Affidamento familiare e responsabilità condivise: convegno a Giulianova
L'obiettivo è di garantire al minore, temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, il diritto di crescere in un nucleo familiare, evitando l'inserimento in istituti
- La Redazione
GIULIANOVA - Si è tenuto a Giulianova, presso il palazzo Kursaal di lungomare Zara, un importante incontro sul tema dell’affidamento familiare, procedura prevista fin dal 1983, con la legge n. 184, poi modificata nel 2001, che ha l’obiettivo di garantire al minore, temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, il diritto di crescere in un nucleo familiare, evitando l'inserimento in istituti.
L’evento, organizzato dall’Associazione “I bambini di Betania”, dall’Ordine Assistenti Sociali della Regione Abruzzo, dal Centro Studi Sociali sull’infanzia e l’adolescenza “Don Silvio De Annuntiis”, dal Centro studi e servizi sociali per la famiglia “Le Ali della Vita” e dal Forum delle Associazioni Familiari dell’Abruzzo, con il contributo della Regione Abruzzo ed il patrocino del Comune di Giulianova, è stato articolato in tre momenti.
Il primo, che ha visto la partecipata presenza degli studenti e delle studentesse dell’indirizzo “Sanità e Assistenza Sociale” dell’Istituto “Crocetti-Cerulli” di Giulianova, del Liceo socio pedagogico dell'Istituto "Peano-Rosa" di Nereto, e dell'Istituto liceale "Saffo" di Roseto degli Abruzzi, è stato aperto dal Dott. Ezio Aceti, che con ironia e sensibilità, ha preparato la platea alla testimonianza diretta di Emanuele, giovane che ha vissuto l’esperienza dell’affido, guidato con sensibilità dalla Dott.ssa Leone.
A completare il quadro, la Dott.ssa Di Carlo ha analizzato l’importanza del lavoro di rete tra servizi e tribunali, seguita dalla proiezione del video del Dott. Iannini, un emozionante viaggio visivo tra i sogni e i pensieri dei ragazzi in affido.
La "magia" dell’accoglienza
La seconda parte della mattinata ha sorpreso la platea con un linguaggio inedito. Il Dott. Aceti, affiancato da Mago Frak, ha dato vita al dialogo "Storia di un incontro: fatica, intelligenza e magia dell’accoglienza". Attraverso la metafora della magia, gli studenti hanno compreso che l’affido non è mera burocrazia, ma un atto di trasformazione: se la fatica ne è la base, l’empatia è la scintilla necessaria per ricostruire un futuro dove sembravano esserci solo macerie. Per i futuri professionisti del sociale e dell'educazione la giornata al Kursaal è stata una lezione magistrale sul campo che ha aperto le menti, ed il cuore, di ragazzi e ragazze verso una esperienza sconosciuta ai più o vista solo come mero atto burocratico.
In contemporanea, in un'altra sala, gli operatori del settore hanno affrontato diversi temi, più tecnici, come il ruolo delle istituzioni ed i gruppi di supporto per le famiglie affidatarie, con interventi della Dott.ssa Leone, dell’Avv. Micaletti, del Dott. Iannini e della Dott.ssa Lucci.
A seguire, la terza ed ultima parte, ha visto approfondimenti sulle progettualità territoriali con testimonianze della Dott.ssa Masiello e della Dott.ssa De Flaviis.
Un momento importante di confronto che ha aperto una nuova strada verso l’implementazione dell’esperienza dell’affido familiare, sia verso gli attori istituzionali che verso i soggetti protagonisti, con l’auspici di nuove occasioni di confronto e di azioni più incisive per l’ampliamento della platea degli attori coinvolti.
Un ringraziamento va ai relatori e agli organizzatori che, tra sorrisi e momenti di commozione, hanno dimostrato come l'affido sia, prima di tutto, un atto di coraggioso amore civile.