Alberto Pepe prigioniero, il suo ricordo a Roma

Nella sede dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia presentato il volume “Cara Rosina. Diario della prigionia"

2026-02-25T16:43:00+01:00 - Walter Cori

Alberto Pepe prigioniero, il suo ricordo a Roma

ROMA - Ieri pomeriggio nella sede romana dell’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, è stata ricordata la figura dell’ufficiale teramano Alberto Pepe, morto nel campo di Unterlüss e simbolo della Resistenza Italiana. 

Un ricordo che ha preso forma con la presentazione del libro “Cara Rosina. Diario dalla prigionia”, ripubblicato dalla casa editrice Affinità Elettive all’interno di una collana promossa dall’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, che raccoglie le lettere scritte da Pepe alla moglie nel corso dell’internamento e che racconta la sofferenza quotidiana ma anche l’enorme coraggio e resilienza dei militari italiani internati nei campi tedeschi, oltre all’amore per la famiglia che rappresentava per Pepe motivo di forza e speranza.

Alla presentazione hanno partecipato anche il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, la Vicesindaca Stefania Di Padova e il Presidente del Consiglio comunale e nipote di Alberto Pepe, Alberto Melarangelo

Alberto Pepe rappresenta un simbolo della lotta alla sopraffazione, della capacità di saper scegliere la parte giusta da cui stare, dei valori della Resistenza italiana e teramana maturata nel corso degli anni. Resistenza che, dal giorno dell’armistizio, coinvolse attivamente i militari italiani, che nella stragrande maggioranza dei casi si rifiutarono di collaborare con il nazifascismo - ha sottolineato nel suo intervento di saluto il Sindaco D’Alberto - molti si unirono ai partigiani, molti altri si resero protagonisti, come Alberto Pepe, di quella “resistenza senz’armi”, di cui ha parlato in più occasione lo stesso Presidente Mattarella, che contribuì in maniera determinante alla sconfitta del nazifascismo. Furono loro, come ci ha ricordato lo stesso Presidente della Repubblica, i veri patrioti e non chi consegnò l’Italia ai nazisti”.

Tra gli interventi, quello del Presidente nazionale dell'ANRP Nicola Mattoscio, che ha ricordato il coraggio patriottico del teramano Pepe e degli IMI nel dire tre no all’adesione alla Wehrmacht, alla repubblica sociale e al lavoro coatto, quello del professor Luciano Zani, membro del Comitato per le celebrazioni Repubblicane presso la Presidenza de Consiglio dei Ministri, che ha ricordato l'eroismo di Pepe nell’opporsi alle imposizioni dei nazisti nei lager - eroismo che pagò con la vita - e l’importanza di Teramo nella storia della Resistenza, quello del Presidente del consiglio comunale di Teramo e nipote di Pepe Alberto Melarangelo, che ne ha consegnato un ricordo più familiare, soffermandosi sul concetto di fedeltà alla patria che ha sempre guidato le azioni di Pepe e sul valore storico ma anche e soprattutto umano di un diario fatto di “lettere mai spedite che rappresentano una finestra sulla terribile condizione da internato e sulle modalità di resistenza ai nazisti e su quell'amore per la famiglia che lo ha sempre sostenuto anche nei tempi più bui”.  

Tra i relatori anche il senatore Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione parlamentare Segre, che nel ricordare la figura di Pepe ha sottolineato come il suo diario rappresenti una delle testimonianze più importanti dell'internamento in quanto raccontata in prima persona durante la stessa prigionia. 

Al termine della presentazione il Sindaco e la Vicesindaca hanno avuto modo anche di visitare il museo che custodisce i cimeli i e documenti degli internati militari italiani, frequentato nel corso dell’anno da migliaia studenti e anche per questo particolarmente importante nella trasmissione della memoria storica del Paese.

Il Sindaco di Teramo, a margine dell’iniziativa, ha espresso anche la propria volontà di sottoporre all'ANCI l'opportunità di promuovere la creazione, in ogni città un albo degli IMI, per riscoprire e valorizzare una parte importante della Resistenza italiana che ha coinvolto numerose famiglie.