Arap, M5S: dopo sette anni Marsilio scopre i debiti
Per i consiglieri Taglieri e Alessandrini il problema è la gestione politica non i costi del personale
- La Redazione
L'AQUILA - "Le dichiarazioni con cui il presidente della Regione Marco Marsilio invoca oggi una 'stretta sui costi del personale' all’interno dell’ARAP appaiono tardive e, soprattutto, difficili da comprendere. Marsilio governa l’Abruzzo dal 2019 e soltanto oggi scopre che ARAP è gravata da debiti rilevanti, da un patrimonio immobiliare disperso in numerose sedi sul territorio e da un modello organizzativo che evidentemente non ha prodotto risultati". Lo dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini.
"Parliamo di un ente con oltre cento dipendenti che chiude i conti con appena 24 mila euro di utile e che in più occasioni è stato costretto a ricorrere al sistema bancario per garantire il pagamento degli stipendi. È evidente che una situazione di questo tipo non può essere spiegata scaricando la responsabilità sui lavoratori", aggiungono.
Secondo i consiglieri pentastellati la questione è prima di tutto politica. "Se oggi emergono criticità così profonde – proseguono Taglieri e Alessandrini – la domanda è inevitabile: dov’era la vigilanza della Regione in questi anni? Perché il controllore oggi si limita a dire che il controllo non ha funzionato e pretende di dettare nuove regole senza spiegare cosa sia accaduto sotto la sua gestione".
I due consiglieri ricordano inoltre che l’ente è stato commissariato dalla Regione già nell’ottobre 2024. "È quantomeno paradossale - incalzano - parlare oggi di rafforzare i controlli su ARAP quando la stessa Regione ha deciso di commissariarla. A questo punto le domande sono semplici: cosa è stato fatto in questi mesi per recuperare i 32 milioni di euro di crediti indicati come priorità? Sono ancora esigibili oppure rischiano di diventare l’ennesimo buco nei conti dell’ente?".
Nel mirino anche alcune scelte organizzative e gestionali. "Ci si dovrebbe chiedere – continuano i due consiglieri – se abbia davvero senso continuare a gestire ARAP da Cepagatti, peraltro in una sede in affitto, lontana dalle due aree industriali più importanti della regione come Atessa e San Salvo. Così come sarebbe opportuno capire perché un ente che oggi individua nel costo del personale il principale problema abbia continuato negli ultimi anni ad assumere e a procedere con progressioni di carriera anche molto rapide".
Taglieri e Alessandrini parlano apertamente di una gestione che ha progressivamente smarrito la propria missione industriale: "Invece di concentrarsi sul sostegno reale al sistema produttivo abruzzese, ARAP è stata utilizzata anche per finanziare e sostenere iniziative, eventi e manifestazioni che con lo sviluppo industriale hanno ben poco a che fare. Utilizzare un ente pubblico con conti così fragili per feste, fiere e iniziative promozionali rischia di delineare il delitto perfetto: si spendono risorse pubbliche mentre si scaricano i problemi strutturali su altre voci di bilancio".
Per i consiglieri del Movimento 5 Stelle, prima di parlare di tagli al personale, è necessario fare piena chiarezza su quanto accaduto negli ultimi anni: "Basterebbe analizzare l’andamento del costo del personale dal 2019 ad oggi per capire come si è evoluta realmente la spesa e quali scelte sono state compiute. Scoprire tutto questo dopo sette anni di governo Marsilio è francamente difficile da accettare".
"Quando un ente pubblico accumula debiti, fatica a garantire gli stipendi e continua ad avere una struttura costosa e frammentata – concludono Taglieri e Alessandrini – il problema non può essere ridotto ai lavoratori. Il problema è politico e riguarda le scelte di chi in questi anni ha governato e avrebbe dovuto vigilare".