Abruzzo Irish Festival: 18 mila presenze a Teramo. Per gli organizzatori una nuova casa
Si chiude con un bilancio fortemente positivo la dodicesima edizione dell’Abruzzo Irish Festival, la prima ospitata al Parco Fluviale “Davide De Carolis” di Teramo
- La Redazione
TERAMO - Diciottomila presenze in due giorni e una risposta che ha superato le aspettative degli stessi organizzatori. Si chiude con un bilancio fortemente positivo la dodicesima edizione dell’Abruzzo Irish Festival, la prima ospitata al Parco Fluviale “Davide De Carolis” di Teramo.
Quella che alla vigilia rappresentava una delle sfide più difficili nella storia della manifestazione si è trasformata in un nuovo punto di partenza.
Dopo undici edizioni e il trasferimento della manifestazione a Teramo, l’obiettivo era riuscire a conservare intatti lo spirito, il livello artistico e l’identità costruiti negli anni, adattandoli a uno spazio completamente nuovo e, soprattutto, verificando la risposta del pubblico.
La risposta è arrivata già nella serata di sabato, quando circa diecimila persone hanno raggiunto il Parco Fluviale. Altre ottomila presenze sono state registrate domenica, per un totale stimato di circa 18mila visitatori.
Un’affluenza che si è riflessa anche sulla capacità ricettiva del territorio. Nei giorni del Festival le strutture alberghiere di Teramo e delle zone limitrofe hanno fatto registrare una disponibilità estremamente ridotta, fino al sold out in numerose strutture. Tutto esaurito anche nelle aree predisposte direttamente dall’organizzazione: sia il campo tende sia il campo camper hanno raggiunto il limite dei posti disponibili.
Un dato particolarmente significativo perché conferma la presenza di un pubblico arrivato anche da fuori città e da fuori regione, capace di generare una ricaduta che è andata oltre i confini del Parco Fluviale.
«Già nei giorni precedenti al Festival avevamo capito che stava succedendo qualcosa di importante», spiegano gli organizzatori. «Il nostro hotel convenzionato era esaurito da tempo, poi abbiamo visto diminuire rapidamente la disponibilità anche nelle altre strutture di Teramo e dei dintorni, mentre campo tende e campo camper hanno raggiunto il sold out. È un aspetto che ci rende particolarmente felici, perché significa che il Festival porta persone a vivere la città e il territorio per più giorni».
Ma, al di là dei numeri, è soprattutto la nuova location ad aver convinto organizzatori, pubblico, artisti e partner della manifestazione.
«Siamo arrivati a Teramo con tantissime idee ma anche con tante incognite», spiegano dall’associazione Innocent Smith, organizzatrice dell’Abruzzo Irish Festival. «Oggi possiamo dire che siamo estremamente soddisfatti. Lo siamo noi, ma lo sono anche i nostri visitatori, gli artisti, gli espositori, i rievocatori e i partner con i quali abbiamo parlato durante e dopo il Festival. Il Parco Fluviale ci ha offerto una cornice bellissima e soprattutto ci ha fatto intravedere possibilità di crescita che fino a pochi giorni fa potevamo soltanto immaginare».
Per due giorni il parco si è trasformato in un grande villaggio irlandese e celtico immerso nel verde, ma a pochi minuti dal centro cittadino. Concerti, spettacoli, danze, rievocazione storica, mercatini, attività per bambini, gastronomia, cultura e divulgazione hanno animato un’area che si è dimostrata particolarmente adatta alla formula del Festival.
Il bosco, il fiume, i sentieri e gli spazi verdi hanno dato una nuova dimensione soprattutto alle attività rievocative e agli spettacoli diffusi, permettendo al pubblico di muoversi continuamente tra ambientazioni differenti.
«La cosa che più ci ha emozionato è stata vedere come il Festival sia riuscito a sentirsi immediatamente “a casa”. Avevamo paura che cambiando luogo potesse andare perso qualcosa di ciò che abbiamo costruito negli anni. È successo esattamente il contrario: il nostro pubblico storico ci ha seguito ancora una volta e, insieme a lui, abbiamo incontrato migliaia di teramani che hanno accolto la manifestazione con entusiasmo e curiosità. È stata davvero la sensazione di vivere una nuova prima edizione».
Una soddisfazione condivisa anche dagli artisti e dagli operatori coinvolti, molti dei quali hanno sottolineato le potenzialità dell’area per le future edizioni.
E proprio agli enti, alle realtà associative e alle persone che hanno contribuito all’organizzazione va uno dei ringraziamenti più sentiti dell’associazione.
«Organizzare in così poco tempo una manifestazione di queste dimensioni in una location completamente nuova sarebbe stato impossibile senza la disponibilità che abbiamo incontrato a Teramo. Per questo vogliamo ringraziare l’Amministrazione comunale e l’intera città per l’accoglienza che ci è stata riservata».
Un ringraziamento particolare è rivolto al sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e al vicesindaco Antonio Filipponi.
«Dal primo momento abbiamo trovato disponibilità, gentilezza e la volontà concreta di aiutarci a risolvere i tantissimi problemi che inevitabilmente accompagnano la costruzione di un evento così complesso. Il nostro grazie va al sindaco Gianguido D’Alberto, al vicesindaco Antonio Filipponi, all’Amministrazione comunale, agli uffici e ai tecnici che hanno lavorato insieme a noi. Ma anche alle associazioni, ai volontari, alle realtà del territorio e a tutte quelle persone che, spesso lontano dai riflettori, ci hanno dato una mano. Senza di loro non saremmo mai riusciti a realizzare tutto questo».
A colpire gli organizzatori è stata anche la partecipazione ordinata e trasversale del pubblico: famiglie, giovani, appassionati della cultura irlandese, visitatori provenienti da fuori regione e tantissimi cittadini di Teramo hanno condiviso gli stessi spazi per l’intero fine settimana.
«Non volevamo semplicemente portare a Teramo un evento. Volevamo riuscire a creare, anche qui, quella particolare atmosfera che negli anni è diventata il vero patrimonio dell’Abruzzo Irish Festival. Vedere migliaia di persone sorridere, ballare, fermarsi davanti agli accampamenti, ascoltare musica o semplicemente vivere il Parco insieme ci ha fatto capire che quella magia c’era ancora».
«Quello di quest’anno per noi era inevitabilmente un anno zero. Non conoscendo ancora la risposta della città e del pubblico abbiamo preferito costruire un Festival molto concentrato. Ora sappiamo quanto può dare questo luogo. Abbiamo già iniziato a immaginare come utilizzare nuovi spazi, ampliare alcune aree e far crescere ulteriormente il programma».
L’intenzione degli organizzatori è quella di confermare Teramo e il Parco Fluviale anche per il 2027, riportando il Festival alla tradizionale formula delle tre giornate.
«Mentre stiamo ancora smontando stand e palchi abbiamo già decine di idee per il prossimo anno. E forse è questo il segnale più bello. Non stiamo salutando semplicemente un’edizione appena conclusa: abbiamo la sensazione di aver aperto un nuovo capitolo della storia dell’Abruzzo Irish Festival».
L’Abruzzo Irish Festival saluta così la sua prima edizione teramana: con 18mila presenze, strutture ricettive e aree camping riempite dai visitatori, un nuovo parco da immaginare e la consapevolezza che quella che doveva essere una nuova partenza potrebbe essere diventata una nuova casa.