Abbigliamento, in Abruzzo 1.147 imprese. Teramo la provincia più dinamica
Protagonista al Congresso Internazionale Samab 2026 di Milano l’eccellenza produttiva della filiera moda italiana
- La Redazione
MILANO – Il sistema fashion italiano si conferma uno dei principali hub europei del settore. Secondo i dati divulgati in occasione del Congresso Internazionale SAMAB 2026, nel 2025, il comparto moda ha registrato un fatturato di €87,4 miliardi [1]. Il solo settore dell’abbigliamento vale €40 miliardi, con un export pari a €27,3 miliardi, confermandosi uno dei pilastri della manifattura nazionale. Sul fronte delle imprese, nel I trimestre 2026 la sola industria manifatturiera relativa alla fabbricazione di articoli di abbigliamento conta in Italia quasi 37.100 imprese attive [2]. In Abruzzo sono attive 1.147 aziende, che occupano più di 5.500 addetti. A livello territoriale, Teramo è la prima provincia con 600 imprese manifatturiere del settore, seguita da Pescara (247), Chieti (230), L'Aquila (70).
Per un settore che conferma il proprio peso strategico per il Made in Italy, guardare al futuro attraverso l’innovazione è una strada obbligata. Automazione, digitalizzazione dei processi, intelligenza artificiale, Big Data, IoT, digital twin e sistemi di monitoraggio in tempo reale stanno infatti trasformando il modo in cui le imprese della moda rispondono alle richieste del mercato.
Una direzione strategica, quella tecnologica, emersa oggi a Milano durante il Congresso Internazionale SAMAB 2026, confermandosi un momento di confronto tra istituzioni, industria e innovazione sul futuro della filiera moda e una tappa di avvicinamento alla prossima edizione di SAMAB – Fashion Technologies Event, in programma dal 25 al 27 maggio 2027 a Fiera Milano Rho.
Organizzato da Senaf, in collaborazione con il Gruppo Tecniche Nuove e con la media partnership della rivista Technofashion, il Congresso vanta il patrocinio di ANTIA – Associazione Nazionale Tecnici Professionisti Sistema Moda, Confindustria Moda – Federazione Tessile e Moda, IACDE – International Association of Clothing Designers and Executives e la collaborazione di PwC Italia.
Dall’incontro è emerso un messaggio molto chiaro: per gli imprenditori del fashion, investire in innovazione non è più un’opzione. Non si tratta di sostituire il saper fare artigianale che caratterizza il Made in Italy, ma di ampliarne le possibilità, rendendo i processi più efficienti, tracciabili, flessibili e sostenibili.
Quali sono i reali vantaggi dell’innovazione? Secondo quanto emerso dall’analisi di scenario curata da PwC Italia, la tecnologia è oggi uno dei fattori chiave per sostenere la competitività della filiera. Le aziende più snelle, efficienti e tecnologicamente attrezzate potranno infatti rispondere con maggiore rapidità alle trasformazioni in corso, migliorando la qualità delle decisioni, ottimizzando la pianificazione, riducendo gli sprechi, comprimendo il time-to-market e rafforzando il controllo lungo tutta la catena del valore.
In questa direzione si inserisce anche la crescita delle tecnologie connesse all’Internet of Things: il mercato italiano dell’IoT ha raggiunto i 10,9 miliardi di euro nel 2025, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, confermando la crescente diffusione delle soluzioni digitali nei processi industriali.
Accanto alle opportunità, restano però sfide decisive. Per molte imprese, soprattutto PMI, l’adozione di nuove tecnologie è ancora frenata dai costi iniziali, dalla carenza di competenze, dalla difficoltà di integrazione con sistemi già esistenti e, non da ultimo, da una barriera culturale che porta spesso a percepire la tecnologia come un costo e non come un investimento strategico. A queste criticità si aggiungono le nuove richieste del mercato e della regolazione europea in tema di sostenibilità, tracciabilità, trasparenza della filiera e riduzione dell’impatto ambientale.
In questo scenario, SAMAB si propone come luogo di confronto concreto per accompagnare l’evoluzione del fashion manufacturing. Attraverso il dialogo tra industria, istituzioni e innovazione, l’evento valorizza il ruolo delle tecnologie applicate alla produzione moda e contribuisce a rafforzare la competitività delle imprese italiane ed europee sui mercati internazionali.
“Con il Congresso Internazionale SAMAB 2026 abbiamo voluto creare un momento di confronto concreto per una filiera che sta vivendo una trasformazione profonda, in cui tecnologia, competenze e cultura produttiva sono sempre più interconnesse - dichiara Ivo Alfonso Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf -. Il sistema moda italiano ha una forza straordinaria, che nasce dal saper fare, dalla qualità manifatturiera e dalla capacità delle imprese di interpretare i cambiamenti del mercato. Oggi, però, per continuare a competere a livello internazionale è necessario affiancare a questo patrimonio strumenti capaci di rendere i processi più efficienti, aiutando le aziende a innovare, ridurre gli sprechi, migliorare la qualità e rispondere con maggiore rapidità alle esigenze dei mercati. SAMAB nasce proprio per questo: essere una piattaforma di dialogo tra industria, istituzioni e innovazione per supportare gli imprenditori nel loro percorso di crescita”.
“In un momento di forte ripensamento dei mercati, vincono i modelli di business che puntano su una profonda integrazione verticale dei flussi aziendali, dal cliente finale alla materia prima - afferma Marc Sondermann, Chairman di CEO Circle e moderatore del convegno -. Chi sa valorizzare gli asset manifatturieri del made in Italy in un’ottica di accesso diretto al mercato, comunicandone i pregi direttamente al consumatore e convertendo l’interesse in vendite, ha una marcia in più quando si tratta di progettare le collezioni, di programmare la produzione e di allocarla ai canali distributivi. Evitare una cattiva allocazione delle capacità produttive e degli stock è da sempre il fattore di successo più importante nei conti economici delle nostre eccellenze”.
Fonte: elaborazione su dati Registro Imprese delle Camere di Commercio relativi al I trimestre 2026, considerando come codice ATECO C14 (Attività manifatturiere - Fabbricazione di articoli di abbigliamento).