“A tutte le madri invisibili”: la lettera di Scalera alle detenute di Castrogno
"Non lasciate che la colpa o la lontananza soffochino la vostra natura" così la Garante dei detenuti
- La Redazione
TERAMO - Ci sono ricorrenze che, più di altre, riescono a toccare corde profonde dell’animo umano. La Festa della Mamma è una di queste: un giorno che celebra l’amore, la cura, la presenza. Ma anche un giorno che, per qualcuno, può amplificare distanze, silenzi e assenze.
È in questo contesto che si inserisce il gesto della dott.ssa Monia Scalera, che ha voluto rivolgere un pensiero speciale alle detenute della Casa Circondariale di Teramo, a Castrogno. Una lettera intensa, autentica, capace di attraversare le mura di un luogo spesso percepito solo come spazio di privazione, restituendo invece umanità, ascolto e dignità.
Un messaggio che non giudica, ma accoglie. Che non semplifica, ma riconosce la complessità delle storie personali, dei legami familiari, delle maternità vissute a distanza o nel silenzio.
Condividiamo di seguito la lettera, nel suo testo integrale:
Buongiorno Signore mie,
Oggi il calendario ci ricorda di festeggiare, ma so che per molte di voi questa parola ha un sapore amaro, di ferro e di profonda nostalgia. Vi scrivo non con la voce dell’istituzione che rappresento, ma con il cuore di una mamma che avverte il peso di quel silenzio che oggi, tra i corridoi e le celle, urla più del solito.
Sento la vostra sofferenza nell’assenza di un abbraccio e in quel profumo dei nostri figli che solo noi madri riusciamo a riconoscere e che oggi la memoria fatica a trattenere, una scia che cercate di stringere a voi, ma che la distanza rende dolorosa. Essere madri oltre il muro è una forma di resistenza silenziosa; significa continuare ad amare attraverso una cornetta, cercando di far crescere la vita e l'affetto dentro uno spazio stretto, contando i giorni non per sé stesse, ma per il momento in cui potrete tornare a essere quel punto di riferimento quotidiano che ogni figlio merita.
Non lasciate che la colpa o la lontananza soffochino la vostra natura. Il legame con un figlio non conosce confini fisici, è un filo invisibile che attraversa i cancelli e non si spezza mai, nutrito dai vostri pensieri e dalla vostra attesa.
Oggi il mio pensiero più sincero è per tutte voi. Vi auguro di trovare, anche in questo giorno così difficile, la forza di ricordare a voi stesse quanto siete importanti, perché una madre resta tale sempre e il suo amore non resta mai prigioniero.
Buona festa della Mamma!
Con tutta la mia vicinanza,
La vostra Garante dei detenuti
In queste parole si coglie la volontà di costruire un ponte: tra dentro e fuori, tra chi è lontano e chi resta, tra il dolore e la possibilità di rinascita. La maternità, infatti, non si esaurisce in una presenza fisica, ma continua a vivere nei pensieri, nei ricordi, nelle speranze.
In un giorno simbolico come questo, la lettera della dott.ssa Scalera assume un valore ancora più profondo: ricorda che ogni donna, ogni madre, porta con sé una storia che merita rispetto, ascolto e possibilità.
Perché, anche nei luoghi più difficili, l’umanità non si spegne. E la parola, quando è autentica, può diventare cura.