Alloggi popolari a Torricella Sicura, il sindacato denuncia: possibili violazioni e silenzi istituzionali inaccettabili

Secondo quanto emerso, l’assegnazione di un alloggio ATER della provincia di Teramo sarebbe avvenuta in deroga — o addirittura in elusione — delle procedure previste

- La Redazione

Alloggi popolari a Torricella Sicura, il sindacato denuncia: possibili violazioni  e silenzi istituzionali inaccettabili

TERAMO - A Torricella Sicura si sta sviluppando una vicenda che, per i profili di possibile illegittimità amministrativa e per le implicazioni etiche e sociali che comporta, merita attenzione istituzionale. Le segnalazioni di cittadini riguardanti la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) delineano un quadro che, se confermato, configurerebbe non soltanto gravi irregolarità, ma anche potenziali violazioni di norme fondamentali dell’ordinamento amministrativo. Secondo quanto emerso, l’assegnazione di un alloggio ATER della provincia di Teramo sarebbe avvenuta in deroga — o addirittura in elusione — delle procedure previste dalla Legge Regionale Abruzzo n. 96/1996, che disciplina in modo puntuale criteri, requisiti e modalità di assegnazione degli alloggi ERP. In particolare, risulterebbe essere stato bypassato il passaggio obbligatorio attraverso la commissione competente, organo deputato a garantire imparzialità, trasparenza e rispetto delle graduatorie pubbliche. Un’eventuale assegnazione effettuata al di fuori di tali procedure si porrebbe in evidente contrasto con i principi sanciti dall’articolo 97 della Costituzione, che impone alla pubblica amministrazione il rispetto dei criteri di buon andamento e imparzialità. Inoltre, tale condotta potrebbe integrare violazioni della Legge n. 241/1990 sul procedimento amministrativo, in particolare per quanto riguarda: l’obbligo di motivazione degli atti amministrativi (art. 3); i principi di trasparenza, pubblicità e partecipazione (artt. 1 e 7); il rispetto delle procedure e delle competenze degli organi preposti. A rendere il quadro ancora più grave è la circostanza, altrettanto segnalata, secondo cui la medesima assegnataria risulterebbe beneficiare contemporaneamente di due alloggi pubblici. Se tale situazione fosse accertata, si configurerebbe una violazione sostanziale dei requisiti di accesso e permanenza negli alloggi ERP, che — secondo la normativa regionale e i regolamenti attuativi — escludono esplicitamente la possibilità di cumulo di benefici analoghi. Una simile eventualità potrebbe inoltre determinare: l’illegittimità dell’assegnazione; la revoca del beneficio. Non si tratta, dunque, di una questione marginale o meramente burocratica. Il diritto all’abitazione, che deve essere garantito secondo criteri equi, trasparenti e verificabili. Ogni deviazione da tali criteri rappresenta un danno concreto per tutti quei cittadini che, pur avendone diritto, attendono da anni l’assegnazione di un alloggio. A fronte di un quadro così delicato, risulta particolarmente grave il silenzio dell’amministrazione comunale. L’assenza di comunicazioni ufficiali, chiarimenti o prese di posizione pubbliche da parte degli organi di governo locale non può essere interpretata come semplice prudenza amministrativa. Al contrario, rischia di configurarsi come una violazione dei doveri di trasparenza, che impone alle pubbliche amministrazioni obblighi stringenti in materia di accessibilità totale delle informazioni. Il silenzio del Comune, in questi casi, non tutela l’ente: lo espone. Non rassicura i cittadini: li allontana. Non chiarisce: alimenta sospetti. Non meno preoccupante è l’assenza di iniziative incisive da parte delle forze di opposizione, il cui ruolo — sancito anche nei principi generali dell’ordinamento democratico locale — dovrebbe essere quello di esercitare controllo, vigilanza e stimolo all’azione amministrativa. L’inerzia politica, in contesti come questo, contribuisce a indebolire ulteriormente i meccanismi di garanzia democratica - Sicet Cisl -