente scaduto il 30 giugno scorso. Il Comune impari la lezione prima di trasformare la realizzazione del biodigestore nel prossimo incidente amministrativo.
Anche in questo caso assistiamo a un atteggiamento che desta preoccupazione: dichiarazioni rassicuranti, cronoprogrammi estremamente ottimistici, continue aƯermazioni sulla solidità dell’intervento, senza che vengano messi a disposizione della cittadinanza tutti gli atti necessari per fugare i dubbi che da mesi vengono sollevati da questa Associazione, che, come già ripetutamente aƯermato, non contesta l’utilità del biodigestore, anche se si tratta di opera palesemente antieconomica e localizzata in un sito non idoneo, ma contesta un metodo, lo stesso metodo che porta un’Amministrazione a convincersi della correttezza delle proprie scelte senza accettare un confronto concreto sulle reali criticità esistenti. La vicenda Baltour dimostra che anche un’Amministrazione può sbagliare, ma quando sbaglia però gli amministratori non pagano mai, ma pagano sempre gli stessi, i cittadini.
Per questo oggi le responsabilità politiche esistono eccome. Non perché sia stata emessa una condanna nei confronti di qualcuno, ma perché governare significa assumersi la responsabilità delle decisioni prese e delle loro conseguenze economiche. Ed è esattamente ciò che l’Associazione chiede anche sul biodigestore; prima di impegnare un investimento superiore ai trenta milioni di euro, il Comune chiarisca definitivamente tutti gli aspetti ancora controversi:
lo stato reale del progetto, la copertura finanziaria per la realizzazione dell’impianto e della bonifica del sito, la sostenibilità dei tempi di attuazione e le conseguenze che potrebbero derivare qualora il quadro oggi rappresentato dovesse rivelarsi diverso da quello annunciato.
E’ di oggi la notizia che la procedura di gara di appalto da oltre trenta milioni di euro risulta essere sospesa, a seguito della richiesta del RUP e del Dirigente competente, “per il tempo necessario alla definizione dei chiarimenti richiesti”: è ovvio che in questa situazione di totale incertezza sulla disponibilità dei fondi, gli operatori economici potenzialmente interessati a partecipare alla gara chiedano tutte le necessarie spiegazioni, senza considerare inoltre le spiegazioni che il Comune deve fornire ad ANAC e MASE a seguito dell’esposto inoltrato dall’Associazione il 29 Giugno scorso.
Dopo la catastrofe della sentenza Baltour, la città di Teramo non può permettersi un’altra scommessa amministrativa: quando sono in gioco decine di milioni di euro di risorse pubbliche, non bastano l’ottimismo e gli slogan, ma servono certezze.
E fino a quando le risposte chiare non arriveranno, continueremo a svolgere il nostro ruolo con determinazione, nell’interesse esclusivo della città di Teramo e dei suoi cittadini - Associazione Ambiente & Sicurezza Città di Teramo, Il presidente Avv. Antonella D’Angelo Gallo -