Atto aziendale della Asl, la bocciatura penalizza la provincia di Teramo

Preoccupazioni della Fp Cgil per la mancata approvazione dell'atto: le due UOC "di troppo" impedirebbero la mobilità passiva verso le Marche

2026-01-15T13:57:00+01:00 - La Redazione

Atto aziendale della Asl, la bocciatura penalizza la provincia di Teramo

TERAMO - La FP CGIL di Teramo esprime enorme preoccupazione nei confronti di quanto appreso nella giornata di ieri rispetto alla bocciatura, da parte della Regione Abruzzo, dell’atto aziendale presentato dalla Asl di Teramo. Come FP CGIL riteniamo, infatti, che la mancata approvazione del predetto atto, qualora dovesse essere confermato dalla regione, abbia un fondamento di diversa natura rispetto a quanto previsto dal piano di riordino della rete ospedaliera, che risiede nella mancanza di ascolto delle esigenze del territorio, soprattutto in considerazione del fatto che la bocciatura sarebbe motivata dalla presenza di due Unità Operative Complesse (UOC) ritenute di “troppo”.

Occorre precisare che le due UOC considerate “eccessive” dalla Regione sono il reparto di Malattie Infettive allocata nel presidio UB, ovvero presso il P.O. di Teramo, unica realtà, tra l’altro, presente nella ASL, e la Chirurgia Generale del P.O. Val Vibrata, nosocomio sito in un territorio ad alta densità di popolazione, oltretutto confinante con la regione Marche, le cui attività dovrebbero impedire l’emorragia di mobilità passiva verso detta regione.

A rendere incomprensibile il ridimensionamento dell’offerta sanitaria a carico della provincia di Teramo, inoltre, vi è l’incongruenza con le altre ASL abruzzesi, nelle quali, apprendiamo, il reparto di Malattie Infettive è strutturato sia come UOC che come UOSD, pertanto non capiamo come si possa da un lato chiedere alla ASL l’abbattimento della mobilità passiva e dall’altro impoverire la qualità dell’offerta sanitaria, il cui prezzo, come sempre, ricadrebbe sulla popolazione con drastiche conseguenze nei confronti de più fragili.

Auspichiamo vivamente, infine, che la regione torni sui suoi passi a tutela di un intero territorio e di una ASL, la quale, negli anni, si è sempre distinta per aver mantenuto i conti in ordine, ma che viene puntualmente penalizzata. - Marco Di Marco, FP CGIL Provinciale Area Sanità -