Atri, quando lo sport trascurato diventa degrado
Prospettiva Atri: "E' il momento di chiedere conto delle scelte politiche operate"
- Walter Cori
ATRI - Negli ultimi giorni abbiamo visitato gran parte degli impianti sportivi comunali di Atri, dal Centro Turistico Integrato ai campi delle frazioni passando per il nuovo campo dietro alle scuole elementari.
Le immagini parlano da sole: reti divelte, sporcizia, pavimentazioni lesionate, strutture deteriorate, vegetazione che invade campi e recinzioni, spogliatoi in condizioni precarie, tensostrutture inutilizzabili, palestre con evidenti problemi di muffa e infiltrazioni.
Questo non è un post sul degrado. È un post sulle conseguenze del degrado.
Uno spazio sportivo è molto più di un campo da calcio, di un canestro o di uno spogliatoio. È il luogo dove un bambino impara il rispetto delle regole prima ancora di imparare a vincere. È il luogo dove i ragazzi crescono, costruiscono amicizie, trovano punti di riferimento e scoprono il valore del sacrificio. È il luogo dove le famiglie si incontrano e dove decine di dirigenti, allenatori e volontari dedicano, spesso gratuitamente, il proprio tempo agli altri.
Ad Atri le associazioni sportive fanno educazione, inclusione, prevenzione e comunità. Spesso lo fanno con risorse limitate e grazie al lavoro gratuito di tante persone. Ma lo sport pubblico non appartiene soltanto alle associazioni. Appartiene anche al bambino che vuole tirare due calci al pallone con il padre, ai ragazzi che si incontrano per una partita di basket, a chi corre, cammina o vuole semplicemente utilizzare uno spazio pubblico per stare insieme agli altri. Anche loro hanno diritto a impianti sicuri, decorosi e accessibili.
C’è poi un aspetto che non può essere considerato secondario e che ci preoccupa particolarmente.
Le “palestrine” comunali e gli spazi del CTI vengono utilizzati anche dagli alunni delle scuole elementari e medie per le attività di educazione fisica. Bambini e ragazzi frequentano quindi quegli ambienti insalubri e sporchi durante l’orario scolastico.
La manutenzione, il decoro e la qualità degli spazi sono anche una responsabilità educativa, oltre che amministrativa. Anche gli spazi educano.
Che messaggio trasmettiamo ai nostri ragazzi quando chiediamo loro di rispettare i beni comuni e poi li facciamo svolgere attività fisica in strutture che mostrano evidenti segni di incuria?
Che immagine della città diamo quando vengono altre società sportive da fuori comune o i turisti?
Gli impianti sportivi sono luoghi nei quali si esercita concretamente un diritto che la nostra Costituzione riconosce come valore educativo, sociale e di promozione del benessere della persona.
Quando questi luoghi vengono lasciati deteriorare, il prezzo morale e materiale lo paga tutta la comunità.
È arrivato quindi il momento di chiedere conto delle scelte politiche dell’Ass.to allo Sport. Da diversi anni la delega allo Sport è affidata all’assessore Federica Rompicapo, che ricopre anche la delega alle Manutenzioni.
Qual è la sua idea di sport per Atri?
Qual è il progetto dell’Amministrazione per il Centro Turistico Integrato, che continua a rappresentare il principale polo sportivo della città ma mostra criticità sempre più evidenti?
Quale futuro immagina per gli impianti delle frazioni?
Esiste un piano di manutenzione oppure si continuerà a intervenire soltanto quando una struttura diventa inutilizzabile?
Quali risorse esterne sono state cercate?
Negli ultimi anni sono stati disponibili diversi strumenti nazionali per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli impianti sportivi, a partire da “Sport e Periferie” e dagli avvisi promossi da Sport e Salute. Alla luce delle condizioni che abbiamo documentato, chiediamo di sapere quali bandi siano stati monitorati, quali progetti siano stati presentati, per quali impianti e con quali risultati.
Dopo diversi anni è arrivato il momento di conoscere la visione politica dell’Ass.to allo Sport. Un assessore allo Sport non si giudica dalle fotografie delle inaugurazioni. Si giudica dalle condizioni degli impianti che lascia alla città.
Le immagini che pubblichiamo oggi raccontano, purtroppo, una realtà diversa.
Noi crediamo che il Comune debba essere il primo alleato di chi fa sport e di chi rende possibile lo sport ad Atri.
Non chiediamo semplicemente di sostituire una rete o sistemare una recinzione. Chiediamo una vera politica dello sport. Un Piano comunale degli impianti, pubblico e verificabile. Una programmazione pluriennale delle manutenzioni. Un confronto stabile con le associazioni. Progetti pronti per partecipare ai bandi. La tutela del patrimonio pubblico prima che il degrado trasformi una manutenzione sostenibile in un intervento molto più costoso.
Lo sport ha bisogno di impianti sicuri e curati ogni giorno dell’anno.
Un’ amministrazione che trascura i luoghi nei quali crescono i propri ragazzi significa che sta inevitabilmente trascurando il futuro di tutta la città.
Le associazioni sportive stanno continuando a fare la loro parte.
Ora è il momento che anche l’Assessorato allo Sport faccia fino in fondo la propria - Prospettiva Atri -