Agrivoltaico a Contrada Giardino, Pd: "Il problema è politico"

"Senza un Piano regolatore aggiornato Roseto continua a subire le trasformazioni del territorio anziché governarle", si legge nella nota

- La Redazione

Agrivoltaico a Contrada Giardino, Pd: "Il problema è politico"

ROSETO DEGLI ABRUZZI - La vicenda dell’impianto agrivoltaico di 18 ettari previsto a contrada Giardino evidenzia ancora una volta un problema che Roseto si trascina da troppi anni: l’assenza di una seria programmazione urbanistica.
Comprendiamo le preoccupazioni dei residenti per l’impatto sul paesaggio e sulle abitazioni. Ma non possiamo prendercela con i proprietari dei terreni che agiscono nel rispetto della legge. Il problema è politico: senza un Piano regolatore aggiornato, la città continua a subire le trasformazioni del territorio anziché governarle.

Durante l’amministrazione Pavone fu ritirato il Piano Nigro. Successivamente, l’amministrazione Di Girolamo avviò un nuovo percorso per dotare Roseto di uno strumento urbanistico moderno, percorso che è stato poi interrotto dall’attuale amministrazione Nugnes.
Due amministrazioni hanno fermato due percorsi urbanistici, con circa 650 mila euro di risorse pubbliche impegnate, secondo le cifre emerse nel dibattito pubblico. Il risultato? Roseto continua a fare riferimento a uno strumento urbanistico del 1990.

Una pianificazione moderna avrebbe potuto prevedere anche zone di completamento edilizio vicino alle frazioni, offrendo ai proprietari alternative per valorizzare i terreni e alle famiglie nuove opportunità abitative, nel rispetto del paesaggio.
E allora poniamo una domanda all’amministrazione comunale: Quello di contrada Giardino è l’unico progetto agrivoltaico previsto sul nostro territorio oppure ne esistono altri, già presentati o in fase di autorizzazione?

Il Partito Democratico sostiene le energie rinnovabili, ma ritiene fondamentale conciliarle con la tutela del paesaggio e delle nostre contrade.
Roseto ha bisogno di una visione urbanistica chiara, non di continuare a rincorrere le scelte dei singoli.
Perché una città che non programma il proprio futuro rischia di scoprirlo un progetto alla volta. - Partito Democratico Roseto -