Abruzzo Insieme: "La Regione indebolisce la Protezione Civile"

"Si tratta di una scelta politica grave e consapevole" si legge nella nota di Cavallari e Menna

- Walter Cori

Abruzzo Insieme: "La Regione indebolisce la Protezione Civile"

L'AQUILA - Il bilancio approvato dalla maggioranza guidata da Marsilio certifica una verità semplice: la sicurezza dei cittadini non è una priorità. Non è una valutazione politica. Sono gli atti ufficiali a dimostrarlo.

Il Dipartimento segnala un disallineamento grave tra fabbisogni e risorse. Mancano le coperture per le assunzioni richieste dall’Agenzia. I revisori dei conti certificano criticità pesanti: ritardi nei pagamenti, assenza del fondo rischi per le spese legali, mancata valutazione dei contenziosi.

Nonostante tutto questo, il bilancio viene approvato. Non è governare. È scegliere di ignorare i problemi e scaricare le responsabilità.

Si approva un bilancio senza fondamenta finanziarie solide. Si rinvia la spesa per il personale. Si rendono le risorse incerte e subordinate a trasferimenti non garantiti.

È la fotografia di una gestione senza programmazione, senza visione, senza credibilità. E tutto questo avviene mentre l’Abruzzo affronta una fase estremamente delicata.

Nelle ultime settimane si sono susseguiti sul territorio il Capo della Protezione Civile nazionale, ingegner Ciciliano, insieme a geologi e studiosi di livello nazionale, per analizzare l’evoluzione del dissesto idrogeologico di Silvi, riconosciuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri come calamità nazionale.

Di fronte a un quadro così grave, la Regione non rafforza il proprio sistema di emergenza. Lo indebolisce. Si sceglie di non investire sul personale. Si sceglie di non garantire stabilità finanziaria. Si sceglie di lasciare la Protezione Civile senza strumenti adeguati. Si sceglie, consapevolmente, di esporre il sistema a maggiori rischi.

I lavoratori continuano a operare in condizioni difficili: straordinari non riconosciuti, carichi di lavoro crescenti, nessuna certezza sulle risorse. Questo bilancio non corregge queste criticità.

Le rende strutturali. Non è un errore. È una scelta politica precisa.

La Protezione Civile non può essere trasformata in una struttura fragile proprio mentre aumenta il livello delle emergenze.

La sicurezza dei cittadini non può essere subordinata a equilibri politici o a operazioni di facciata.

Prima si garantisce la solidità del sistema. Il resto è propaganda. La responsabilità di questa decisione è piena e ricade interamente su chi oggi governa la Regione.