AVS presenta la restituzione fiscale, la rivoluzione del sistema tributario
Una misura da 22 miliardi di euro che si autofinanzia interamente grazie a un'imposta sullo 0,1% più ricco della popolazione
- La Redazione
L'AQUILA - AVS ha presentato ufficialmente lo scorso 2 Ottobre una proposta di legge che rivoluziona il sistema tributario italiano: addio agli scaglioni rigidi, arriva l'aliquota continua sul modello tedesco: tasse ridotte per tutti i redditi fino a 90.000 euro. Per il ceto medio un risparmio di circa 1.200 euro all'anno in busta paga.
Una misura da 22 miliardi di euro che si autofinanzia interamente grazie a un'imposta sullo 0,1% più ricco della popolazione.
Contrastare le disuguaglianze, difendere il potere d'acquisto delle famiglie e rilanciare l'economia reale. Con questi obiettivi Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ha presentato la proposta di legge "Restituzione Fiscale", una riforma radicale del sistema tributario che punta ad alleggerire il carico fiscale sulla quasi totalità dei lavoratori italiani, spostando il prelievo fiscale dal lavoro dipendente e autonomo alle rendite ed alle grandi ricchezze accumulate.
Il cuore della proposta risiede nel superamento dell'attuale sistema IRPEF a tre scaglioni a favore di un modello continuo, già ampiamente adottato in Germania e Danimarca. L'aliquota crescerà in modo fluido, lineare, euro dopo euro, eliminando i bruschi salti di tassazione (che favoriscono i redditi altissimi), neutralizzando inoltre il fenomeno del fiscal drag.
La riforma riduce l'imposta per chiunque dichiari un reddito inferiore ai 90.000 euro lordi all'anno ovvero il 98% degli italiani (41,5 milioni di contribuenti).
I tagli più consistenti sono concentrati sulle fasce medio-basse:
Redditi sotto i 20.000 euro: abbattimento dell'IRPEF fino all'85% (il 64% in meno per chi si attesta esattamente a quota 20.000 euro).
Ceto medio (tra 20.000 e 40.000 euro): riduzione media del prelievo del 29-30%, traducibile in circa 1.200 euro netti in più all'anno in busta paga (pari a una mensilità extra).
Soltanto i contribuenti con redditi superiori ai 250.000 euro all'anno subirebbero un incremento del prelievo.
Un miliardo per i consumi a costo zero per lo Stato
La riforma immette immediatamente 22 miliardi di euro di liquidità nel mercato interno, stimolando così la domanda di beni e servizi e sostenendo il tessuto produttivo nazionale (principio economico della propensione marginale al consumo)
La copertura economica?
Un'imposta patrimoniale progressiva (15 miliardi): applicata esclusivamente sui patrimoni netti superiori a 5,4 milioni di euro, una popolazione che corrisponde allo 0,1% più ricco del Paese (circa 50.000 persone).
Contrasto all'evasione (7 miliardi): risorse recuperate attraverso l'irrigidimento dei controlli e degli strumenti di tracciabilità.
In soldoni – tanto per rimanere in tema – si autofinanzia interamente garantendo il saldo invariato dei conti pubblici senza produrre nuovo debito.
Siamo disponibili ad incontrare le cittadine ed i cittadini per spiegare meglio la nostra proposta.