Azione U30: “Teramo: 3 anni senza consulta giovanile”
"E dire che in sette mesi è stato speso un milione in eventi!", proseguono
- La Redazione
TERAMO - Il Documento Unico di Programmazione 2027-2029, approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 6 agosto, ripropone nella sua parte strategica le linee di mandato dell'agosto 2023. Significa che gli impegni scritti oggi sui giovani sono, parola per parola, gli stessi di tre anni fa.
Azione Teramo Under30 sceglie di partire dal punto di cui nessuno parla: la Consulta giovanile comunale. Promessa nelle linee di mandato del 2023, negli atti approvati il 6 agosto compare ancora soltanto come impegno da attuare, e di una sua istituzione non si trova traccia. Mentre il rappresentante degli studenti universitari, previsto negli stessi documenti, è già stato nominato; la Consulta giovanile, no.
Non si tratta di negare ciò che è stato fatto: per l'Università il Comune ha sottoscritto per la prima volta un Accordo Quadro "Città universitaria" e ha portato quasi a termine le proposte in merito. Ma sono l'eccezione, non la regola: le aule studio negli spazi comunali del centro, il potenziamento dell'area sportiva di Colleparco, la piattaforma per gli affitti, il biglietto unico per il trasporto pubblico restano fermi dal 2023, formulati al futuro allora come oggi.
C'è infine il tema che pesa di più, quello degli investimenti e delle priorità. Questa Amministrazione ha destinato oltre un milione di euro a eventi e manifestazioni da gennaio 2026 ad oggi, ma non porta a termine nemmeno le proposte più semplici per i giovani, molte delle quali a costo pressoché nullo.
“Sui giovani questa Amministrazione ha imparato una sola tecnica: il copia-incolla — dichiara Riccardo Di Lorenzo, coordinatore provinciale Under 30 di Azione —. Le righe del 2023 le ritroviamo identiche nel 2026, cambia soltanto la data in alto. Ma i ragazzi non sono un paragrafo da trascinare da un documento all'altro ogni tre anni, aspettando che qualcuno si decida. Se davvero si vogliono trattenere i giovani a Teramo servono investimenti veri: quelli capaci, ad esempio, di generare lavoro ad alto valore aggiunto, non l'ennesimo elenco di buone intenzioni riciclate”.
A parlare a nome del gruppo giovanile del capoluogo è Mattia D'Antonio, componente dell'Under 30 di Teramo Capoluogo: “La Consulta giovanile non è un dettaglio da marchetta: è lo spazio in cui i ragazzi possono finalmente sedersi al tavolo e contare qualcosa nelle decisioni che li riguardano. Perché i giovani, prima ancora che di eventi o di annunci, hanno bisogno di riappropriarsi degli spazi della politica: di tornare a essere parte attiva delle scelte della città, non spettatori a cui si racconta cosa è stato deciso per loro. Una promessa scritta da tre anni e mai mantenuta dice esattamente il contrario, cioè che quello spazio si può continuare a rimandare. Noi siamo qui per riprendercelo, e la Consulta è il primo passo”.
Alla loro voce si aggiunge quella di Sama El-Shennawy, componente del gruppo Under 30 di Teramo Capoluogo: “Da tre anni si scrive che Teramo vuole essere una città dei giovani, ma nei fatti ai giovani non si è ancora restituito nulla di concreto, a partire da un luogo dove far valere le proprie idee. L’istituzione della Consulta sarebbe il segnale che una città crede davvero nelle nuove generazioni e le vuole dentro le proprie scelte, non a guardare da fuori. Finché quella promessa resta soltanto una riga in un documento, il messaggio ai ragazzi è che possono attendere. Noi diciamo che il tempo dell'attesa è finito”.
Azione Teramo Under30 non intende lasciare la vicenda sulla carta e la seguirà con la massima attenzione, forte anche del prezioso contributo del Capogruppo di Azione in Consiglio comunale, Alessio D'Egidio. Perché se questa Amministrazione la Consulta la istituisse, dimostrerebbe di voler ascoltare i giovani; se continua a rinviarla, conferma che per tre anni quelle righe sono rimaste soltanto righe e non priorità. - Azione Teramo Under30 -