Autismo e la mancanza di strutture, il caso di mamma Claudia di Roseto

Appello di Carrozzine determinate e Angsa Abruzzo a Verì: non è più tempo di rinvii

- La Redazione

Autismo e la mancanza di strutture, il caso di mamma Claudia di Roseto

PESCARA - Le associazioni Carrozzine Determinate, presieduta da Claudio Ferrante e ANGSA Abruzzo, presieduta da Alessandra Portinari, lanciano un appello urgente e congiunto alle istituzioni regionali e in particolare all’Assessore alla Sanità della Regione Abruzzo Nicoletta Verì, affinché si intervenga senza ulteriori ritardi sul caso di Claudia di Roseto, madre di un ragazzo con autismo.

La storia di Claudia e di suo figlio Daniele, già portata all’attenzione pubblica anche dagli organi di stampa, rappresenta una realtà dolorosa e purtroppo non isolata. È la voce di una madre che ogni giorno affronta, da sola, una situazione estremamente complessa, aggravata anche da proprie importanti patologie di salute, senza il supporto adeguato che dovrebbe essere garantito dal sistema sanitario e sociale. Claudia pone questioni reali, profonde e urgenti, che solo chi vive direttamente queste condizioni può comprendere fino in fondo.

Al centro vi è un problema gravissimo: la persistente assenza in Abruzzo di strutture residenziali adeguate per la presa in carico di casi complessi di autismo grave, come quello di suo figlio. Le strutture residenziali risultano infatti insufficienti o di fatto inadeguate per molte situazioni ad alta complessità assistenziale, con particolare riferimento ai casi più gravi. Questo determina una conseguenza drammatica: le famiglie sono costrette a rivolgersi a strutture fuori regione, spesso trovandosi però di fronte a liste d’attesa lunghissime e tempi incompatibili con la gravità delle condizioni cliniche.

Nel caso specifico, la madre ha già avviato un percorso verso strutture extra-regionali, ma si è scontrata con una realtà inaccettabile: l’impossibilità di accedere in tempi rapidi a un progetto residenziale idoneo. Una situazione insostenibile, soprattutto quando sono presenti comportamenti autolesionistici e un bisogno immediato di presa in carico. La stessa Claudia ha più volte raccontato pubblicamente il proprio profondo stato di sofferenza e l’estrema difficoltà nel sostenere quotidianamente la situazione, in un contesto che rischia di diventare sempre più insostenibile senza un intervento concreto delle istituzioni.

Non è più tempo di rinvii. Le istituzioni devono rispondere e devono farlo subito. Il rischio concreto è che il ritardo nell’attivazione di percorsi adeguati si traduca in un aggravamento delle condizioni e in una responsabilità che non può essere ignorata. Per questo si chiede un intervento immediato, concreto e strutturato.

Le associazioni Carrozzine Determinate, presieduta da Claudio Ferrante, e ANGSA Abruzzo, presieduta da Alessandra Portinari, lanciano un "appello urgente all’Assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, che ha dimostrato in più occasioni sensibilità ed empatia verso le politiche sanitarie delle persone con disabilità, affinché convochi con urgenza un incontro con la famiglia e con tutte le istituzioni competenti, incluso il Direttore Generale della ASL di Teramo, Maurizio Di Giosia, al fine di individuare una soluzione immediata e concreta".