Atri, la relazione della Corte dei Conti sulla crisi finanziaria

Sinistra Italiana: "la situazione è preoccupante, piano di riequilibrio ottimistico rispetto alla profondità dello squilibrio"

- La Redazione

Atri, la relazione della Corte dei Conti sulla crisi finanziaria

ATRI - "Questa volta non sono le opposizioni a parlare dei problemi finanziari del Comune di Atri. A farlo è direttamente la Corte dei Conti". Inizia così la nota di Sinistra Italiana, che riporta alcuni stralci della valutazione fatta dalla Corte dei Conti sulla crisi economica di Atri.

CORTE DEI CONTI: DELIBERAZIONE N. 15/SEZAUT/2026/FRG ATRI: le criticità finanziarie dell’ente sono risalenti e sono emerse in tutta la loro gravità con l’approvazione del rendiconto 2024, avvenuta con delibera n. 19 del 29 aprile 2025, che ha fatto registrare un disavanzo pari a -12.648.202 euro, di cui 9.546.941 euro quale maggior disavanzo 372 e 1.031.403 euro riferibili a DFB ancora da riconoscere. L’emersione delle criticità è stata anticipata dall’attività di controllo della Sezione regionale che, con deliberazione n. 323 del 10 dicembre 2024 relativa ai rendiconti del triennio 2021-2023, ha rilevato una gestione contabile gravemente carente. I fondamentali di bilancio apparivano fortemente compromessi, soprattutto per effetto di una crisi strutturale nella gestione dei residui. La persistente e conseguente carenza di liquidità impediva, poi, all’ente di restituire integralmente le anticipazioni di tesoreria 373 ricevute, generando nuovi residui passivi per le somme non restituite e ulteriori oneri per il pagamento degli interessi passivi. Tale situazione si rifletteva anche nella capacità di pagamento, con ritardi ben superiori ai termini di legge, incidendo negativamente sul FGDC e contribuendo alla formazione di ulteriori debiti, anche fuori bilancio, pari a circa 99 mila euro, successivamente finanziati mediante la contrazione di un mutuo. Successivamente, l’ente ha attivato la procedura di riequilibrio e, approvato il Piano. Il Piano, che appare particolarmente ottimistico rispetto alla profondità dello squilibrio finanziario dell’ente, punta il risanamento soprattutto sulla razionalizzazione della spesa corrente e del personale, sulla rimodulazione dei servizi a domanda individuale e sull’incremento delle entrate proprie attraverso il rafforzamento dell’attività di riscossione e l’introduzione di nuove forme di entrata, quali parcheggi a pagamento e varchi elettronici di accesso. La strategia di risanamento, infatti, appare prevalentemente orientata a conseguire equilibri contabili nel breve periodo attraverso misure frammentate, incrementi di entrata stimati in modo particolarmente ottimistico e tagli di spesa di natura essenzialmente lineare, senza incidere in maniera sostanziale sulle profonde disfunzioni organizzative, gestionali e finanziarie che hanno determinato la crisi. (Valutazione integrale al link: https://www.corteconti.it/Download?id=b6816222-6364-44a2-9d96-6eca62390f27).

Non siamo più davanti alle denunce dell’opposizione o meglio alle denunce di Sinistra Italiana, perché sinceramente, le denunce e le iniziative dell’opposizione consigliare, ossia di Prospettiva Atri, non si riesce a capire dove siano. Oggi a parlare è la Corte dei Conti, nella Relazione al Parlamento sui Comuni in situazione di crisi finanziaria 2025. E quanto emerge sul Comune di Atri è estremamente preoccupante. Atri ha attivato per la prima volta la procedura di riequilibrio finanziario nell’aprile 2025 e ha approvato un Piano della durata di 15 anni, dal 2025 al 2039, destinato ad assorbire una massa passiva di 9.546.941 euro. Il rendiconto 2024 ha registrato un disavanzo pari a 12.648.202 euro, oltre a oltre un 1.000.000 di euro di debiti fuori bilancio ancora da riconoscere.

Ma sono soprattutto le parole utilizzate dalla magistratura contabile a imporre una riflessione politica. La Corte ricostruisce criticità finanziarie che vengono definite risalenti e ricorda come già il controllo sui rendiconti 2021-2023 avesse rilevato una gestione contabile gravemente carente, con fondamentali di bilancio fortemente compromessi. La carenza di liquidità ha inoltre impedito la restituzione integrale delle anticipazioni di tesoreria, producendo ulteriori residui passivi e interessi. La Corte segnala anche ritardi nei pagamenti ben superiori ai termini di legge. Ancora più significativo è ciò che emerge sui precedenti tentativi di risanamento, secondo la relazione, i due piani di rientro già adottati sono apparsi prevalentemente programmatici e privi di effetti concreti sulle dinamiche gestionali dell’ente.

Per arrivare al Piano di riequilibrio è stata necessaria quella che la stessa relazione definisce una vera e propria operazione di verità contabile, con la cancellazione di oltre 8.450.000 di euro di residui attivi. Il Piano viene definito particolarmente ottimistico rispetto alla profondità dello squilibrio finanziario dell’ente. La strategia, secondo il documento, appare orientata soprattutto al raggiungimento degli equilibri contabili nel breve periodo attraverso misure frammentate, previsioni di maggiori entrate particolarmente ottimistiche e tagli essenzialmente lineari, senza incidere in maniera sostanziale sulle profonde disfunzioni organizzative, gestionali e finanziarie che hanno determinato la crisi.

È un giudizio che politicamente pesa come un macigno. Il risanamento viene affidato, tra l'altro, all'aumento della riscossione, a 500 parcheggi a pagamento, ai relativi abbonamenti, a un varco elettronico di accesso, ai tagli a manifestazioni e società sportive, all'accollo alle associazioni delle utenze degli immobili comunali e alla sospensione delle quote capitale dei mutui che torneremo a pagare interamente tra due anni. Nel frattempo, la Corte evidenzia che i piani di rateizzazione dei debiti fuori bilancio risultavano ancora in corso di definizione e segnala la criticità di tale circostanza.

Di fronte a una fotografia di questa portata, non sono più sufficienti rassicurazioni generiche. Chi amministra Atri deve spiegare ai cittadini come sia stato possibile arrivare a una situazione nella quale la Corte dei conti descrive criticità risalenti, una gestione contabile gravemente carente, milioni di residui accumulati e precedenti misure di rientro prive di effetti concreti. E soprattutto deve spiegare perché i cittadini dovrebbero considerare risolutivo un Piano che la stessa Relazione definisce particolarmente ottimistico rispetto alla profondità dello squilibrio. C’è infine un ulteriore elemento che richiede trasparenza. Il 22 luglio 2026 la COSFEL (Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali) ha esaminato il Piano di riequilibrio finanziario di Atri come comunicato ufficialmente dal Ministero dell’Interno https://www.interno.gov.it/it/notizie/enti-locali-commissione-stabilita-finanziaria-approva-470-assunzioni.

È pertanto opportuno che il Sindaco informi la città sull’esito di questo passaggio e sullo stato attuale dell’iter. Alla luce delle pesanti criticità evidenziate dalla Corte dei conti, i cittadini hanno diritto di conoscere a che punto sia una procedura decisiva per il futuro finanziario del Comune. Non serve propaganda. Servono trasparenza, responsabilità politica e una spiegazione puntuale alla città su come si sia arrivati fin qui e su quali garanzie concrete esistano perché il risanamento previsto non rimanga, ancora una volta, soltanto sulla carta. I numeri non sono dell'opposizione. Le valutazioni non sono dell'opposizione. Sono contenute nella Relazione al Parlamento della Corte dei conti. E da oggi nessuno può più far finta di non vederle. Certamente la nostra azione politica sarà di assoluta discontinuità con chi ha amministrato, con chi amministra e con chi avrebbe il dovere di vigilare sulla maggioranza. - Il segretario di SI circolo di Atri Livio Nespoli -