Aeroporto d'Abruzzo, l'operazione verità di D'Alfonso

Il parlamentare: "impegno apprezzabile di D'Annuntiis, ma non strappa la sufficienza"

- La Redazione

Aeroporto d'Abruzzo, l'operazione verità di D'Alfonso

PESCARA - Impegno apprezzabile quello dell’assessore D’Annuntiis, immerso nella difesa sfegatata dell’operato del Presidente marsiliese sull’Aeroporto di Pescara, ma non strappa la sufficienza: le informazioni fornite sono vaghe, non supportate da un approfondimento cartaceo e documentale a monte, che gli avrebbe consentito l’esercizio di onestà intellettuale e meritocratica, ma soprattutto disegna un futuribile che determina un sorriso. Perché se, come dice, l’aeroscalo d’Abruzzo determinerà in un anno 4mila posti di lavoro in più credo che il Governo Meloni dovrebbe chiamare l’assessore alla sua corte per risolvere i problemi della disoccupazione italiana e della fame in Africa.

Ripartiamo dalla realtà ponendo un presupposto insindacabile come punto fermo: a determinare e governare lo sviluppo dell’Aeroporto d’Abruzzo sono le 115 pagine del Piano Nazionale degli Aeroporti – novembre 2025 - che scrive lo sviluppo e la proiezione di tutte le infrastrutture aeroportuali italiane da qui al 2035 e al 2050, mettendo nero su bianco il reale e attuale potenziale utilizzo di quelle aree e, soprattutto, cosa, come e con quali investimenti il Governo pensa di dare loro una destinazione ulteriore. Pescara  appare nell’elenco dei 40 scali di interesse nazionale, ma non viene considerato tra i 14 aeroporti di interesse strategico, un elenco che comprende Torino Caselle, Milano Malpensa, Bergamo Orio al Serio, Venezia Tessera, Bologna Borgo Panigale, Firenze Peretola, Roma Fiumicino, Napoli Capodichino, Bari, Lamezia Terme, Catania, Palermo, Cagliari, definiti ‘nodi essenziali per l'esercizio delle competenze esclusive dello Stato, da cui si snodano servizi di trasporto di beni e persone verso le città'.

L’Aeroporto di Pescara non è compreso nell’elenco dei 17 scali di Aviazione generale. Pescara non è destinata a essere tra i 10 aeroporti in cui verranno realizzati, entro i prossimi 10 anni, i vertiporti urbani; Pescara non è neanche stata presa in minima considerazione per lo sviluppo degli aeroporti destinati a ospitare ‘operazioni spaziali’, per le quali hanno addirittura individuato lo scalo di Grottaglie. Lo scalo abruzzese non è destinato a far parte delle rotte cargo. Secondo le proiezioni più ottimistiche lo scalo da oltre un milione di passeggeri, non supererà la barriera di sviluppo massimo di 1.336.198 passeggeri al 2035, dato sul quale pongo una sottolineatura meritevole di approfondimento confidando personalmente nelle capacità lungimiranti della professionalità che oggi guida la Saga. Al momento il destino che si prefigura per lo scalo d’Abruzzo è una sorta di ‘aeroporto rifugio’, e, al pari delle consorelle della Rete Centrale Ancona e Perugia, svolgere azione di supporto allo scalo di Roma Urbe per un determinato segmento, quello dei ‘voli istituzionali’ che Ciampino e Viterbo non riescono eventualmente ad assorbire.

Il Piano Nazionale degli Aeroporti è in realtà l’unico documento ufficiale che, da solo, basta a smentire il florido ottimismo sorridente dell’assessore regionale. Poi andiamo ai numeri, odierni e passati, per capire chi, come, quando e perché ha investito sull’Aeroporto d’Abruzzo. Dice l’assessore sorridente che dal 2014 al 2018 la mia giunta regionale ha investito 10milioni di euro più due ricapitalizzazioni per 13milioni di euro complessivi senza però produrre risultati né in termini di rilancio dell’aeroporto né di sicurezza dello scalo. I conti sono sbagliati, abbiamo investito molto di più e veniamo anche ai risultati:

·        Giugno 2014: ricapitalizzazione di circa 6 milioni di euro per SAGA, necessari per mettere in sicurezza i conti ereditati da un Governo di destra distratto, sostenere il piano industriale e mantenere competitività e collegamenti. La ricapitalizzazione ha prodotto riequilibrio finanziario della società; continuità operativa; supporto commerciale per attrarre/conservare vettori; riqualificazione spazi commerciali e servizi aeroportuali;

  • Settembre 2016: firmata la convenzione Regione-Enac-Saga per 10.689.800 euro di interventi così ripartiti:

    a)  4,42 milioni per la riqualificazione area airside / pista di volo;
    b)  3,96 milioni: riqualificazione landside / area transito passeggeri;
    c)  2,309 milioni: completamento aree reparti di volo enti di Stato.

  • Quindi sono progetti che risalgono al 2016 il rifacimento e l’adeguamento della pista; il restyling delle zone operative e passeggeri; il completamento delle infrastrutture di supporto istituzionale e di sicurezza;
  • Aprile 2018: la Regione ha sottoscritto investimenti per 18,35 milioni di euro dedicati all’aeroporto. Le principali opere previste sono state l’allungamento della pista (circa 7,5 milioni); la realizzazione di un tunnel pedonale tra stazione ferroviaria e aeroporto; il miglioramento della viabilità interna e dell’accessibilità allo scalo; l’integrazione con la futura connessione ferroviaria.
  • Il mio Governo regionale ha investito dunque circa 33 milioni di euro complessivi destinati a SAGA e aeroporto per l’ammodernamento e il completamento infrastrutturale. Nel 2018 13 milioni di euro di opere erano già appaltati e altri in definizione. In termini fattuali, la giunta D’Alfonso ha fatto una scelta molto netta: usare soldi pubblici sia per salvare e stabilizzare SAGA sia per finanziare un piano di potenziamento infrastrutturale dello scalo garantendo il miglioramento dei conti SAGA nel periodo; l’aumento dei passeggeri rispetto al 2014; l’apertura di una stagione di lavori infrastrutturali.

Ripercorrere le date leggendo le carte avrebbe aiutato anche il sorridente assessore che si tradisce quando, elencando le proprie eroiche opere sullo scalo, parla di ‘completamento’, e non di ideazione, progettazione, o avvio, di opere iniziate da chi li ha preceduti in Regione Abruzzo. Se il passato è inconfutabile, il futuro è tutto da scrivere e qui ripropongo i quesiti:

  • Il Governo marsiliese ha presentato lo scorso novembre le proprie osservazioni sul Piano Nazionale di Sviluppo degli Aeroporti proponendo un proprio contraddittorio rispetto alle scarne prospettive riservate allo scalo pescarese? In caso affermativo, le porti in aula consentendone la lettura;
  • Quali strumenti la maggioranza di Governo pensa di mettere in campo per attuare quel macroscopico piano di sviluppo tante volte annunciato e che dovrebbe portare il resto del mondo in Abruzzo?
  • Quali investimenti il Presidente Marsilio intende riversare sull’Aeroporto d’Abruzzo per permettere allo scalo di entrare nel novero delle infrastrutture degne di reale considerazione, non limitandosi a dare compiutezza – con un ritardo di sette anni – a ciò che già era stato avviato da altri?

Troppa fretta, troppa foga, troppo tifo degno di uno stadio di prima categoria, rischiano di far scivolare sui numeri e perdere di vista una concretezza che è doverosa per chi nutre l’ambizione di governare con credibilità e affidabilità. - On. Luciano D’Alfonso -