Automotive, Paolucci e Menna: "Marsilio non ha mai avuto una politica industriale"

I due consiglieri: "Bene gli investimenti di Stellantis, ma la Regione è ferma agli annunci. E' necessario aprire un patto per l'automotive abruzzese"

- La Redazione

Automotive, Paolucci e Menna: "Marsilio non ha mai avuto una politica industriale"

PESCARA - "Gli annunci di Stellantis sugli investimenti per Atessa sono certamente una notizia positiva. Sarebbe assurdo non riconoscerlo. Ma proprio perché parliamo del più grande stabilimento europeo dei veicoli commerciali, con migliaia di lavoratori diretti e un indotto che rappresenta una parte fondamentale dell'economia abruzzese, non possiamo limitarci a festeggiare ogni volta che arrivano decisioni prese altrove", commenta il capogruppo del PD Silvio Paolucci con il consigliere di Abruzzo Insieme Vincenzo Menna.

"Adesso però, dopo l'annuncio, è necessario conoscere il piano di attuazione degli investimenti, capire quali saranno le ricadute sul territorio, l'impatto occupazionale, le prospettive per la filiera e cosa c'è realmente dietro la cifra comunicata. È francamente sorprendente che la Regione Abruzzo non abbia già preteso questi elementi. Governare significa programmare, non limitarsi a fare da ufficio stampa alle decisioni delle multinazionali – sottolineano i due consiglieri -. In questi anni abbiamo assistito a periodi di cassa integrazione, contratti di solidarietà, riduzione dei volumi produttivi e forte sofferenza delle imprese della componentistica. Eppure dalla Regione Abruzzo non è mai arrivata una vera politica industriale. In sette anni di governo Marsilio non abbiamo visto un Piano Automotive Abruzzo, non abbiamo visto misure dedicate alla filiera della Val di Sangro, non abbiamo visto una strategia per accompagnare l'innovazione e la transizione produttiva. C'è un precedente che dimostra plasticamente questa inerzia: già nella fase del Governo Conte 2 era stato messo in campo da ben 22 municipalità un Contratto Istituzionale di Sviluppo da 500 milioni di euro, proprio per realizzare gli interventi infrastrutturali e di sviluppo di cui la Val di Sangro ha bisogno. Iniziativa mai portata avanti con il duo Meloni-Marsilio senza proporre nessuna altra iniziativa sulle politiche industriali. Si rivendicano tavoli e relazioni istituzionali, ma senza una politica regionale attiva si resta semplici spettatori delle scelte altrui. E una Regione che si limita a commentare gli annunci degli altri, rinuncia al proprio ruolo".

"Per questo riteniamo necessario aprire immediatamente un Patto per l'Automotive Abruzzese che metta insieme Regione, Stellantis, Università, sindacati, imprese dell'indotto e i rappresentanti dei territori della Val di Sangro che per primi avevano avviato questa battaglia. Servono risorse regionali dedicate alla ricerca, all'innovazione, alla formazione specializzata e al sostegno delle aziende della componentistica, molte delle quali stanno attraversando una fase delicatissima", aggiungono Paolucci e Menna.

"La proposta è quella dell'istituzione di una Zona di Innovazione della Val di Sangro - continuano - con incentivi per attrarre investimenti, un centro regionale per la ricerca sui veicoli commerciali e sulla mobilità sostenibile e un fondo per accompagnare la riconversione tecnologica delle piccole e medie imprese: attività che potevano essere operative da anni grazie al lavoro del centrosinistra, ma che Marsilio non ha avviato, annunciando cose mai realizzate. La verità è che l'Abruzzo non può continuare a vivere aspettando le decisioni di Torino, Roma o Bruxelles. Se oggi Stellantis conferma Atessa è una buona notizia, ma il compito della Regione dovrebbe essere quello di costruire il futuro dell'automotive abruzzese, non limitarsi a celebrarlo quando altri lo decidono. E c'è un altro dato che smaschera la distanza tra la propaganda e la realtà: le uniche infrastrutture strategiche presenti sul territorio restano quelle realizzate attraverso il Masterplan della precedente amministrazione di centrosinistra".

"In sette anni il governo Marsilio non è riuscito ad andare oltre gli annunci, senza lasciare opere e strumenti nuovi a sostegno della competitività della Val di Sangro. Perché una politica industriale o la fai quando arrivano le difficoltà, oppure non la stai facendo affatto. E in tutta l'era Marsilio questa politica industriale semplicemente non si è vista", concludono Paolucci e Menna.