Asp1 Teramo, Pd: la Regione convochi un tavolo con sindacati e Comuni

Marinelli e Pecorale: non è tollerabile l'ennesima crisi senza che si affrontino le cause strutturali

- La Redazione

Asp1 Teramo, Pd: la Regione convochi un tavolo con sindacati e Comuni

PESCARA - “È indispensabile che la Regione Abruzzo intervenga immediatamente convocando un tavolo con le parti sociali e con i Comuni interessati. Non è più tollerabile assistere all’ennesima crisi dell’Asp1 di Teramo senza che vengano assunte decisioni concrete per affrontarne le cause strutturali”. Così il segretario regionale del PD, Daniele Marinelli e Monia Pecorale, responsabile Lavoro della Segreteria regionale del Partito Democratico.

“Passano gli anni e nulla cambia. Le incapacità e le inefficienze della Regione continuano a scaricarsi sulle lavoratrici e sui lavoratori, che non solo attendono il pagamento degli stipendi, ma vivono ogni giorno nell’incertezza sul proprio futuro. Una situazione inaccettabile che si trascina da troppo tempo - aggiungono gli esponenti Pd -. La riforma delle case di riposo e delle Ipab del 2011 si è rivelata sbagliata allora e fallimentare oggi. La scelta della Regione di diventare l’unico gestore, estromettendo di fatto gli enti locali dai processi decisionali, non ha prodotto né una migliore organizzazione né una riduzione dei costi. Al contrario, il lungo commissariamento rappresenta la dimostrazione più evidente del fallimento di quella riforma. La fusione delle case di riposo e delle Ipab avrebbe dovuto garantire razionalizzazione amministrativa ed efficienza gestionale. Gli obiettivi dichiarati, invece, sono stati completamente disattesi".

"Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa - continuano i dem -. Sono anni, e non mesi, che i conti dell’Asp1 non sono in equilibrio: dalle tariffe mai aggiornate all’indebitamento mai realmente sanato. Servono nuovi posti da accreditare, una revisione della normativa regionale e, soprattutto, risorse fresche e immediate da destinare alle case di riposo. Senza se e senza ma. Qui non pagano soltanto le lavoratrici e i lavoratori. A pagare è l’intera collettività. Nelle strutture dell’Asp1 vivono i nostri anziani, persone fragili alle quali la riforma del 2011 aveva promesso servizi più efficienti e integrati, promessa che è stata tradita".

"Difendere il lavoro significa mettere l’Asp1 nelle condizioni economiche e organizzative di garantire la continuità dei servizi, tutelare i livelli occupazionali e proteggere le fragilità che, per obbligo di legge e per dovere morale, il sistema pubblico è chiamato ad assicurare. La Regione non può più rinviare le proprie responsabilità”, concludono Marinelli e Pecorale.