Aral, M5S: l'emendamento nega i diritti dei lavoratori

Differenziazione ingiustificata, assenza di visione nella riorganizzazione dei servizi per l'impiego

2026-01-03T10:19:00+01:00 - La Redazione

Aral, M5S: l'emendamento nega i diritti dei lavoratori

L'AQUILA – Nel corso dell’ultimo Consiglio regionale, all’interno dell’iter di approvazione del bilancio, la maggioranza di centrodestra ha introdotto e approvato, senza confronto e in tempi incompatibili con una discussione seria, un emendamento alla legge sull'Agenzia Regionale Abruzzo Lavoro (ARAL) presentato dal consigliere Verrecchia, con il sostegno dell’assessore Magnacca. Un atto che secondo il Movimento 5 Stelle incide in modo diretto e negativo sui diritti dei lavoratori dei Centri per l’Impiego e che solleva gravi questioni di merito e di metodo.
 
"Con questo emendamento la maggioranza introduce una differenziazione ingiustificata tra lavoratori che svolgono le stesse funzioni e hanno le stesse responsabilità – dichiarano congiuntamente il capogruppo del M5S Francesco Taglieri e la consigliera regionale Erika Alessandrini –. Ad alcuni viene riconosciuta la possibilità di scegliere se restare nei ruoli della Giunta regionale o transitare nell’ARAL, ad altri questa facoltà viene negata. È una decisione che altera il principio di uguaglianza e che non trova alcuna giustificazione né organizzativa né funzionale. L’emendamento, inserito all’ultimo momento nel bilancio, priva i lavoratori assunti con il Piano di potenziamento della libertà di scelta sul proprio futuro professionale, pur in presenza di mansioni identiche rispetto ai colleghi. Una forzatura che conferma l’assenza di una visione strutturata e condivisa sulla riorganizzazione dei servizi per l’impiego".
 
"Durante la discussione della legge istitutiva dell’ARAL avevamo chiesto ed ottenuto che fossero garantiti pari diritti a tutti i lavoratori coinvolti – proseguono Taglieri e Alessandrini –. Avevamo inoltre segnalato le criticità di un modello organizzativo imposto dall’alto, senza una reale valutazione degli effetti sul personale e sulla qualità del servizio. Oggi quelle preoccupazioni trovano conferma: invece di affrontare i nodi irrisolti, la maggioranza sceglie la strada dell’imposizione".
 
La scelta appare ancora più discutibile, per i pentastellati, alla luce delle esperienze pregresse di agenzie regionali istituite senza adeguate tutele per il personale, come nel caso della Protezione Civile, che hanno prodotto incertezza organizzativa e peggioramenti delle condizioni lavorative. È evidente il tentativo di impedire che una scelta libera dei lavoratori renda manifesta la mancanza di consenso attorno all’ARAL e alla sua utilità reale.
 
"Siamo di fronte a una decisione che tutela un’impostazione politica sbagliata sacrificando i diritti di chi lavora – concludono Taglieri e Alessandrini –. Non è questo il modo di riorganizzare la pubblica amministrazione né di rafforzare i servizi per il lavoro. Continueremo a contrastare questo provvedimento e a sostenere i lavoratori dei Centri per l’Impiego, dentro e fuori il Consiglio regionale".