I relatori della maggioranza di governo hanno presentato al Senato un emendamento allo Decreto Sbloccacantieri che prevede la nomina di un commissario straordinario per la sicurezza dl sistema idrico del Gran Sasso.

Si è così scelto di ripercorrere la strada del 2003 agendo ancora una volta in un regime di straordinarietà nominando un commissario espressione del Governo d’intesa con la Regione.

L’emendamento è stato reso noto solo nella serata di ieri e l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia – GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra, ha immediatamente evidenziato ai parlamentari che fino ad oggi si sono resi disponibili a seguire la vicenda le proprie osservazioni anche al fine di presentare eventuali sub-emendamenti.

Il testo proposto, infatti, contiene alcuni elementi problematici:

  1. 1)  Non sono previsti strumenti di informazione ai cittadini: in questo modo, per l’ennesima volta, come già avvenuto con il commissariamento Balducci, nessuno potrà sapere cosa si sta facendo e perché;
  2. 2)  È esclusa qualsiasi partecipazione alla società civile: né nella struttura commissariale, né nella cabina di coordinamento presieduta dal Presidente della Regione è prevista la partecipazione di rappresentanti delle associazioni che per prime hanno evidenziato i problemi su cui oggi si vuole intervenire;
  3. 3)  La somma stanziata per gli interventi è di 120 milioni di euro in tre anni a fronte di un fabbisogno di 172 milioni stimati dalla Regione nella delibera n. 33/2019 “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso”;
  4. 4)  Nell’emendamento non si fa alcun cenno al lavoro svolto dal Comitato istituito dalla Regione e che ha portato alla richiamata delibera n. 33/2019 che ha definito le attività urgenti ed indifferibili per la messa in sicurezza delle gallerie autostradali e dei laboratori sotterranei. Questo vuol dire che si ripartirà da capo per individuare gli interventi da effettuare?
  5. 5)  Nell’emendamento è prevista la deroga all’art. 94 del Decreto n. 152/2006 che stabilisce le distanze di sicurezza delle strutture potenzialmente inquinanti dai punti di captazione delle acque destinate al consumo umano e non si fa alcun accenno alla necessità di portare via le sostanze pericolose stoccate nei Laboratori.

Quelli evidenziati sono aspetti che non possono essere trascurati.

È stato presentato, con prima firmataria la Sen. Loredana De Petris, un sub- emendamento che recepisce quanto segnalato. L’Osservatorio rivolge un pressante invito a tutti i parlamentari abruzzesi a sostenerlo, dimostrando di volere il bene di questo territorio al di là delle appartenenze politiche.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MAX FRATICELLI