TERAMO – Il piacere di continuare a parlare di calcio, negli anni, mi ha permesso di creare dei rapporti extra dal nulla, almeno con una fetta della tifoseria biancorossa che seguiva Supergol e che oggi segue Non è… Con taluni in particolare è diventata quasi consuetudine scriverci o sentirci e, talvolta, nelle interlocuzioni, ci sono cose che mi spingono a riflettere.

Quello che riporto, ne è una.

Noi tifosi dell’amato Teramo siamo abituati a soffrire; abbiamo più perso che vinto nella nostra storia, parlo di play off e di play out. Diciamocelo con molta franchezza: il Teramo, nella propria storia, ha vinto poco: qualche Serie D o qualche campionato minore, escludendo la “maledetta Savona”. Sono di casa, da queste parti, le sofferenze sportive, spesso amare ma anche amarissime. Sanno comunque del sano sapore dello sport, dove si perde e si vince.

E’ negli ultimi anni che abbiamo però scoperto anche illeciti e promozioni revocate, fallimenti e non iscrizioni e adesso… bisogna convivere con il dover rinunciare a giocare nel proprio stadio! Ecco, questi sono aspetti che addolorano tantissimo perché, da uomo di sport che riesce ad accettare anche, pur soffrendo, di poter perdere un derby in casa contro il Giulianova, dinanzi alle situazioni citate sono, siamo, assolutamente impotenti.

Sono quelle che non digerirò mai e che allontanano i tifosi dalla squadra della nostra città: sono conseguenza dei fatti accaduti dal 2015 ad oggi, quando perdiamo le partite proprio fuori dal campo. Sono le sconfitte peggiori, più di una subita in un derby, perché allontanano certi tifosi dal calcio. Non è casuale che diversi lasciarono nel 2008 ed altri, tanti di più, nel 2015.

Continuiamo a perdere pezzi su pezzi per strada ed invece la nostra è una tifoseria magnifica, che alla sofferenza sportiva è abituata! Non lo è, evidentemente. quando non può incidere. In certe questioni noi tifosi non contiamo nulla e siamo semplicemente incudine.

Alla stadio non puoi giocare? Non ci giochi e non puoi fare nulla! Non ti iscrivi? Non puoi fare nulla!

Ci sono segmenti nel mondo dello sport e del calcio nei quali la fede resta intatta ma la nostra voce è nulla; è questo che mi fa soffrire. Tantissimo” – Arcadia – foto di copertina del 27-03-’22 da Olbia Teramo