“Alma e il Messaggio della Tempesta”, una storia che parla al cuore dei bambini
Progetto didattico dell’Istituto Comprensivo “G. Carducci” dell’Aquila
2026-02-26T17:33:00+01:00 - La Redazione
L'AQUILA - Ci sono storie che non si limitano a intrattenere. Storie che, con parole semplici e immagini potenti, riescono ad accendere domande, emozioni, consapevolezza. “Alma e il Messaggio della Tempesta” è una di queste.
Il progetto nasce all’interno dell’Istituto Comprensivo Statale “Giosuè Carducci” dell’Aquila, dove le insegnanti hanno scelto di affrontare temi complessi come l’ambiente, la protezione civile, la solidarietà, attraverso il linguaggio più naturale per i bambini: quello del racconto.
La tempesta che apre la storia non è solo vento e mare in burrasca. È la paura che arriva all’improvviso, è il momento in cui ci si sente piccoli e fragili. Il marinaio Tommaso che cade in acqua rappresenta chi, da un giorno all’altro, si trova in difficoltà e ha bisogno di qualcuno che si accorga di lui.
Arriva Alma, la balena dal cuore grande. Non è solo un personaggio fantastico: Alma rappresenta l’immagine di una natura che non distrugge, ma protegge. In un tempo in cui spesso si parla dell’ambiente solo come minaccia o emergenza, Alma insegna ai bambini che la natura può essere alleata, se la si rispetta. È un messaggio delicato ma potente: non avere paura, impara a prenderti cura di te e degli altri.
Nel percorso didattico trovano spazio anche figure reali: Arek e Terry, due Border Collie dell’associazione di volontariato di protezione civile PIVEC. Con loro la storia tocca la concretezza. I bambini scoprono che esistono unità cinofile addestrate per cercare e salvare persone in difficoltà. Scoprono che l’eroismo non è fatto di gesti spettacolari e individuali, ma di competenza, pazienza, allenamento e dedizione. Il fiuto dei cani, la loro capacità di orientarsi tra tracce invisibili. Ma soprattutto si insegna una cosa importante: anche gli animali che aiutano l’uomo non sono strumenti. Sono esseri viventi, con una loro dignità, da rispettare.
Un altro filo che attraversa l’intera storia è quello della rete. Nessuno salva da solo. Alma protegge, i bambini cercano, i cani trovano, i volontari intervengono. È l’immagine di una comunità che funziona quando ciascuno fa la propria parte. Un messaggio quanto mai attuale.
In un periodo storico in cui i più piccoli sono esposti, spesso senza filtri, a notizie di crisi ambientali e drammi umani, questa storia offre una chiave diversa: non la paura, ma la responsabilità; non l’impotenza, ma la partecipazione.
E la lezione che resta, alla fine, è semplice e profonda allo stesso tempo: la forza non è nella grandezza o nella potenza, ma nella capacità di accorgersi dell’altro. Di fermarsi. Di aiutare.
Ed è forse questo il dono più grande che la scuola possa offrire: insegnare che la solidarietà non è un concetto astratto, ma un gesto quotidiano che può cominciare anche da una fiaba.