Assunzioni e riorganizzazione amministrativa a L'Aquila: gestione confusa e contraddittoria

Il centrosinistra de L'Aquila: altro che rafforzamento della macchina comunale, è un evidente scarto tra propaganda e realtà

- La Redazione

Assunzioni e riorganizzazione amministrativa a L'Aquila: gestione confusa e contraddittoria

L'AQUILA - “Altro che rafforzamento della macchina amministrativa: quello che sta emergendo sul tema delle assunzioni e della riorganizzazione del Comune dell’Aquila è un evidente scarto tra propaganda e realtà, certificato dalle stesse dichiarazioni rese in Commissione". È da qui che i consiglieri comunali Stefania Pezzopane, Paolo Romano, Lorenzo Rotellini, Simona Giannangeli, Enrico Verini, Gianni Padovani e Stefano Albano hanno voluto partire nella conferenza stampa odierna, denunciando "una gestione confusa, contraddittoria e priva di una visione complessiva".

Il confronto si è svolto nelle sedi istituzionali su richiesta della consigliera Stefania Pezzopane e si è articolato in due riunioni della Prima Commissione appositamente convocate. Le affermazioni del consigliere Frullo sul piano delle assunzioni sono state infatti smentite nei fatti dall’assessora al personale Laura Cucchiarella, facendo emergere "una distanza netta tra ciò che viene raccontato all’esterno e ciò che realmente accade negli atti e nelle scelte amministrative. Una contraddizione politica che non può essere liquidata come un dettaglio, perché riguarda il modo stesso in cui si governa un ente pubblico".

"Nessuno mette in discussione la necessità di rafforzare la macchina comunale. Al contrario, le assunzioni sono necessarie e potrebbero essere anche più consistenti", sottolineano le consigliere ed i consiglieri, evidenziando però come "il problema non sia quanti ingressi si annunciano, ma quale visione li guida". Negli ultimi anni, spiegano, il saldo tra assunzioni e cessazioni non ha prodotto un rafforzamento strutturale stabile dell’ente e oggi si ripropone lo stesso schema, basato su un uso significativo di graduatorie esterne e su strumenti che, pur essendo formalmente legittimi, risultano "politicamente deboli e amministrativamente discutibili".

"Si finisce così per non selezionare necessariamente i migliori profili disponibili, ma quelli semplicemente ancora disponibili", con il rischio di costruire un’organizzazione senza una reale strategia di qualità. In alcuni casi, aggiungono, si arriva a "situazioni paradossali", con dirigenti del Comune coinvolti in commissioni di concorso di altri enti e, successivamente, lo stesso Comune che attinge da quelle graduatorie, un meccanismo che "indebolisce la credibilità complessiva del sistema".

"Questa impostazione risulta ancora più problematica se si guarda alla distribuzione delle risorse nei diversi settori". Mentre si moltiplicano gli annunci, restano infatti in difficoltà proprio gli ambiti più strategici per la città, a partire dal sociale, dalla ricostruzione pubblica e dai lavori pubblici. In particolare, evidenziano, "la situazione del settore sociale rappresenta oggi l’emergenza più grave": manca una guida stabile, non è stata attivata una procedura per il dirigente e risultano ancora fermi i bandi per quattro assistenti sociali, nonostante le risorse disponibili. "Si tratta di un ambito che incide direttamente sulla coesione della comunità e sulla capacità dell’ente di rispondere ai bisogni dei cittadini più fragili, e che invece continua a essere trattato come secondario. Qui non serve una misura tampone: serve un investimento strutturale e immediato".

"In questo quadro appare incomprensibile e politicamente contraddittoria la scelta di investire su una nuova struttura dirigenziale dedicata alla comunicazione". Le dichiarazioni dell’assessora Laura Cucchiarella, che ha parlato apertamente di carenze nella comunicazione esterna, finiscono per certificare "un fallimento proprio su quello che, in questi anni, è stato uno degli ambiti più coltivati dall’amministrazione. Sono arrivati a dichiarare il fallimento proprio sull’unico terreno su cui hanno investito di più: una comunicazione capillare, continua e costosa". La risposta a questo presunto deficit è l’introduzione di una figura dirigenziale dal costo rilevante, che rischia di determinare lo smantellamento definitivo dell’ufficio stampa e di accentrare ulteriormente il controllo della comunicazione istituzionale. "Una scelta fuori scala rispetto alle reali priorità dell’ente", che "solleva anche questioni di ordine normativo e istituzionale", perché "la comunicazione pubblica deve restare autonoma e al servizio degli organi istituzionali, non trasformarsi in uno strumento di gestione del consenso politico".

"Le criticità emergono anche sul fronte della Capitale italiana della cultura", dove, a fronte di una scadenza ormai imminente, molte delle collaborazioni previste risultano ancora in ritardo o non pienamente operative, con il rischio concreto di compromettere l’efficacia della programmazione. Allo stesso modo, "desta perplessità la direzione intrapresa sulla Polizia Municipale", rispetto alla quale consigliere e consiglieri del centrosinistra ribadiscono che "il comandante deve provenire dal corpo", come garanzia di continuità, competenza operativa e autonomia.

"Il punto, in definitiva, è politico e riguarda l’assenza di una visione complessiva". Oggi, denunciano, "si procede per atti scollegati, senza una strategia chiara: si annunciano assunzioni senza definire priorità, si utilizzano strumenti che riducono la qualità della selezione, si lasciano scoperti i settori fondamentali e si investe su ambiti che non rappresentano un’urgenza per la città. Così non si rafforza l’ente, ma si gestisce l’esistente".

Per questo le opposizioni chiedono "un cambio di rotta netto", che rimetta al centro il sociale, rafforzi i settori strategici, garantisca trasparenza e qualità nel reclutamento, rispetti l’autonomia della comunicazione istituzionale e valorizzi le competenze interne. "Le assunzioni sono uno strumento importante, ma solo se inserite in una visione coerente e orientata al futuro. Senza questa visione, i numeri fatti rischiano di tradursi nell’ennesima occasione persa. E oggi L’Aquila non può permetterselo. Per noi il confronto su personale e struttura organizzativa è solo agli inizi. Incalzeremo puntualmente anche sui singoli atti".