Calcio D, domenica 13 si ripartirebbe: ecco la bozza del Protocollo di allenamenti e gare per il campionato

ROMA – Cardini della prevenzione del contagio (bozza) nel gruppo squadra sono:
 Il distanziamento obbligatorio di almeno due metri nel corso di riunioni all’aperto e la limitazione delle riunioni al chiuso anche di tipo tecnico, evitando l’uso degli spogliatoi o favorendone, ove consentito, l’uso in modo da evitare ogni assembramento o contatto stretto;
 il divieto di abbracci, e altri comportamenti a rischio (quali cantare, gridare, e avvicinarsi faccia a faccia tra calciatori/tecnici/dirigenti in occasione di gare e allenamenti);
 il divieto di attività sociali che comportino la presenza contemporanea di più componenti il gruppo squadra;
 l’utilizzo privilegiato dei mezzi di locomozione individuali;
 interdizione di ogni attività sociale al di fuori del gruppo squadra effettuata senza rispetto delle suddette precauzioni generali (lavoro, scuola, familiari non conviventi, conoscenti ecc.), che rappresenti un concreto pericolo di contagio da parte dei singoli componenti il gruppo squadra (ad esempio, cene tra atleti o con amici, feste, conferenze, riunioni di qualsiasi tipo, etc.). In particolare, i temi più importanti, dal punto di vista applicativo, discussi dalla CMSF sono stati:
 Utilizzo di screening/controllo tramite test per l’individuazione del virus SARS-CoV-2
 Gestione dei casi di accertata positività
 Isolamento e Quarantena.
Test per l’individuazione del virus SARS-CoV-2
La tipologia del test al quale sottoporre il Gruppo Squadra, prima dell’inizio dell’attività agonistica, era contenuta nelle indicazioni dei Protocolli richiamati in premessa (Campionati Dilettantistici).
In considerazione dell’evoluzione del quadro epidemiologico e a maggior tutela della salute dei singoli e delle esigenze di sanità pubblica, per adeguare il Protocollo, relativamente alle modalità di svolgimento di gare e allenamenti, la CMSF ha in primo luogo tenuto conto della Circolare 29/9/2020 del Ministero della Salute, in merito all’”uso dei test antigenici rapidi per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, con particolare riguardo al contesto scolastico”, e del DPCM attualmente in vigore in materia di misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19. Quest’ultimo (DPCM), in tutti i passaggi in cui prevede l’effettuazione di test per l’ingresso in Italia da
paesi con obbligo di quarantena, consente i Test antigenici in alternativa a quelli molecolari.
Sulla base di tali considerazioni, la CMSF ha ritenuto ragionevole e affidabile, in analogia a quanto già previsto per il Calcio Professionistico, utilizzare per la ricerca del virus SARS-COV-2 oltre ai Test molecolari PCR classici anche i Test antigenici (quantitativi, validati da studi scientifici che ne abbiano dimostrato elevata accuratezza e sensibilità), prevedendo l’inserimento obbligatorio di un test settimanale entro le 48/72 ore antecedenti la disputa della gara per tutto il gruppo squadra individuato dalle Società. Per garantire uniformità su tutto il territorio
nazionale, la CMSF suggerisce di individuare, con criteri di scientificità, reale disponibilità sul mercato ed economicità, un test unico o assimilabile per validità, per tutti i singoli campionati.
Per quanto riguarda la raccolta del campione biologico (tampone rino-faringeo), essa deve essere comunque effettuata da personale medico o paramedico adeguatamente formato. L’analisi e la refertazione dei Test (molecolare o antigenico) dovranno essere a carico di una Struttura Sanitaria (Laboratorio) accreditata.
La responsabilità della raccolta del campione e del controllo dei risultati dei Test dovrà essere del Medico Sociale o di un Medico addetto al Protocollo (MAP), preferenzialmente Specialista in Medicina dello Sport e/o iscritto alla Federazione Medico Sportiva Italiana, individuato dalla Società Sportiva come garante delle attività sanitarie a tutela della salute dei calciatori e i componenti il gruppo squadra, un aspetto di cruciale importanza in questo particolare periodo di pandemia.
Naturalmente, laddove il Test rilevi la presenza del virus SARS-CoV-2, l’atleta dovrà essere considerato un “contagio”, andrà posto in isolamento/quarantena e non potrà essere schierato in campo. In caso la positività derivi da un test antigenico rapido, sia il soggetto “positivo conclamato” che quello “debolmente positivo” dovrà essere considerato a tutti gli effetti un “contagio” ed essere sottoposto ad un test molecolare PCR di conferma.
Ove la singola Società Sportiva ritenga di porre in essere ulteriori misure di controllo clinico/strumentale, atte a limitare la diffusione del contagio e a garantire ancora maggior tutela nell’ambito del gruppo squadra, potrà attivare in autonomia ogni iniziativa ritenuta utile. Particolarmente raccomandato è l’utilizzo almeno iniziale di test sierologici per la ricerca di anticorpi anti SARS CoV- 2, a scopo di indagine sulla siero-prevalenza nel gruppo squadra stesso.
Si ricorda, infine, che l’approvvigionamento dei test per le persone interessate “non deve minimamente impattare sulla disponibilità del reagentario da dedicarsi in maniera assoluta ai bisogni sanitari del Paese”, e si intende esclusivamente a carico delle singole Società.
Si ribadisce che tutti i componenti il gruppo squadra dovranno comunque compilare almeno settimanalmente, e ogni qualvolta si verifichi un mutamento dello stato di salute individuale o se ne presenti la necessità, l’autocertificazione sul loro stato di salute e su eventuali contatti con soggetti Covid-19 positivi intervenuti nei giorni precedenti l’allenamento o la gara o comunque l’ingresso presso il campo di gioco o allenamento, da far pervenire al Medico Sociale o al MAP.
Gestione dei casi di accertata positività
Con la modifica del protocollo, la gestione dei casi di accertata positività al virus SARS-CoV-2 consente il proseguimento degli allenamenti per tutto il Gruppo Squadra ad esclusione di coloro identificati, in coordinamento con il SISP della ASL di competenza, come “contatti stretti” con il positivo confermato dalle ordinarie attività di “contact-tracing”. Il Gruppo Squadra (soggetti negativi ai Test) dovrà essere comunque sottoposto a Test molecolari o antigenici rapidi sopra definiti ogni 2 giorni, fino al termine della quarantena (vedi avanti).
In ogni caso è Obbligo del Medico Sociale o del MAP, in caso di positività al test molecolare o antigenico rapido, darne immediata comunicazione (con la collaborazione attiva dell’interessato e della Società) al SISP della ASL competente per territorio e al Medico di medicina generale dell’interessato che rimangono “ope legis” i responsabili dei procedimenti a tutela della salute individuale e collettiva e dell’attivazione delle procedure di sanità pubblica necessarie.
Isolamento e Quarantena
La Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020 aggiorna le indicazioni che riguardano la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena, in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali (OMS ed ECDC) e del parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico l’11 ottobre 2020. La circolare chiarisce quanto segue:
L’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione.
La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.
Casi positivi asintomatici
Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni, dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con esito negativo (10 giorni + test).
Casi positivi sintomatici
Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi +test).
Casi positivi a lungo termine
Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARSCoV2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).
Contatti stretti asintomatici
I contatti stretti di casi con infezione da SARS-CoV-2, confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare: un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure, un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.
Nella circolare si raccomanda, altresì, di:
 eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze;
 prevedere accessi al test differenziati per i bambini;
 non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di altrettanti contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità;
 promuovere l’uso della App “Immuni” per supportare le attività di contact tracing.
La circolare ridefinisce i criteri per porre fine all’isolamento/quarantena ed è applicabile dal momento in cui è stata pubblicata.
Pertanto, tali criteri potranno essere applicati anche a chi era già in isolamento/quarantena al momento della loro emanazione.
Ripresa degli allenamenti/gare per i soggetti Covid positivi
La gradualità di ritorno dell’atleta agli allenamenti/competizioni dovrà essere valutata dal Medico Sociale del club e/o dal MAP, in relazione al quadro clinico di riferimento (decorso della malattia, test di laboratorio, risultati degli accertamenti previsti per il rilascio della nuova certificazione di idoneità agonistica), al contesto e alla durata dell’interruzione dell’attività dovuta alla malattia.

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