REGIONALI, POLEMICHE IN FRATELLI D’ITALIA DOPO LETTERA BENIGNO D’ORAZIO ALLA MELONI SU CANDIDATURA MARSILIO

LA LETTERA DI BENIGNO D’ORAZIO

Ho anche provato a farlo conoscere a cercare di farlo “entrare” nelle case degli abruzzesi. Purtroppo, le reazioni non sono positive: c’è un clima di scoramento e rassegnazione, se non di netta contrarietà. Non so se abbia inciso il comportamento degli alleati, che per mesi hanno gettato discredito sulla candidatura, ma sta di fatto che la situazione è davvero preoccupante. Temo possa andare in onda il film “Morra 2 la vendetta”, dice D’Orazio, «ossia si possa ripetere quanto avvenuto a Teramo dove la netta ostilità alla candidatura a sindaco del mio amico Giandonato da parte della Lega, insieme ad altri fattori, ci è costata la sconfitta. Stavolta oltre alla Lega, Forza Italia ha espresso un clamoroso e pubblico dissenso ed anche la Federazione di Teramo del partito, per protesta, non ha partecipato alla conferenza programmatica di Francavilla”.

 

LA REPLICA DEL COORDINAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA

Stupiscono non poco le dichiarazioni di Benigno D’Orazio sia nella forma che nei contenuti.

Nella forma perché D’Orazio, invece di consegnare le sue riflessioni e perplessità circa la candidatura di Marsilio a una lettera aperta, pensata probabilmente venerdì sera, ben avrebbe potuto, più correttamente, rappresentarle in maniera immediata a Giorgia Meloni sabato mattina, nella sua visita in Abruzzo, partecipando all’incontro sulle tematiche ambientali del resto a lui molto care.

Nei contenuti perché tali esternazioni non rendono la verità del clima che si respira in Abruzzo, sia all’interno del partito di FdI che nel territorio. La scelta di Marsilio infatti, condivisa da tutta la classe dirigente di Fratelli d’Italia, si sta dimostrando giusta e cresce di giorno in giorno tra gli abruzzesi che riconoscono in lui l’unica candidatura capace di garantire buon governo e discontinuità rispetto alle politiche attuate a vario livello dagli uomini del centrosinistra e che alcun risultato hanno prodotto in regione.

Lo sgambetto di fine anno di D’Orazio segna invece, a nostro avviso, il tentativo di giustificare a se stesso -innanzitutto – e poi ai suoi elettori, dopo aver cercato una candidatura nella Lega, dopo non aver accettato una candidatura con Fratelli d’Italia quando si è accorto di non essere il più forte della lista, ilsuo disimpegno dal sostegno al candidato Presidente del centrodestra e la scelta di partecipare ad altre cene nella disperata ricerca di un posto al sole.

Auguriamo a Benigno D’Orazio un fortunato 2019, col sempre rinnovato impegno a recepire quegli spunti programmatici forniti dall’associazione che lui rappresenta e che è ai nostri ambienti, più che ad altri, cara.

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