Aura-Stemin, Frullo: il lavoro di 46 persone viene prima

Il presidente della III Commissione sollecita un confronto sul Tecnopolo tra tutti i soggetti coninvolti

- La Redazione

Aura-Stemin, Frullo: il lavoro di 46 persone viene prima

L'AQUILA - “L’obiettivo deve essere il riassorbimento di tutti i 46 lavoratori. Se le condizioni di insediamento rischiano di compromettere l’operazione, il Comune deve intervenire e verificare anche le convenzioni che regolano la gestione del Tecnopolo. La vertenza che riguarda i 46 lavoratori di Aura impone a tutte le istituzioni coinvolte uno sforzo ulteriore. L’arrivo della nuova società Stemin, con la prospettiva iniziale di assorbimento di 25 lavoratori e la possibilità di ulteriori 12 inserimenti qualora l’andamento dell’attività produttiva lo consenta, costituisce certamente un primo elemento positivo. Ma il nostro obiettivo non può che rimanere uno ovvero creare le condizioni affinché tutti i 46 lavoratori possano tornare ad avere una prospettiva occupazionale stabile all’Aquila.

Proprio per questo occorre affrontare rapidamente anche le questioni che potrebbero ostacolare l’insediamento della nuova attività produttiva. Tra queste vi è il rapporto con il Tecnopolo d’Abruzzo, anche in relazione alle somme che risulterebbero ancora dovute dalla precedente gestione e alla richiesta di circa 50 mila euro mensili per l’affitto del capannone destinato alla nuova attività. Una richiesta che può certamente trovare fondamento nei rapporti contrattuali esistenti e la cui legittimità non intendiamo mettere in discussione. Se determinate condizioni economiche dovessero infatti rendere più difficile, o addirittura compromettere, l’insediamento di Stemin all’Aquila, ci troveremmo davanti a un paradosso che non possiamo permetterci ovvero quello di avere un soggetto disposto a investire e ad assumere lavoratori e rischiare di perderlo proprio per le condizioni necessarie ad insediarsi.

È quindi arrivato il momento di aprire una riflessione più ampia sul ruolo e sulla gestione del Tecnopolo. Parliamo di un patrimonio di proprietà comunale che, proprio per la sua natura pubblica, deve concorrere alle politiche di sviluppo economico e occupazionale del territorio e favorire, per quanto possibile e nel rispetto delle regole, l’insediamento e la permanenza delle attività produttive. Questo non significa chiedere a chi gestisce quegli immobili di rinunciare alla sostenibilità economica della gestione. Significa, invece, mettere tutti intorno allo stesso tavolo e comprendere quali siano oggi le condizioni nelle quali il Tecnopolo opera, quali difficoltà incontri e se gli strumenti convenzionali attualmente esistenti siano ancora adeguati alle esigenze della città e del suo sistema produttivo.

Per questa ragione è necessario avviare un confronto tra Comune, gestione del Tecnopolo, Stemin, organizzazioni sindacali e tutti i soggetti istituzionali interessati, verificando ogni soluzione concretamente percorribile, discorso già iniziato ad affontato in sede di III Commissione. E se da questa verifica dovesse emergere che le convenzioni attualmente in essere non consentono al Tecnopolo di svolgere pienamente quella funzione di sostegno allo sviluppo e all’insediamento produttivo che un patrimonio pubblico dovrebbe avere, allora dovremo avere il coraggio di rivederle e aggiornarle.

Non cerchiamo colpevoli. Cerchiamo soluzioni. Perché dietro questa vicenda non ci sono soltanto capannoni, canoni di locazione, convenzioni o rapporti economici. Ci sono 46 lavoratori e 46 famiglie che attendono risposte. Ed è da loro che dobbiamo partire. L’Aquila non può permettersi di perdere altre occasioni di lavoro e, soprattutto, non può permettersi che un possibile nuovo insediamento produttivo venga compromesso senza aver prima utilizzato ogni strumento disponibile per mantenerlo sul territorio. Il patrimonio pubblico deve essere amministrato correttamente. Ma deve anche essere messo nelle condizioni di produrre sviluppo, investimenti e lavoro. È su questo equilibrio che dobbiamo aprire immediatamente il confronto". - Fabio Frullo Presidente III Commissione Consiliare -