Europa-Regioni, FESR e FSE: l’Abruzzo rendiconta poco ed è quasi maglia nera

BRUXELLES, 28 MAG – “Un passo nella direzione giusta“. Così la Conferenza delle regioni periferiche e marittime d’Europa (Crpm), di cui è vicepresidente il governatore della Toscana Enrico Rossi, commenta il piano per il rilancio europeo presentato ieri dalla Commissione Ue.

In Italia fanno parte della Crpm Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

In particolare, la Crpm esprime apprezzamento per “il nuovo approccio coraggioso che prevede che l’esecutivo comunitario raccolga 750 miliardi di euro e li reinvesta, principalmente attraverso sovvenzioni, attraverso politiche europee come quella di coesione e rafforzando programmi come il Meccanismo per la transizione giusta“.

Le risorse da spendere – si legge nello studio della Uil – ammontano a 12,9 miliardi di euro sui programmi nazionali e quasi 25 miliardi su quelli regionali. Per quanto riguarda le regioni, tra Fondo sociale europeo (investimenti sul lavoro conoscenza e inclusione) e Fondo europeo di sviluppo regionale (investimenti ad imprese, ricerca, ambiente, energia e infrastrutture), in Puglia restano da spendere 5,2 miliardi di euro, in Sicilia 3,7 miliardi, in Campania 3,6 miliardi, in Calabria 1,7 miliardi e nel Lazio 1,4 miliardi.
Per quanto riguarda i Programmi nazionali gestiti dalle amministrazioni centrali dello Stato – sottolinea la Uil – il programma “imprese e competitività” deve spendere ancora 2,4 miliardi di euro, “scuola ambienti per l’apprendimento” 2,1 miliardi, “iniziativa occupazione giovani” 1,6 miliardi, “infrastrutture” 1,3 miliardi, “politiche attive e occupazione” 1,2 miliardi.
Se si guarda il livello di spesa certificata – continua Ivana Veronesel’Emilia Romagna tra programmi di Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e di Fondo sociale europeo (FSE), presenta un livello di spesa certificato pari al 46%, il Piemonte del 38,1%, la Toscana del 37,6%, il Friuli Venezia Giulia del 37,5%, la Provincia Autonoma di Trento con il 34,7%. In coda troviamo le Marche dove tra FESR e FSE, il livello di spesa certificato si attesta al 22,1%. In Abruzzo la spesa certificata è al 22,3%, in Umbria al 24,6%, in Sardegna al 26,5% e nel Lazio al 26,6%“.

Tra le grandi regioni del Mezzogiorno invece, la Calabria ha rendicontato il 29,3%, la Puglia il 27,1%, la Sicilia il 27,6%, la Campania il 26,9%.
Il PON, il programma “iniziativa occupazione giovanile” presenta una spesa certificata che si attesta al 42,8%, “piccole e medie imprese nel Mezzogiorno” al 31,8%, “politiche attive e occupazione” al 27,5%.

Alla luce di questi dati è indispensabile e urgente – commenta Veronese – mettere in moto tutti i processi per assicurare la velocità della spesa concentrando le risorse su pochi obiettivi. Al contempo, per evitare che il divario tra il Nord e il Sud del Paese si ampli, si dovranno affrontare e risolvere le debolezze strutturali del Mezzogiorno” – ANSA –

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