Carlo Ilari a parte (due stagioni con 70 presenze e 7 reti nel Teramo), un ex che ha giocato fuori ruolo per esigenze tattiche nella stagione della salvezza 2017-2018 e che qui farà ritorno (sponsorizzatissimo da Sandro Federico) rinforzando il ruolo delle mezze punte a disposizione di Bruno Tedino (4-3-2-1 o 4-3-1-2 che sarà), si ha l’impressione che il futuro del Diavolo transiterà sull’asse IaconiMeluso, con il Lecce che potrà fare non soltanto da garante. Il nome “nuovo”, anche lui ex salentino ma che viene da una stagione nella quale è stato tenuto ai margini da Fabio Liverani, è quello del pescarese di nascita LUCA DI MATTEO, 31 anni, 17 gare da Gennaio nel Teramo 2014-2015, prima di approdare in B a Lanciano (30 presenze ed 1 goal) e poi a Latina, sempre in B (27 presenze) e Lecce in C (29 presenze). Nella stagione scorsa Di Matteo non è stato utilizzato e nonostante gli interessamenti a Gennaio di Viterbese, Reggina, Vicenza, Alessandria e Monza, ha puntato, evidentemente, a far scadere il contratto, svincolandosi. Gli altri sono giocatori dei quali si parla da giorni, ad iniziare dal difensore centrale 33enne CICCIO COSENZA che non ha bisogno di presentazioni, pur avendo giocato soltanto 4 partite in B, lo scorso anno, ma che ne vanta qualcosa come 177 in Serie B (Pro Vercelli, Grosseto, Reggina, Ancona, Avellino, Ravenna) e 144 in C (Lecce, Pro Vercelli, Taranto, Melfi e Novara). Che si tratti di un leader vero, non ci sono dubbi e ci piace riportare le parole con le quali Cosenza ha salutato Lecce, su Instagram: “Il mio stato d’animo è diverso. È diverso perché la mia è una storia diversa da tutti. Le sofferenze mie sono le stesse che ha provato la mia famiglia e qualche mio amico. Perché io non stacco mai. Il calcio è la mia vita e torna tutti i giorni con me a casa. La vittoria di oggi è merito di un gruppo di Eroi, un gruppo di uomini che ha emozionato grandi e piccini e che ha reso un popolo orgoglioso. Ma questa vittoria arriva da lontano. Da lontano perché tanta gente che oggi è orgogliosa di questa maglia lo era anche quando si giocava in campi di patate come quelli dellaSerie C. Chilometri e chilometri fatti in pullman senza mai lamentarsi. Io non dimentico tutte le battaglie e tutte le sofferenze in quello spogliatoio. Solo quelle quattro mura sanno cosa abbiamo passato. Lo spogliatoio è sacro ed il mio non fare mai una polemica lo devo solo a quello. Al rispetto di quelle battaglie. Nello spogliatoio si costruisce e nello spogliatoio si distrugge. La differenza la fanno gli uomini che lo compongono. Io quest’anno non ho mai avuto l’opportunità di parlare e so che tanti aspettano il mio pensiero. Ma ho solo pensieri positivi e di ringraziamento ora.Ma io non dimentico nessuno. Non dimentico colui che mi ha tenuto stretto qui a Lecce e non finirò mai di ringraziarlo. Lui sa. Regna il calabrese che è in me. È tutto ben saldo nel mio cuore e nella mia mente. L’importante è essere consapevoli che io non dimentico nessuno. Orgoglioso di aver indossato questa maglia. Orgoglioso di essere caduto con questa maglia. Orgoglioso di essermi rialzato con questa maglia. Orgoglioso di averperso i playoff per ben 2 volte perché hanno reso la vittoria ancora più bella. Orgoglioso di aver indossato la fascia da capitano. Orgoglioso di aver alzato per ben due volte un fumogeno sotto la Curva assieme alla mia famiglia e aver lanciato un coro. Io so cosa significa. Orgoglioso di aver fatto parte di questa famiglia. GRAZIE A TUTTI“. Altro nome sul quale il Teramo pone serie attenzioni è quello di ANDREA SARANITI, 186 cm. per 78 Kg., 31 anni, attaccante centrale, con una lunga carriera in Serie C (Viterbo, Lecce, Virtus Francavilla, Vibonese con 68 presenze complessive e 22 goals) e in Serie D (Viterbese, Akragas, Città di Messina con 123 presenze e 54 reti): è vincolato al Lecce fino a Giugno 2020 e nella stagione scorsa, quella della promozione salentina in serie A, ha collezionato tre presenze, da subentrante. Chiude il cerchio il difensore centrale sinistro LUKA DUMANCIC, 192 cm., 21 anni, con 3 apparizioni a Castellammare di Stabia, la stagione passata, dopo aver giocato in serie D con l’Albalonga, collezionando 27 presenze, prima d’essere contrattualizzato dal Lecce. Si tratta di un giocatore che Mauro Meluso avrebbe volentieri fatto giocare da titolare in C, altrove, se la Juve Stabia, a gennaio, lo avesse permesso.