Autismo, l'interpretazione del regolamento esclude bambini gravissimi dal contributo

Disparità nella graduatoria unica di bambini e adulti. Dopo il ricorso di Autismo Abruzzo corretti i criteri

- La Redazione

Autismo, l'interpretazione del regolamento esclude bambini gravissimi dal contributo

CHIETI - Una interpretazione restrittiva e penalizzante dei criteri di valutazione previsti per il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNNA) annualità 2023 ha determinato, nel Comune di Chieti, l’esclusione di alcuni minori con disabilità gravissima dall’assegno di cura destinato alle persone con maggior bisogno assistenziale. La vicenda è emersa grazie all’approfondimento svolto da Helenia Marinelli, madre di un bambino con disabilità gravissima, che ha analizzato nel dettaglio il sistema di attribuzione dei punteggi previsto dalla scala “mNA” utilizzata per la formazione della graduatoria.

Dall’analisi è emerso che ai minori sotto i 12 anni veniva applicata una limitazione strutturale del punteggio massimo conseguibile: mentre gli utenti dai 12 anni in su potevano ottenere fino a 51 punti nella scala di valutazione, i bambini più piccoli non potevano superare quota 45, a causa della non applicabilità della voce relativa ai “compiti domestici”.

Questo meccanismo, applicato però in una graduatoria unica insieme agli adulti, ha prodotto una evidente disparità: anche i minori con il massimo bisogno assistenziale possibile per la propria età risultavano automaticamente penalizzati rispetto agli utenti più grandi. Nel caso segnalato, il minore aveva ottenuto il massimo punteggio previsto per la sua fascia di età, pari a 45/45, ma è stato comunque escluso dal contributo per esaurimento delle risorse disponibili.

Di fronte a questa situazione, Autismo Abruzzo APS, tramite l’avvocato Gianni Legnini, ha promosso una diffida formale e successivamente un ricorso antidiscriminatorio urgente davanti al Tribunale di Chieti, contestando il carattere discriminatorio dell’applicazione dei criteri regionali in assenza di correttivi per i minori infra-dodicenni. Nel ricorso è stato evidenziato come la graduatoria unica producesse una penalizzazione automatica per i bambini con disabilità gravissima, non per minore gravità clinica, ma esclusivamente per una differenza tecnica nel sistema di calcolo del punteggio.

L’azione intrapresa ha finalmente portato l’amministrazione comunale ad aprire un confronto con la Regione Abruzzo e a riconoscere la criticità sollevata. Con nota del 28 aprile 2026, il Comune di Chieti ha comunicato l’introduzione di una misura correttiva consistente nell’attribuzione di 6 punti aggiuntivi ai minori con disabilità gravissima, al fine di uniformare il sistema di valutazione tra minori e adulti ed evitare “penalizzazioni ingiustificate”. Successivamente, con specifica determinazione dirigenziale del 7 maggio 2026, il Comune ha formalizzato la ridefinizione dei punteggi per i minori interessati, riconoscendo espressamente che il sistema precedente poteva determinare “un effetto distorsivo” e una “criticità applicativa” nella comparazione tra fasce di età differenti.

Autismo Abruzzo APS esprime soddisfazione per il risultato ottenuto, che rappresenta un importante passo avanti nella tutela dei diritti dei minori con disabilità gravissima e delle loro famiglie. La vicenda dimostra quanto sia fondamentale vigilare sull’applicazione concreta dei regolamenti e quanto il contributo delle famiglie, spesso costrette ad approfondire autonomamente norme e criteri tecnici, possa diventare determinante per correggere situazioni ingiuste. Resta ora necessario che la Regione Abruzzo proceda ad una revisione definitiva degli indirizzi applicativi, introducendo criteri omogenei e realmente equi, affinché nessun bambino venga più escluso da misure di sostegno essenziali a causa di un meccanismo tecnico discriminatorio.

Autismo Abruzzo APS auspica inoltre che in futuro gli uffici del Comune di Chieti possano prestare maggiore attenzione alle richieste di informazioni e chiarimenti avanzate dalle famiglie, evitando che i cittadini siano costretti a ricorrere alla magistratura per ottenere il riconoscimento di diritti fondamentali. Un ascolto attivo, tempestivo e attento può contribuire a prevenire contenziosi inutili, con un risparmio di tempo, energie e risorse sia per le famiglie sia per la Pubblica Amministrazione.