Abruzzo Economy Summit: PIL al +11,9%, ora vincere le sfide di giovani e territori

Secondo la relazione presentata da Luca Bianchi, Direttore Generale di Svimez, in occasione dell'Abruzzo Economy Summit in corso di svolgimento all'Aurum di Pescara

- La Redazione

Abruzzo Economy Summit: PIL al +11,9%, ora vincere le sfide di giovani e territori

PESCARA - L'Abruzzo si conferma una delle realtà territoriali più dinamiche e competitive del Paese: tra il 2021 e il 2025, infatti, il Prodotto Interno Lordo (PIL) della regione ha registrato un incremento cumulato dell'11,9%, posizionandosi nettamente al di sopra della media nazionale (+7,2%), come è emerso dalla relazione presentata da Luca Bianchi, Direttore Generale di Svimez, in occasione dell'Abruzzo Economy Summit in corso di svolgimento all'Aurum di Pescara, confermando i dati già illustrati alla stampa dal presidente della Regione, Marco Marsilio.
I dati evidenziano la vocazione fortemente manifatturiera dell'economia abruzzese (pari a circa il 20% del totale regionale), caratterizzata da una spiccata diversificazione produttiva e da una rete d'imprese integrata: nella prima metà del 2026, le esportazioni registrano un incremento dell'+8,3%, trainate in particolar modo dal comparto farmaceutico, mentre la spinta occupazionale nel primo semestre segna un +2,4%, superando il ritmo di crescita del resto del Paese e beneficiando dell'effetto espansivo degli investimenti pubblici e del PNRR per opere pubbliche, infrastrutture scolastiche, nidi e impiantistica sportiva. A fronte delle eccellenti prestazioni macroeconomiche, l'analisi sottolinea tuttavia la necessità di affrontare nodi strutturali su cui la Regione intende profondere il massimo impegno, a partire dal deflusso netto di circa 1.500 giovani all'anno (per oltre la metà laureati), da un gap occupazionale di genere che permane pari a circa 20 punti percentuali e dallo spopolamento delle aree interne che accentua la denatalità e la rarefazione dei servizi essenziali. Per trasformare l'attuale fase positiva in una traiettoria di sviluppo duratura, il direttore Bianchi ha indicato quattro direttrici fondamentali: garantire la continuità delle infrastrutture sociali e dei servizi oltre la scadenza del PNRR, valorizzare le università regionali come centri per il trasferimento tecnologico e il trattenimento dei talenti, favorire l'imprenditorialità high-tech nelle tecnologie strategiche e promuovere la piena inclusione lavorativa delle donne, superando al contempo la frammentazione della tradizionale politica per le aree interne con una pianificazione d'area vasta che connetta i centri urbani medi ai territori periferici per garantire ai cittadini abruzzesi il "diritto a restare".